Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 ottobre 2000
Roma 6/10/2000
Cara Aduc,
il 14 febbraio scorso ho sottoscritto presso un'agenzia immobiliare una proposta di acquisto (Lit.450 ML) per l'acquisto di un'azienda agricola a Frosinone che veniva venduta libera dal mezzadro (anche se ancora residente) e con una serie di caratteristiche evidenziate dall'agente immobiliare in presenza anche di numerosi testimoni. Ho lasciato in deposito un assegno di 15 ML, e sottoscritto una proposta di acquisto a 450 ml, questa e’ stata accettata con un rilancio di 485 che io ho accettato dettando delle condizioni piuttosto dettagliate (immediata rinuncia del mezzadro con atto formale, inventario dei beni e degli strumenti e molte altre richieste).
A questo punto l'agente mi ha assicurato il buon fine della trattativa e la piena accettazione delle mie condizioni. Invece nei tre mesi successivi nulla di tutto questo, e mentre spendevo tempo e denaro nella costruzione del progetto di azienda e la predisposizione dei numerosissimi contatti con Istituti di credito, soggetti sostenitori dell'iniziativa ect. non mi perveniva alcuna risposta ai miei continui interrogativi sempre piu’ accesi all'agente che si mostrava assolutamente all'oscuro di qualunque evento che non portasse a conclusione l'acquisto. Dopo interminabili telefonate, due mie raccomandate di diffida, una diffida da parte del mio legale a cui ha fatto seguito un incontro il 2 giugno (Io il venditore e due avv), questi sono risultati i fatti: Nonostante avesse ricevuto le mie raccomandate il venditore non si era mai "scomodato" di rispondere, oltretutto non aveva mai controfirmato la mia seconda proposta di acquisto, come invece dichiarato dal agente e mai rinnegato (su esplicita richiesta) dal venditore.
Alle contestazioni accese ha fatto seguito una promessa di accettare la vendita alle condizioni poste il 14 febbraio (quindi di £ 450 ML) di fornire tutte le informazioni e la documentazione necessaria ad accertare l'assenza di vincoli e di accollarsi i costi (15 ml) della "falsa mediazione".
Il termine per la firma del compromesso era stato inizialmente fissato al 30 giugno ma, l'assenza di interesse dalla parte promittente ad ogni azione necessaria alla perfezione dell'acquisto, siamo riusciti a ottenere un improrogabile nuovo appuntamento per il 30/7. Preciso che la data di compromesso al 30/7 e’ stata proposta e sottoscritta dal venditore.
Nel frattempo le nostre attivita’ riprendono e parallelamente definiamo: il mutuo, le risorse, gli aiuti, i lavori di restauro (preventivi, soprlluoghi, ect) e tutte le questioni tecniche e burocratiche (agronomi, associazioni di settore, geometri, inps etc.) per l'impianto della nostra futura attivita’.
Il nostro avvocato intesse continui rapporti con il collega patrocinante del venditore. Ed io di nuovo noto una fase di blocco. Emergono sul terreno alcuni vincoli reali, dapprima taciuti e poi negati dal venditore (riserva di caccia e finanziamento comunitario) su cui con piu’ documenti e’ stata richiesta chiarezza anche nella stesura preventiva del modello per il compromesso.
Morale: Il 30 luglio senza alcuna spiegazione il venditore va in vacanza nonostante l'impegno e la presenza dell'avvocato.
Non ci sono notizie fino al 15 settembre e ad un nuovo appuntamento per il compromesso fa seguito la scoperta che il mezzadro non era stato neanche liquidato (come rassicurato durante la riunione del 2 giugno) e quindi ha fatto seguito una nuova diffida (con tre giorni di tempo per adempiere).
E dopo due giorni... sorpresa: l'agente immobiliare e’ andato ad incassare l'assegno nell'assenza di ogni suo diritto.
Intervento immediato e richiesta di rispondere personalmente al pagamento dell'assegno come da accordi.
Il vuoto.
Cosi’ abbiamo inviato alla banca, al venditore ed all'agente, per fermare l'incasso dell'assegno, la rinuncia all'acquisto per gravi responsabilita’ derivanti dai suddetti soggetti.
Ci troviamo ora con un progetto sfumato (per cui l'incredibile ma dimostrabile presenza di disponibilita’ economiche da enti sostenitori privati e istituzionali, in assenza di garanzie reali da parte nostra, evidenzia l'importanza e la concretezza del nostro piano imprenditoriale) e con la necessita’ di ottenere un tangibile risarcimento dei gravi danni subiti.
La mia domanda e’ quale sia il modo migliore e con quale figura professionale (vorremmo avvalerci di voi) per far valere i nostri inconfutabili diritti. A testimonianza di tutto questo ci sono numerosi documenti che attestano la situazione.
Cosa dobbiamo e possiamo fare?
Grazie.
Cara Aduc,
il 14 febbraio scorso ho sottoscritto presso un'agenzia immobiliare una proposta di acquisto (Lit.450 ML) per l'acquisto di un'azienda agricola a Frosinone che veniva venduta libera dal mezzadro (anche se ancora residente) e con una serie di caratteristiche evidenziate dall'agente immobiliare in presenza anche di numerosi testimoni. Ho lasciato in deposito un assegno di 15 ML, e sottoscritto una proposta di acquisto a 450 ml, questa e’ stata accettata con un rilancio di 485 che io ho accettato dettando delle condizioni piuttosto dettagliate (immediata rinuncia del mezzadro con atto formale, inventario dei beni e degli strumenti e molte altre richieste).
