Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 ottobre 2004
Da molti anni sono iscritta ad una cooperativa edilizia. Questa di fatto e' gestita da un architetto anche se ufficialmente non ha incarichi rappresentativi se non quello di "tecnico" della stessa; ci sono un Presidente, un segretario (sempre gli stessi) che in pratica lo coadiuvano nelle varie fasi amministrative ed i vari Organi di controllo previsti per Legge che credo partecipino solo formalmente alla vita della Cooperativa. La suddetta coop. si limita a raccogliere Soci ai quali poi propone le opportunita' di edificazione che di volta in volta si presentano partecipando ai bandi di assegnazione dei comuni di aree Peep. La realizzazione dell'opera vera e propria viene poi affidata ad altra Cooperativa che consegnera' "chiavi in mano" il lavoro finito alla Cooperativa appaltatrice. Successivamente questa provvedera' a girare con relativa fatturazione (e pagamento dell'IVA con l'aliquota spettante) al Socio assegnatario l'immobile. Naturalmente e' prevista una quota associativa annuale che compete agli iscritti che, dalle iniziali 25.000 lire, e' lievitata negli anni fino ai 150 euro attuali. Nel 1997 ottenni l'assegnazione alla quale ero interessato ed i lavori terminarono a dicembre 2002. I pagamenti in conto costruzione dell'alloggio prenotato, vennero fissati in quote ad avanzamento lavori con scadenze che venivano stabilite di volta in volta dalla Coop. Detti pagamenti hanno avuto luogo negli anni dal 2000 al 2002. Questi comprendevano sia i costi di costruzione propriamente detti, sia l'I. V. A. pagata anch'essa in "conto costruzione" relativa alle fatture pagate alla ditta costruttrice per la quale era esplicitamente prevista la restituzione come di sotto specificato: "... L'eventuale restituzione al Socio dell'IVA versata in conto costruzione e relativa al pagamento delle fatture ricevute dalla coop. avverra' se ed in quanto l'Uff. IVA la rimborsera' alla coop. stessa, senza aggiunta di interessi e detratte le spese eventualmente sostenute dalla coop. per la documentazione necessaria alle pratiche di rimborso" A tutt'oggi ho ottenuto il primo (relativo all'IVA pagata nell'anno 2000) dei tre rimborsi previsti. Poiche' non sono piu' interessata a far parte della coop. ho manifestato l'intenzione al Presidente di uscire se questo non avesse comportato difficolta' per i residui rimborsi che devo ancora ottenere. Ho posto varie volte il quesito ma mi e' stato risposto (solo verbalmente) che il rimborso compete per statuto al socio (ma leggendo lo statuto a me non risulta), quindi qualora nono fossi piu' socio il rimborso non mi potrebbe essere riconosciuto. Morale della favola malgrado sia esaurito ormai il mio interesse a far parte della cooperativa devo continuare pagare la quota associativa per almeno tre annualita' (ma potrebbero essere anche di piu' perche' il rimborso e' discrezionale nelle modalita' e nei tempi). A me sembra una imposizione ingiusta perche' credo che il mio diritto al rimborso nasca al momento dei versamenti a titolo di anticipo dell'Iva e che rappresentano un debito della coop. nei miei confronti. Debito, che solo in virtu' di clausole vessatorie, la coop. stessa puo' procrastinare a suo piacimento. Soprattutto non mi sembra giusto dovere pagare una gabella sotto forma di quota associativa. Vorrei una Vs. cortese opinione e se possibile un consiglio per quanto sopra descritto, in particolare sapere se ritenete corretta l'imposizione che mi viene fatta dalla Cooperativa circa il pagamento della quota associativa per conservare il diritto al rimborso dell'IVA a mio credito. Ringrazio per l'attenzione. Cordiali saluti.
Angela, da Sovigliana-Vinci/Firenze
Angela, da Sovigliana-Vinci/Firenze
Risposta ADUC
abbiamo dei dubbi che possa perdere il diritto al rimborso in quanto dovrebbe far fede il momento in cui nasce il diritto e non quello in cui si verifica la mera liquidazione: pero' questa e' una NOSTRA valutazione. Rimane il fatto che sarebbe indispensabile come minimo una verifica dello Statuto della Cooperativa -e cio' in ogni caso non sarebbe comunque risolutivo, in quanto nel dubbio sarebbe poi comunque necessaria una causa. Tuttavia, una prima verifica, necessaria, consiglieremmo di richiederla portando (fisicamente) la documentazione presso un'associazione per la proprieta' edilizia -maggiormente competenti rispetto alle associazioni piu' generiche di consumatori: ce ne sono diverse; Confedilizia, Uppi, Confappi, Asppi, Apu, ecc.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti