Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 ottobre 2000
Oggetto: Decoder unico
Seguo con puntualita’, da mesi, tramite le cronache dei quotidiani, la disputa tra Tele+ e Strem per la questione in oggetto e mi stupisco che nessuno degli organismi a difesa dei consumatori metta in risalto il danno economico che dovranno subire gli interessati all'offerta "calcio" anche nel momento in cui sara’ disponibile il decoder unico.
Quando venne emanata la legge che, come noto, fisso’ dei limiti circa la trasmissione di questi eventi sportivi, il Governo disse che tale provvedimento veniva adottato nell'interesse degli utenti. Una volonta’ condivisibile solo dal punto di vista teorico perche’, agli effetti pratici, gli abbonati interessati a seguire tutte le gare della propria squadra del cuore, oltre al problema decoder, hanno anche quello di dover sottoscrivere due abbonamenti. E qui sta il punto: sia Tele+ che Stream consentono l'adesione all'offerta "calcio" solo come estensione dell'abbonamento base che concerne altri canali. Ne deriva che l'utente deve sobbarcarsi una spesa ben superiore a quella prevista limitatamente all'offerta "calcio".
Ecco allora che la proposta avanzata recentemente da Tele+ a Stream, riguardante lo scambio delle gare ospitate dalle societa’ rispettivamente legate da contratto con i due operatori, avrebbe potuto risolvere la questione dando modo agli utenti di poter attivare un unico abbonamento, o con Tele+ o con Stream. E' evidente, a parer mio, che Stream, rifiutando tale proposta, miri ad usare il "calcio" come traino della sua offerta televisiva non sportiva, costringendo con cio’ l'utente a pagare pero’ ulteriori servizi che non lo interessano.
Mi sarei quindi aspettato di vedere organizzazioni come la vostra appoggiare la proposta di Tele+ a Stream e, in vista del decoder unico, una decisa pressione affinche’ entrambi gli operatori vendano il prodotto "calcio" in maniera slegata dalle altre offerte.
Qualcuno comunque dovrebbe spiegare al ministro Cardinale e al sottosegretario Vita che la loro legge di sbarramento all'esclusiva televisiva delle partite del nostro campionato, cosi’ com'e’, non solo non agevola i consumatori, ma anzi li danneggia.
Distinti saluti.
Seguo con puntualita’, da mesi, tramite le cronache dei quotidiani, la disputa tra Tele+ e Strem per la questione in oggetto e mi stupisco che nessuno degli organismi a difesa dei consumatori metta in risalto il danno economico che dovranno subire gli interessati all'offerta "calcio" anche nel momento in cui sara’ disponibile il decoder unico.
Quando venne emanata la legge che, come noto, fisso’ dei limiti circa la trasmissione di questi eventi sportivi, il Governo disse che tale provvedimento veniva adottato nell'interesse degli utenti. Una volonta’ condivisibile solo dal punto di vista teorico perche’, agli effetti pratici, gli abbonati interessati a seguire tutte le gare della propria squadra del cuore, oltre al problema decoder, hanno anche quello di dover sottoscrivere due abbonamenti. E qui sta il punto: sia Tele+ che Stream consentono l'adesione all'offerta "calcio" solo come estensione dell'abbonamento base che concerne altri canali. Ne deriva che l'utente deve sobbarcarsi una spesa ben superiore a quella prevista limitatamente all'offerta "calcio".
Ecco allora che la proposta avanzata recentemente da Tele+ a Stream, riguardante lo scambio delle gare ospitate dalle societa’ rispettivamente legate da contratto con i due operatori, avrebbe potuto risolvere la questione dando modo agli utenti di poter attivare un unico abbonamento, o con Tele+ o con Stream. E' evidente, a parer mio, che Stream, rifiutando tale proposta, miri ad usare il "calcio" come traino della sua offerta televisiva non sportiva, costringendo con cio’ l'utente a pagare pero’ ulteriori servizi che non lo interessano.
Mi sarei quindi aspettato di vedere organizzazioni come la vostra appoggiare la proposta di Tele+ a Stream e, in vista del decoder unico, una decisa pressione affinche’ entrambi gli operatori vendano il prodotto "calcio" in maniera slegata dalle altre offerte.
Qualcuno comunque dovrebbe spiegare al ministro Cardinale e al sottosegretario Vita che la loro legge di sbarramento all'esclusiva televisiva delle partite del nostro campionato, cosi’ com'e’, non solo non agevola i consumatori, ma anzi li danneggia.
Distinti saluti.
Risposta ADUC
Ringraziamo per la segnalazione. Facciamo comunque presente di non essere favorevoli a "pressioni" di alcun tipo, e di considerare giusto e dovuto solo cio' che e' un diritto del cliente, mentre riteniamo punto di discussione -ma non diritto- tutto cio' che comporterebbe un vantaggio in piu' per il cliente. Forse la differenza a prima vista non si nota, ma -se cio' che dovrebbe essere lasciato al mercato diventa un obbligo di legge- e' quella tra giustizia ed imposizione.
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