Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 ottobre 2000
Un mio amico mi ha appena raccontato di una vicenda che gli e’ capitata due giorni fa e a questo proposito vorrei chiedervi un consiglio: il mio amico ha acquistato un pc in un negozio e solo quando e’ arrivato a casa si e’ accorto che mancava il cavo di alimentazione. Fattosi prestare il cavo il pc non si accendeva faccio presente che nel prezzo da lui sborsato per l'acquisto era compreso il test da effettuare su tale macchina test che ovviamente non e’ mai stato eseguito visto il difetto riscontrato. La mia domanda e’ puo’ avvalersi del diritto di recesso? il mio collega si e’ gia’ rivolto al negoziante il quale gli ha risposto che per il negozio non e’ valido il diritto di recesso. Sottolineo che il negoziante non ha effettuato nessun test sulla macchina pero’ si e’ preso 80.000 per farlo ci sono gli estremi di una truffa? io credo di si vorrei un parere tecnico con termini di legge se possibile cosi’ potro’ andare personalmente dal negoziante e vederlo in faccia mentre dovra’ fare retromarcia.
Risposta ADUC
E' vero, per gli acquisti effettuati in negozio non c'e' diritto di recesso. Cio' non toglie che non sia possibile (entro 8 gg dalla identificazione del difetto) denunciare per iscritto -tramite raccomandata A/R- il difetto rilevato.
Non e' ben chiaro se il computer abbia un difetto di produzione o sia stata solo omessa la consegna di un pezzo: sembra di capire che il problema sia piu' che altro il malfunzionamento. Noi parleremmo di vizio di produzione, senza stare a parlare di truffa: che va dimostrata, e ci sembra ci siano delle difficolta' a dimostrare che nel momento in cui il controllo e' stato fatto il computer non funzionava: il difetto si puo' essere presentato anche in un momento successivo. A meno che una perizia tecnica sia in grado di stabilire da quanto tempo questo computer non e' operativo.
Il primo passo e' quindi la raccomandata A/R, contestando l'esistenza del vizio di produzione, dettando un termine entro cui sostituirlo (il pezzo o il computer) e specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni, considerando risolto il contratto.
Potra' a quel punto iniziare un procedimento di conciliazione in Camera di Commercio e poi dal giudice di pace. Se le conciliazioni si mostrassero inutili, dovra' intentare un contenzioso. Ma a quel punto, prima di tutto, necessita di una perizia tecnica.
Non e' ben chiaro se il computer abbia un difetto di produzione o sia stata solo omessa la consegna di un pezzo: sembra di capire che il problema sia piu' che altro il malfunzionamento. Noi parleremmo di vizio di produzione, senza stare a parlare di truffa: che va dimostrata, e ci sembra ci siano delle difficolta' a dimostrare che nel momento in cui il controllo e' stato fatto il computer non funzionava: il difetto si puo' essere presentato anche in un momento successivo. A meno che una perizia tecnica sia in grado di stabilire da quanto tempo questo computer non e' operativo.
Il primo passo e' quindi la raccomandata A/R, contestando l'esistenza del vizio di produzione, dettando un termine entro cui sostituirlo (il pezzo o il computer) e specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni, considerando risolto il contratto.
Potra' a quel punto iniziare un procedimento di conciliazione in Camera di Commercio e poi dal giudice di pace. Se le conciliazioni si mostrassero inutili, dovra' intentare un contenzioso. Ma a quel punto, prima di tutto, necessita di una perizia tecnica.
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