Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 ottobre 2004
Cara Aduc, sono Elisa, una ragazza di 23 anni e Vi scrivo dalla provincia di Milano. Sono la felice "compagna di vita" di 3 cani, due dei quali sono di razza rottweiler. Cuba ha 4 anni e vive con me da quando aveva 4 mesi, ispanico ha 2 anni e vive con me dal marzo scorso. Con questi ultimi frequento spesso manifestazioni di bellezza e con ispanico in particolare, domenica 3 ottobre 2004 mi trovavo a Vicenza per l'esposizione Nazionale canina che si tiene ogni anno. Mi sono recata a Vicenza il giorno prima, e ci sono andata in treno.
Le Ferrovie dello Stato concedono a noi poveri proprietari di cani di viaggiare con i nostri amici a quattro zampe se muniti di guinzaglio e museruola e se non infastidiscono gli altri passeggeri con noi negli scomparti, altrimenti possiamo viaggiare nelle piattaforme dei treni, pagando comunque sempre meta' del biglietto di seconda classe per il cane. Fino a qui, nessun problema, anzi.. tanto di cappello alle FS. Il fatto increscioso al quale mi riferisco avviene invece domenica 3 ottobre, quando torno in stazione a Vicenza per rientrare a Milano. Ovviamente sia io che il cane eravamo in regola con i biglietti pagati e obliterati, e lui con guinzaglio e museruola. Quando giunge il treno, in ritardo di 20 minuti, faccio per salire, appoggio un piede sul primo gradino e mi viene incontro una Capo Treno, mi sposta fisicamente giu' dal gradino e inizia ad inveirmi contro, dicendo che ne' io ne' il mio cane possiamo salire sul treno. Mi lascia dunque in stazione e mi dice che sono anche "fuorilegge" perche' i cani grandi devono viaggiare in gabbie. (Il regolamento FS per il trasporto dei cani prevede l'uso di guinzaglio e museruola e parla di trasportini per cani di piccola taglia, per i cani di grossa taglia non ne parla, anche perche', visto lo spazio di salita sui treni, le gabbie per i cani di taglia grossa [i cosiddetti kennel] non ci passerebbero). Ora, a parte il fatto che non sono potuta rientrare a Milano in serata e questo ha causato dei problemi alla mia attivita', sono dovuta rimanere la notte a Vicenza, perche' non potevo piu' prendere un treno successivo. Quando mi sono recata alla polizia ferroviaria per raccontare i fatti, l'agente ha telefonato sul treno e ha parlato con la Capo Treno, la quale ha confermato di avermi lasciata giu' dal convoglio, giustificandosi con il fatto che il treno era troppo affollato e che il mio cane "avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico", ma a Vicenza sono salite parecchie persone. La capo treno ha detto che gia' all'arrivo a Vicenza c'era un esubero di circa 250 persone, ma allora, come mai le altre persone che aspettavano il treno con me hanno potuto prendere il loro treno e io e ispanico no? se l'esubero c'era gia', che differenza facevano "tutti quelli che aspettavano con noi" o "tutti quelli che aspettavano con noi PIU' noi due"??? Volevo solo farlo presente a Voi, per raccontare quante piccole e grandi ingiustizie dobbiamo affrontare noi che viviamo con i cani. Mi auguro che possiate e vogliate dare voce a chi subisce queste ingiustizie, e' tanto inutile che ci dicano che possiamo viaggiare in treno se poi in realta' ci troviamo davanti a persone come quella capo treno che ci impediscono di utilizzare servizi per i quali, inoltre, paghiamo profumatamente. Per me questo e' stato un atto di vero RAZZISMO. Non abbiamo nessun diritto, io e il mio cane? Una persona cosi' puo' decidere per noi, decidere di lasciarci a piedi in un'altra citta', impedirci di salire su un treno, pur facendo salire TUTTI GLI ALTRI CHE ASPETTAVANO? Spero di leggerVi o sentirVi al piu' presto, vorrei che questa storia non passasse sotto silenzio. Vi ringrazio gia' da ora per il tempo dedicatomi. Con simpatia.
