Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 ottobre 2004
Mia figlia ha acquistato in un negozio una giacca spendendo la cifra di ¤ 175,00. Giunta a casa si e' accorta che la giacca aveva un difetto sulla manica. Restituita al negozio, la commessa ammette il difetto e ritira la giacca dando in cambio un buono per la cifra spesa che doveva consumare entro 1 mese. Mia figlia in ripetute occasione e' andata in quel negozio per vedere di acquistare dei beni per la cifra di cui era a credito, ma non e' mai riuscita a trovare qualche cosa che veramente le piacesse. Oltretutto era anche affannoso questo acquisto perche' gli avevano dato un tempo limite Dopo numerosi colloqui con la commessa, che purtroppo non poteva farsi carico della restituzione del denaro, si e' fatto vivo il titolare, il quale dichiarava che avrebbe restituito la somma detraendosi l'IVA da lui versata. Io chiedo: ma a che titolo questo signore si trattiene l'IVA su di un campo venduto difettoso? E' lui che non e' riuscito a trovare lo stesso articolo perfetto da sostituirmi con quello difettato e pertanto non capisco perche' dopo che non ho acquistato un bene che volevo, devo rimetterci del denaro. Attendo gentile risposta. Grazie.
Ketty, da Jesolo
Ketty, da Jesolo
Risposta ADUC
certo se ne sentono delle belle da parte dei commercianti, che memori di essere bottegai, cercano di inventarle tutte per spillare soldi ai consumatori che, a loro volta, sarebbe meglio fossero piu' informati :-). Sua figlia ha sbagliato ad accettare il buono a suo tempo, perche' la legge sui vizi di produzione prevede che in caso di presenza di questi vizi il commerciante deve provvedere a riparare, sostituire o rendere i soldi: proprio con questa sequenza. Comunque l'accettazione di questo buono ha solo allungato i tempi, ma non compromesso o fatto scadere il diritto di sua figlia. A cui consigliamo di andare dal commerciante e fare presente la questione (la storia dell'Iva non sta ne' in cielo ne' in terra: gli storni di cassa -Iva inclusa- sono all'ordine del giorno). Se il commerciante si inventasse una nuova balla, dovra' procedere con una messa in mora; raccomandata A/R in cui chiede la soluzione del contratto e il rimborso del dovuto entro 15 giorni dalla ricezione e minaccia in alternativa le vie legali (giudice di pace). A questo link una scheda pratica sul funzionamento di questa garanzia: clicca qui
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