Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 ottobre 2004
Domanda 16 ottobre 2004
Cara Aduc, ho ricevuto una lettera (nella forma di lettera semplice, posta ordinaria, al mio precedente indirizzo di residenza pur avendo segnalato alla Societa' il nuovo con una comunicazione fax - le fatture mi arrivano regolarmente presso la mia nuova abitazione) da parte della Soc. Autostrade Serenissima con allegato un bollettino postale per il pagamento di ¤ 43,00 piu' spese di recupero interessi (suppongo che l'importo richiesto consideri il casello autostradale di entrata piu' distante che dovrebbe essere la citta' di Taranto). La richiesta si riferisce ad un viaggio autostradale che ho effettuato il 27/03/04 in entrata a Verona Sud (non rilevato per motivi a me sconosciuti dal mio telepass) ed in uscita alla pista automatica/telepass di Peschiera del Garda (Verona) conclusosi invece con la corretta lettura del passaggio.
Ora, la mia domanda e' questa, come e' possibile entrare in autostrada dal corridoio del telepass se questo non funziona? Se il telepass non funziona come e' possibile che la sbarra, presente in ciascuna corsia del telepass, si sia alzata facendomi transitare e quindi accedere in autostrada? Vorrei sapere come devo comportarmi per giustificare un eventuale annullamento dell'ingiunzione e pagando comunque il giusto, senza troppi problemi. Puo' essere sufficiente un contatto telefonico con la Societa' richiedente, in cui magari legittimo la non lettura del mio telepass come un problema da imputare al loro sistema di rilevazione oppure e' possibile che ci sia stata una cancellazione del transito della mia autovettura avvenuto solo dopo il passaggio dal casello di entrata? RingraziandoVi anticipatamente, invio distinti saluti.
Stefano, da Verona

Risposta ADUC
provi pure un abbocco bonario, anche se dubitiamo che possa avere qualche risultato... ma non si sa mai, un impiegato solerte... Altrimenti invii al gestore una raccomandata A/R in cui fa presente quanto ci ha raccontato (ma non in termini di domanda, bensi' come dato di fatto da lei accertato), e la inconsistenza tecnica della loro pretesa, e chiede che entro 15 giorni le diano comunicazione della cancellazione della sua posizione presunta debitoria, altrimenti si vedra' costretto ad adire le vie legali. Passato infruttuosamente il tempo dato, vada dal giudice di pace. Ovviamente questa che le abbiamo elencato e', in un certo senso, una procedura standard, che pero', prima di attivarla, converrebbe che le fosse giunta una richiesta ufficiale (raccomandata A/R), perche' allo stato (richiesta per lettera semplice), puo' anche ignorare il tutto, in quanto senza alcun valore giuridico.
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