Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 ottobre 2004
Domanda 20 ottobre 2004
Nel mese di giugno 2003 ho prestato un mio pc completo di monitor 17" pollici ad una persona, in modo d'aiutarla a svolgere dei lavori che doveva urgentemente completare; in sostanza ho dato luogo ad un comodato d'uso a titolo completamente gratuito del mio pc e del mio monitor, con l'accordo che questi mi sarebbero stati restituiti nell'arco massimo di un paio di mesi. E comunque qualora ne avessi avuto urgente bisogno. Nel corso dei mesi trascorsi, ho eseguito numerosi solleciti telefonici alla persona affinche' mi restituisse il materiale, ma questa richiedeva e ulteriori dilazioni a fronte di motivazioni sempre diverse. I solleciti di restituzione sono potuti avvenire solo per via telefonica (cellulare), in quanto la persona nel contempo ha cambiato domicilio, senza informarmi e comunicarmi il nuovo, per cui non potevo in alcun modo mandare una lettera scritta a carattere sollicitativo-ingiuntorio. Finalmente, dopo estreme pressioni, nel mese di luglio 2004questa persona si "degna di restituirmi" il mio pc e il monitor, assicurandomi che questi sono perfettamente funzionanti, purtroppo, a causa di una situazione familiare molto pesante in quel periodo ed essendo preso in maniera completa nel lavoro a causa di scadenze improrogabili, non ho controllato subito che il pc e il monitor fossere perfettamente funzionanti, cioe' nello stato in cui io gli avevo consegnati; il pc e il monitor sono stati imballati e completamenti inutilizzati dal giorno della restituzione. Alcuni giorni fa, ho preso il pc e il monitor per usarli a causa di una emergenza, e ho avuto la spiacevolissima scoperta che questa persona mi ha restituito il pc rotto. Ho eseguito diversi controlli sulle varie parti, e sono giunto alla conclusione che il danno e' molto rilevante, tale da rendere il pc completamente inutilizzabile. Ho immediatamente contattato questa persona, la quale si e' negata, spengendo il telefono per lunghi periodi, e solo sotto la pressione di eventuali azioni legali, ha risposto dicendomi che era colpa mia se non avevo controllato e che non aveva alcuna intenzione di risarcirmi i danni. Ora, in base agli articoli 1802-1813 c.c, ho diritto al risarcimento danni per il fatto che questa persona mi ha rotto il pc, mentre era suo obbligo conservarla con la massima cura (art. 1804)? In particolare agli articoli 1809-1810, questa persona era tenuta a ridarmi immediatamente le mie cose dopo ogni richiesta e posso richiedere danni per il voluto ritardo nel restituirmi le mie cose? Inoltre, ho diritto ad un risarcimento, visto che la rottura del pc mi rende impossibile la sua vendita gia' concordata ad un soggetto terzo, creandomi un ulteriore danno economico? Ringrazio anticipatamente per la disponibilita', l'aiuto e l'esaustiva delle risposte. Quali iniziative legali posso fare (tipo esposto denuncia, ecc.) per tutelare i miei legittimi interessi?
Paolo, da Carugate

Risposta ADUC
la faccenda non e' esattamente di competenza per un'associazione di consumatori. In ogni caso la vediamo dura per lei. Presumiamo, infatti, che non ci sia alcun documento scritto a testimonianza dell'accaduto, e dimostrare in giudizio di aver subito un danno spetta a lei con prove e testimonianze. L'unica possibilita' per lei e' che la persona a cui ha fatto un favore abbia un sussulto di dignita', ricevendo una raccomandata A/R in cui richiede i danni subiti e sotto la minaccia che in mancanza di adempimento entro 15 giorni adira' le vie legali. Successivamente puo' recarsi dal giudice di pace per attivare una CONCILIAZIONE. In questo modo non sosterra' altre spese, non essendoci obbligo di legale.
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