Elisa, da Seveso
Le Ferrovie dello Stato concedono a noi poveri proprietari di cani di viaggiare con i nostri amici a quattro zampe se muniti di guinzaglio e museruola e se non infastidiscono gli altri passeggeri con noi negli scomparti, altrimenti possiamo viaggiare nelle piattaforme dei treni, pagando comunque sempre meta' del biglietto di seconda classe per il cane. Fino a qui, nessun problema, anzi.. tanto di cappello alle FS. Il fatto increscioso al quale mi riferisco avviene invece domenica 3 ottobre, quando torno in stazione a Vicenza per rientrare a Milano. Ovviamente sia io che il cane eravamo in regola con i biglietti pagati e obliterati, e lui con guinzaglio e museruola. Quando giunge il treno, in ritardo di 20 minuti, faccio per salire, appoggio un piede sul primo gradino e mi viene incontro una Capo Treno, mi sposta fisicamente giu' dal gradino e inizia ad inveirmi contro, dicendo che ne' io ne' il mio cane possiamo salire sul treno. Mi lascia dunque in stazione e mi dice che sono anche "fuorilegge" perche' i cani grandi devono viaggiare in gabbie. (Il regolamento FS per il trasporto dei cani prevede l'uso di guinzaglio e museruola e parla di trasportini per cani di piccola taglia, per i cani di grossa taglia non ne parla, anche perche', visto lo spazio di salita sui treni, le gabbie per i cani di taglia grossa [i cosiddetti kennel] non ci passerebbero). Ora, a parte il fatto che non sono potuta rientrare a Milano in serata e questo ha causato dei problemi alla mia attivita', sono dovuta rimanere la notte a Vicenza, perche' non potevo piu' prendere un treno successivo. Quando mi sono recata alla polizia ferroviaria per raccontare i fatti, l'agente ha telefonato sul treno e ha parlato con la Capo Treno, la quale ha confermato di avermi lasciata giu' dal convoglio, giustificandosi con il fatto che il treno era troppo affollato e che il mio cane "avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico", ma a Vicenza sono salite parecchie persone. La capo treno ha detto che gia' all'arrivo a Vicenza c'era un esubero di circa 250 persone, ma allora, come mai le altre persone che aspettavano il treno con me hanno potuto prendere il loro treno e io e ispanico no? se l'esubero c'era gia', che differenza facevano "tutti quelli che aspettavano con noi" o "tutti quelli che aspettavano con noi PIU' noi due"??? Volevo solo farlo presente a Voi, per raccontare quante piccole e grandi ingiustizie dobbiamo affrontare noi che viviamo con i cani. Mi auguro che possiate e vogliate dare voce a chi subisce queste ingiustizie, e' tanto inutile che ci dicano che possiamo viaggiare in treno se poi in realta' ci troviamo davanti a persone come quella capo treno che ci impediscono di utilizzare servizi per i quali, inoltre, paghiamo profumatamente. Per me questo e' stato un atto di vero RAZZISMO. Non abbiamo nessun diritto, io e il mio cane? Una persona cosi' puo' decidere per noi, decidere di lasciarci a piedi in un'altra citta', impedirci di salire su un treno, pur facendo salire TUTTI GLI ALTRI CHE ASPETTAVANO? Spero di leggerVi o sentirVi al piu' presto, vorrei che questa storia non passasse sotto silenzio. Vi ringrazio gia' da ora per il tempo dedicatomi. Con simpatia.
Elisa, da Seveso
Risposta ADUC
il problema ipotizziamo che derivi dal fatto che essendo il treno in esubero, presumibilmente non c'erano i termini per quelle condizioni minime previste. La si puo' chiamare ghettizzazione, pero' nel momento in cui passa il concetto che si possa stare nello scompartimento solo se non si arreca fastidio e che si sia relegati nelle piattaforme in caso contrario, rende anche comprensibile che ove le piattaforme di fatto diventino il prosieguo dello scompartimento si possa porre il problema. Infatti, l'aleatorietà' c'e', in quell'interpretazione soggettiva del disagio arrecato agli altri passeggeri. Tuttavia, c'e' invece anche un punto fermo: ossia l'assenza di ulteriori specifiche espresse per quanto concerne le piattaforme. Ne deriva che il problema interpretativo si pone: gli elementi sono sia pro sia contro a seconda della lettura che si vuol dare, che la sua posizione e' sostenibile e che quindi se volesse potrebbe intentare un'azione per danni agendo in giudizio davanti al giudice di pace (avendo pero' dei testimoni a conferma dei fatti, se possibile: per evitare interpretazioni distorte). In ogni caso, il problema delle interpretazioni soggettive di norme e regolamenti, le assicuriamo che e' molto diffuso ed un po' in tutti i settori.
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