Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 agosto 1999
21 Ago 1999
I miei genitori possiedono una casa in campagna nella zona di Montepulciano. Di fronte alle finestre delle camere da letto sorge un'essicatoio nel quale per tutta l'estate (fine maggio - fine settembre) ferve la lavorazione del tabacco. Apparentemente tale essiccatoio si compone da una serie di bruciatori collegati ad una ciminiera. La lavorazione comporta un brusio continuo che si protrae 24 ore su 24 e che varia spesso nell'intensita': le emissioni sonore sono in genere tali da impedire il riposo notturno.
Oltre a cio' si aggiungono spesso i rumori dei dispositivi di allarme di tale struttura. E, poiche' la lavorazione avviene - apparentemente - senza la presenza di operatori, tali allarmi continuano a suonare anche per ore di seguito. Io stessa, infastidita da tali fischi persistenti, la notte del 17 agosto mi sono dovuta recare sul posto (rischiando di essere assalita dai cani da guardia) per verificare che si trattasse di allarmi e poi ho dovuto avvertire i proprietari del fatto.
Dallo stabilimento provengono spesso odori di tabacco.
Tra l'altro ho notato che nei periodi di maggiore attivita' dello stabilimento le falde acquifere si esauriscono facilmente, lasciandoci all'asciutto in una zona non servita dall'acquedotto comunale. Non escludo che l'acqua venga utilizzata per raffreddare l'impianto.
Oggi 20 agosto, dopo aver inutilmente chiesto ai proprietari di alleggerire il nostro carico di fastidi, abbiamo dovuto tornare in citta'.
La situazione ci danneggia sia a livello personale che a livello economico: difatti, in tale situazione, la casa non ci serve ma e' impossibile pensare di affittarla o di sfruttarla turisticamente.
Le forze dell'ordine si rifiutano di intervenire adducendo come motivazione il fatto che la casa si trova in zona rurale. Tuttavia la casa non si trova certo in zona industriale. L'ASL e' disponibile ad effettuare controlli fonometrici solo su appuntamento (in nostra presenza, cioe') e dietro pagamento di una congrua somma da parte nostra - somma che in NESSUN CASO ci sarebbe rimborsata.
Cio' e' ancora piu' grave se si tiene presente il nostro problema a trivarci sul posto; non risiediamo in zona e, non avendo altri posti dove stare, saremmo costretti a passare altre notti in mezzo a tale baccano.
Questo e' il terzo anno che subiamo questa situazione e mi domando se e' possibile trovare una soluzione definitiva.
Ad esempio, ammesso che tali attivita' siano autorizzate (ma le forze dell'ordine non ce lo hanno mai confermato), come e' possibile verificare che i limiti dell'autorizzazione siano stati veramente rispettati?
- E' possibile tenere in funzione impianti rumorosi e non insonorizzati in zona non industriale?
- Visto che l'impianto e' in evidente stato di fatiscenza (e infatti fa piu' rumore di quattro anni fa) e' possibile costringere i proprietari a rinnovarlo?
- L'odore del tabacco fa male?
- Se gli allarmi suonano per ore senza che qualcuno intervenga, chi ci tutela da un possibile rischio di incendio, visto che la nostra casa e' separata dai bruciatori da una prateria rinsecchita?
- C'e' un limite al consumo di acqua per uso industriale?
Mi scuso per la sequenza di domande; ma e' brutto tornare a lavorare (o studiare) a Settembre senza aver avuto neanche un giorno di riposo.
I miei genitori possiedono una casa in campagna nella zona di Montepulciano. Di fronte alle finestre delle camere da letto sorge un'essicatoio nel quale per tutta l'estate (fine maggio - fine settembre) ferve la lavorazione del tabacco. Apparentemente tale essiccatoio si compone da una serie di bruciatori collegati ad una ciminiera. La lavorazione comporta un brusio continuo che si protrae 24 ore su 24 e che varia spesso nell'intensita': le emissioni sonore sono in genere tali da impedire il riposo notturno.
Oltre a cio' si aggiungono spesso i rumori dei dispositivi di allarme di tale struttura. E, poiche' la lavorazione avviene - apparentemente - senza la presenza di operatori, tali allarmi continuano a suonare anche per ore di seguito. Io stessa, infastidita da tali fischi persistenti, la notte del 17 agosto mi sono dovuta recare sul posto (rischiando di essere assalita dai cani da guardia) per verificare che si trattasse di allarmi e poi ho dovuto avvertire i proprietari del fatto.