A questo punto l'agente mi ha assicurato il buon fine della trattativa e la piena accettazione delle mie condizioni. Invece nei tre mesi successivi nulla di tutto questo, e mentre spendevo tempo e denaro nella costruzione del progetto di azienda e la predisposizione dei numerosissimi contatti con Istituti di credito, soggetti sostenitori dell'iniziativa ect. non mi perveniva alcuna risposta ai miei continui interrogativi sempre piu’ accesi all'agente che si mostrava assolutamente all'oscuro di qualunque evento che non portasse a conclusione l'acquisto. Dopo interminabili telefonate, due mie raccomandate di diffida, una diffida da parte del mio legale a cui ha fatto seguito un incontro il 2 giugno (Io il venditore e due avv), questi sono risultati i fatti: Nonostante avesse ricevuto le mie raccomandate il venditore non si era mai "scomodato" di rispondere, oltretutto non aveva mai controfirmato la mia seconda proposta di acquisto, come invece dichiarato dal agente e mai rinnegato (su esplicita richiesta) dal venditore.
Alle contestazioni accese ha fatto seguito una promessa di accettare la vendita alle condizioni poste il 14 febbraio (quindi di £ 450 ML) di fornire tutte le informazioni e la documentazione necessaria ad accertare l'assenza di vincoli e di accollarsi i costi (15 ml) della "falsa mediazione".
Il termine per la firma del compromesso era stato inizialmente fissato al 30 giugno ma, l'assenza di interesse dalla parte promittente ad ogni azione necessaria alla perfezione dell'acquisto, siamo riusciti a ottenere un improrogabile nuovo appuntamento per il 30/7. Preciso che la data di compromesso al 30/7 e’ stata proposta e sottoscritta dal venditore.
Nel frattempo le nostre attivita’ riprendono e parallelamente definiamo: il mutuo, le risorse, gli aiuti, i lavori di restauro (preventivi, soprlluoghi, ect) e tutte le questioni tecniche e burocratiche (agronomi, associazioni di settore, geometri, inps etc.) per l'impianto della nostra futura attivita’.
Il nostro avvocato intesse continui rapporti con il collega patrocinante del venditore. Ed io di nuovo noto una fase di blocco. Emergono sul terreno alcuni vincoli reali, dapprima taciuti e poi negati dal venditore (riserva di caccia e finanziamento comunitario) su cui con piu’ documenti e’ stata richiesta chiarezza anche nella stesura preventiva del modello per il compromesso.
Morale: Il 30 luglio senza alcuna spiegazione il venditore va in vacanza nonostante l'impegno e la presenza dell'avvocato.
Non ci sono notizie fino al 15 settembre e ad un nuovo appuntamento per il compromesso fa seguito la scoperta che il mezzadro non era stato neanche liquidato (come rassicurato durante la riunione del 2 giugno) e quindi ha fatto seguito una nuova diffida (con tre giorni di tempo per adempiere).
E dopo due giorni... sorpresa: l'agente immobiliare e’ andato ad incassare l'assegno nell'assenza di ogni suo diritto.
Intervento immediato e richiesta di rispondere personalmente al pagamento dell'assegno come da accordi.
Il vuoto.
Cosi’ abbiamo inviato alla banca, al venditore ed all'agente, per fermare l'incasso dell'assegno, la rinuncia all'acquisto per gravi responsabilita’ derivanti dai suddetti soggetti.
Ci troviamo ora con un progetto sfumato (per cui l'incredibile ma dimostrabile presenza di disponibilita’ economiche da enti sostenitori privati e istituzionali, in assenza di garanzie reali da parte nostra, evidenzia l'importanza e la concretezza del nostro piano imprenditoriale) e con la necessita’ di ottenere un tangibile risarcimento dei gravi danni subiti.
La mia domanda e’ quale sia il modo migliore e con quale figura professionale (vorremmo avvalerci di voi) per far valere i nostri inconfutabili diritti. A testimonianza di tutto questo ci sono numerosi documenti che attestano la situazione.
Cosa dobbiamo e possiamo fare?
Grazie.
Risposta ADUC
Avendo voi un legale, lo stesso sapra' gia' consigliarvi adeguatamente, ed inoltre conosce la documentazione. Se volete, non ci sono problemi per reperire dei legali convenzionati con noi su Roma (basta che chiamiate la sede di Roma richiedendo specificamente il nome del legale -non fanno invece consulenza).
Non e' facile valutare la situazione sulla base di due parole riassunte. C'e' da capire di chi siano le responsabilita', come gravino su di voi, sul mediatore, sul venditore, se sia da chiedere il rimborso del danno all’uno, all'altro o ad entrambi. Da verificare cosa e' scritto negli atti. Quello che e' sicuramente positivo e' che gli accordi sono avvenuti alla presenza di testimoni.
Di piu' non possiamo dire, poiche' si tratta di studiare una pratica ed inquadrare il caso, e non di dare solo un consiglio.
Non e' facile valutare la situazione sulla base di due parole riassunte. C'e' da capire di chi siano le responsabilita', come gravino su di voi, sul mediatore, sul venditore, se sia da chiedere il rimborso del danno all’uno, all'altro o ad entrambi. Da verificare cosa e' scritto negli atti. Quello che e' sicuramente positivo e' che gli accordi sono avvenuti alla presenza di testimoni.
Di piu' non possiamo dire, poiche' si tratta di studiare una pratica ed inquadrare il caso, e non di dare solo un consiglio.
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