Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 ottobre 2004
Domanda 21 ottobre 2004
Salve, mentre Vi scrivo, mio padre e mia madre sono su uno di quei strabilianti treni che ancora oggi, tristemente si trascinano sulle nostre rotaie. Il treno in questione e' la mitica Freccia del Sud ovvero l'espresso 823 che da Milano centrale attraversa tutta l'Italia per arrivare nella lontana Agrigento, in solo 21 ore e 10 minuti per la precisione. (i miei genitori lo hanno preso a Chiusi-Chianciano Terme, quindi saranno 16 le ore di viaggio). Ho finito adesso di parlare con loro che, nonostante le mie critiche, hanno deciso di partire da Siena dove studio per ritornare in Sicilia (mi erano venuti a trovare), affidandosi e fidandosi di una societa', Trenitalia appunto, che per adesso, forse per risanare i conti, ha deciso di fare quelle fantomatiche promozioni, come quella "viaggiare di notte a 30 euro". Si viaggiare di notte in cuccetta o loculo come chiamar si voglia, ebbene dove sono finite le cuccette? Ridendo, mio padre mi dice che hanno dimenticato ad attaccare il vagone con le cuccette, io penso: impossibile stara' scherzando, e invece no si tratta della pura e semplice verita'. Posti prenotati giorni prima ad un prezzo che pur sembrando vantaggioso non lo e' affatto se paragonato alla qualita' dei treni che assomigliano sempre di piu' a carri bestiame, e niente cuccette; le hanno dimenticate. Eppure si tratta di vagoni, parlo di vagoni veri e propri, grandi mastodontici, massicci. Non si tratta di un trenino in miniatura, di quelli che uno vede girare su quelle piccole rotaie, e non ci sono sopra pupazzi, ci sono sopra persone. Giovani, anziani, bambini, malati. La mia non vuole essere la classica lettera di protesta, anche perche' forse sarebbe stato piu' giusto inviarla a Trenitalia, vorrei solo dare voce a tutte quelle persone che ogni giorno si trovano a viaggiare in condizioni d'avanguardia si, ma rispetto al 1945 e ai treni a vapore, ma condizioni sicuramente precarie nell'era dell'alta velocita' e dei treni super veloci. Alcuni anni fa Celentano, allora testimonial della neonata Trenitalia, diceva, credo, seduto su un treno: "a me sembra sempre tutto lo stesso, di cambiato vedo solo il logo" o qualcosa di simile. Penso che ancora oggi valga la stessa teoria, e anche la stessa pratica. Quella di vedere solamente il Dio profitto e lasciare che persone come mio padre e mia madre rimangano per tutta questa interminabile notte su sedili in plastica marrone senza nemmeno la possibilita' di poter disprezzare la cuccetta che avevano prenotato e pagato. Non so che fine fara' questa mia lettera, che devo ammettere ho scritto con tanta rabbia. spero solo serva a qualcosa. Non so se ho fatto bene ma mi e' sembrata la cosa piu' giusta. Saluti.
Gaetano, da Siena

Risposta ADUC
la ringraziamo della testimonianza della disavventura dei suoi genitori. Che pubblichiamo sulla rubrica "Cara Aduc" a monito del servizio indecente che viene erogato in regime di monopolio da parte dello Stato.
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