Dallo stabilimento provengono spesso odori di tabacco.
Tra l'altro ho notato che nei periodi di maggiore attivita' dello stabilimento le falde acquifere si esauriscono facilmente, lasciandoci all'asciutto in una zona non servita dall'acquedotto comunale. Non escludo che l'acqua venga utilizzata per raffreddare l'impianto.
Oggi 20 agosto, dopo aver inutilmente chiesto ai proprietari di alleggerire il nostro carico di fastidi, abbiamo dovuto tornare in citta'.
La situazione ci danneggia sia a livello personale che a livello economico: difatti, in tale situazione, la casa non ci serve ma e' impossibile pensare di affittarla o di sfruttarla turisticamente.
Le forze dell'ordine si rifiutano di intervenire adducendo come motivazione il fatto che la casa si trova in zona rurale. Tuttavia la casa non si trova certo in zona industriale. L'ASL e' disponibile ad effettuare controlli fonometrici solo su appuntamento (in nostra presenza, cioe') e dietro pagamento di una congrua somma da parte nostra - somma che in NESSUN CASO ci sarebbe rimborsata.
Cio' e' ancora piu' grave se si tiene presente il nostro problema a trivarci sul posto; non risiediamo in zona e, non avendo altri posti dove stare, saremmo costretti a passare altre notti in mezzo a tale baccano.
Questo e' il terzo anno che subiamo questa situazione e mi domando se e' possibile trovare una soluzione definitiva.
Ad esempio, ammesso che tali attivita' siano autorizzate (ma le forze dell'ordine non ce lo hanno mai confermato), come e' possibile verificare che i limiti dell'autorizzazione siano stati veramente rispettati?
- E' possibile tenere in funzione impianti rumorosi e non insonorizzati in zona non industriale?
- Visto che l'impianto e' in evidente stato di fatiscenza (e infatti fa piu' rumore di quattro anni fa) e' possibile costringere i proprietari a rinnovarlo?
- L'odore del tabacco fa male?
- Se gli allarmi suonano per ore senza che qualcuno intervenga, chi ci tutela da un possibile rischio di incendio, visto che la nostra casa e' separata dai bruciatori da una prateria rinsecchita?
- C'e' un limite al consumo di acqua per uso industriale?
Mi scuso per la sequenza di domande; ma e' brutto tornare a lavorare (o studiare) a Settembre senza aver avuto neanche un giorno di riposo.
Risposta ADUC
faccia una raccomandata A/R ai vigili urbani, chiedendo (fissando un appuntamento) di venire a fare i rilevamenti per misurare il numero dei decibel, onde verificare se siano o meno superiori a quanto consentito (di notte i limiti sono diversi da quelli del giorno). Facendo presente che se non interverranno entro un termine predeterminato fara' loro un esposto per omissione d'atti d'ufficio. Per la sirena, le acque e le esalazioni provvedete a presentare un esposto alla magistratura competente, chiedendo a loro di effettuare i dovuti controlli e di intraprendere gli opportuni provvedimenti nel caso ne riscontrino gli estremi. Alla Asl fate un'altra raccomandata, evidenziando la possibile pericolosita' dei fatti esposti e chiedendo un loro intervento gratuito facendo presente che nel caso non provvedano ento un termine preciso, vorra' dire che anche loro verranno colpiti da un bell'esposto alla magistratura per omissione d'atti d'ufficio, ed a quel punto sara' il giudice a stabilire se hanno o meno ragione a non fare i rilievi. Anche il Genio Civile puo' essere forse interessato per le acque. Se esistono dei fiumiciattoli che rischiano l'essiccazione a causa di queste operazioni, sarebbe interessante fare presente la cosa agli enti (puo' essere lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune) nel cui demanio il fiume e' inserito (chiedete al Genio di chi sono i fiumi in questione). Per il resto, occorre fare una piccola ricerca in Comune ed in Regione, per vedere che ordinanze ci sono a regolare la posizione di questo impianto, nonche' eventuali disposizioni in materia di rumori. Relativamente alle domande da lei fatte, non esistono vere risposte: le disposizioni di riferimento vanno ricercate essenzialmente nelle ordinanze degli enti locali di riferimento. L'importante, pero', e' palesare la propria protesta, facendolo presente (tramite raccomandate) agli enti preposti. Cordiali Saluti
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