Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 ottobre 2004
Domanda 13 ottobre 2004
Cara ADUC, In data 31/01/2004 ho deciso di aderire all'offerta "Libero ADSL Free" di WIND INFOSTRADA In tale periodo e in particolar modo fino al 1 marzo 2004 tale operatore come altri a fronte dei contributi statali per la larga banda di ¤ 75 permetteva ai suoi nuovi clienti di ottenere un sgravio di spesa equivalente a ¤ 34,95 (I.V.A. inclusa) e relativo al solito contributo di attivazione + 22 di internet gratis per una somma complessiva di Euro 74,55 (0,45 centesimi meno del contributo predetto). Inoltre tale l'offerta prevedeva il modem in comodato d'uso gratuito + 2 filtri adsl. Prima di definire il tutto ho richiesto ulteriori informazioni all'assistenza clienti Wind tel. 155, dove piu' operatori interpellati mi confermavano quanto descritto nell'offerta presente nel Web e in piu' specificavano che l'azienda mi avrebbe comunque anticipato le 75 euro gia' dalle prime fatturazioni. Fidandomi di tali dichiarazioni o continuato e definito via internet la mia attivazione del servizio nella data su detta. Sennonche' il giorno 07/05/2004 ricevuta la prima fatturazione ho subito costatato l'addebito in bolletta dell'intero contributo statale. Di conseguenza ho subito reclamato via fax al numero verde indicato nel contratto. Successivamente ho ricevuto una chiamata da una operatrice Wind (chiamante dal n. di tel 081/3855xxx ore 10:46) che in data 01/06/2004 mi confermava che l'intera somma del contributo governativo equivalente a ¤ 75 mi sarebbe stata accreditata in maniera frazionata nelle successive fatturazioni. Ad oggi purtroppo ho soltanto ottenuto l'accredito di parte di codesto tributo e cioe' quella riguardante il contributo di attivazione di ¤ 34,95. Per questo motivo ho richiesto a Wind per raccomandata A/R il rimborso della restante parte del contributo, e equivalente a euro 39,60, avvertendo codesta azienda che in caso di mancato o inidoneo riscontro entro 30 gg dal ricevimento della presente il sottoscritto si riservava di procedere mediate pagamento parziale della fattura successiva detraendo la somma contestata. Cosi purtroppo e' stato: Non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito al mio reclamo per Racc. A/R, di conseguenza ho provveduto al pagamento parziale della bolletta riguardante il periodo agosto/settembre detraendo appunto le 39,60 Euro. Oltretutto ho agito in rispetto al "parere sulla conformita' delle clausole contrattuali del commercio elettronico alla normativa vigente" reso dalla Commissione Clausole Vessatorie della Camera di commercio di Milano che appunto prescrive quanto segue: "L'utente dovrebbe dover pagare non tutto l'importo della fattura ma solo le somme la cui debenza sia incontestabile o molto probabile" A tal proposito gradirei cortesemente ottenere un Vostro parere su tale mia azione, e inoltre consigli futuri per fronteggiare questo mio contenzioso. Infine gradirei sapere se vado incontro all'applicazione degli interessi di mora sulla somma non corrisposta, e se e' possibile avere la formula per calcolare essi, dato che nel mio contratto Wind e prescritto quanto segue: "In caso di ritardo nei pagamenti verranno applicati gli interessi di mora sulle somme non corrisposte nella misura del tasso ufficiale di sconto aumentato di tre punti (sempre comunque nei limiti di quanto previsto dalla L. 108/96), per gli importi non coperti dal deposito cauzionale di cui all'art. 8 o non gia' riscossi. WIND dettagliera' nelle fatture inviate al Cliente gli eventuali ritardi nel pagamento delle fatture e il corrispondente ammontare dell'indennita' di mora. " Nell'attesa di Vostre gradite notizie Vi ringrazio per la Vostra nobile e cortese disponibilita'.
Mauro, da Matera
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P.S.: Ho segnalato tale comportamento all' AGCOM tramite il Formulario "S"

Risposta ADUC
poiche' il contributo statale in quanto tale spettava solo sino a esaurimento dei relativi fondi, occorrerebbe necessariamente sapere se il tipo di offerta in questione risultava assegnata in ogni caso da parte del gestore a prescintere dai fondi statali, o se rimaneva invece legato a questi ultimi. Cio' premesso, la sua messa in mora e' sicuramente corretta. Ma non lo e' l'arbitrario pagamento parziale: il "dovrebbe poter pagare" e' una definizione assolutamente inutile e tutto sommato dannosa in quanto illude gli utenti ma non li tutela. Inoltre, in questo suo caso e' inapplicabile poiche' non si tratta certo di somme relative a voci in contestazione: lei sta opponendo un suo credito ad un diverso credito del gestore: il quale ultimo, di per se' era anch'esso legittimo. Pertanto, le consigliamo di pagare e di rivolgersi poi al Corecom per il rimborso del SUO credito (od al giudice di pace, se il Corecom non fosse attivo).
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