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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 ottobre 2004
Domanda 15 ottobre 2004
Vi scrivo per chiedere un parere circa un mio acquisto risalente circa all'8 o 9 settembre scorso, avvenuto presso un banco di vendita di calzature, il quale si trova permanentemente all'interno del mercato rionale Testaccio di Roma, dove avevo gia' molte altre volte, senz'alcun problema, acquistato altre calzature(devo dire che ormai da anni quando capita acquisto da loro.) In ogni modo procedo ad esporre la questione, quella mattina essendomi trovata a passare li' prima di recarmi a lavoro, ho visto tra le altre in esposizione un paio di calzature (sandali estivi), che avevo gia' acquistato in un altro dei loro negozi un anno prima solamente di un colore diverso, e che erano particolarmente piaciute a mia madre. Al che penso che mi si e' ripresentata finalmente l'occasione di prenderle anche a lei, quindi decido di comprarne un paio chiedendo conferma dell'eventualita' di poterle cambiare qualora non fossero andate bene per qualche motivo, al momento dell'acquisto chiedo se magari per caso fosse rimasto anche il modello colorato (da me precedentemente acquistato) rispetto a quello bianco, nero e grigio in esposizione, quindi la sig. ra/na che abitualmente lavora presso il banco ne cerca un paio e me ne mostra solamente una quella in perfette condizioni, mentre l'altra che sicuramente e' stata quella utilizzata come prova per i clienti, non mi e' stata mostrata, io purtroppo fidandomi della persona in questione non ho pensato di controllare anche l'altra (cosa che invece faccio abitualmente quando acquisto delle scarpe) e sono andata via al lavoro. La sera ho mostrato le scarpe a mia madre, ma in quel momento abbiamo verificato che una delle due scarpe era in condizioni, a mio parere invendibili, essendo notevolmente provata e perfino macchiata in conseguenza alle uso come scarpa per prova, io suppongo. Provando anche un notevole imbarazzo con mia madre. Purtroppo il giorno seguente all'acquisto ho cominciato a sentirmi molto male e addirittura ho sospettato di avere una delle malattie infettive dell'infanzia, avendo un'eruzione cutanea estesa e notevole mal di testa e altri fastidi. Quindi purtroppo per forze maggiori non sono potuta recarmi per un cambio immediato della merce, ed essendo il banchetto aperto solo le mattine fino alle ore 13.00/13.30 massimo circa, non ho potuto chiedere a mia madre essendo lei stessa una lavoratrice impegnata durante quegli orari di andare ad effettuare il cambio. Mi sono quindi recata per il cambio dopo circa 9/10 giorni dalla data dell'acquisto e chiedendo scusa di essere di non essere potuta tornare prima per seri motivi di salute ho chiesto gentilmente il cambio(come tra l'altro stabilito all'acquisto) dicendo dapprima che scarpe erano troppo piccole per non creare imbarazzo alla sig. ra/ina davanti ai clienti e al suo perentorio diniego giustificato a suo parere dai troppi giorni trascorsi e che ormai lei aveva riposto la merce estiva, ho chiarito che la ragione maggiore per cui avrei voluto una sostituzione (anche con un'altra calzatura, magari pagando la differenza) era che una delle due scarpe era in condizioni notevolmente malandate e non sarebbe dovuta essere messa in vendita ed inoltre, non mi era stata "volutamente" mostrata al momento dell'acquisto, e che il suo atteggiamento non era stato e non era molto onesto. Ma la sig. ra in questione e' stata inamovibile, al che io irritata e notevolmente delusa sono andata via. E' da aggiungere che tra l'altro per l'acquisto non mi e' stato rilasciato alcuno scontrino fiscale, che invece abitualmente mi e' sempre stato rilasciato dallo stesso esercente per acquisti precedenti, tanto che io in buona fede (sicuramente pero' sbagliando) ho pensato fosse stato messo nella busta contenente le calzature. Notevolmente infastidita da questa faccenda ho fatto una ricerca su internet e mi e' capitato di leggere che i commercianti hanno l'obbligo di sostituire merce difettosa da loro venduta, il che ha confermato la mia convinzione che avevo il diritto ad una sostituzione se non addirittura il rimborso (che non mai richiesto per cercare di essere il piu' conciliante possibile). A questo punto Vi volevo chiedere come posso procedere qualora fosse vero il diritto ad una sostituzione se non ad un rimborso. RingraziadoVi anticipatamente per il Vostro prezioso aiuto porgo cordiali saluti.
Speranza, da Roma

Risposta ADUC
il problema e' che non si e' di fronte ad un vizio di produzione, ma di un danno causato esternamente (uso e macchie): che dopo 10 gg puo' anche essere attribuito a lei. Provi con un tentativo di conciliazione rivolgendosi alla commissione di conciliazione della Camera di Commercio. Se si fosse trattato di un difetto di produzione sarebbe stato molto piu' semplice; ma un danneggiamento esteriore comporta una sostanziale difficolta', specie ad alcuni giorni dall'acquisto. Occorrerebbe inviasse prima una raccomandata A/R di contestazione, indicando loro un termine di 15 gg per provvedere alla sostituzione ed avvisando che decorso il termine agira' in giudizio; dopo di che puo' fare questa prova di agire in giudizio.
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