Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 ottobre 2004
Salve, mi chiamo Silvia, ho 25 anni e sono in carrozzina da 5 anni vorrei sapere a distanza di 2 anni che successo hanno avuto con l'intervento che avete spiegato nell'articolo che ho citato sotto. Grazie.
Silvia
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Un'equipe di chirurghi a Brisbane ha impiantato nella colonna vertebrale di un ragazzo che aveva perso l'uso degli arti inferiori, cellule prelevate dai bulbi olfattivi, le Oeg (Olfactory Ensheating Glia). L'intervento e' stato eseguito un mese fa al Princess Alexandra Hospital di Brisbane, in Australia. Gli stessi medici invitano ad evitare un eccessivo ottimismo. "Al momento non ci aspettiamo troppo - spiega il chirurgo Tim Geraghty-. Per ora vogliamo solo provare che il nostro intervento non provoca danni: questo e', infatti, lo scopo di questa fase della sperimentazione". Potrebbero essere necessari mesi prima di notare qualche cambiamento nel paziente, sottolinea ancora il medico. Un esperimento simile era stato fino ad ora tentato solo nei topi. Di questi ultimi esperimenti ha riferito Almudena Ramon Cueto, direttore del Laboratorio di Rigenerazione Neuronale dell'Istituto di Biomedicina di Valencia (Spagna), presentando i risultati del suo al Congresso internazionale sulle "Nuove frontiere della Neurochirurgia" organizzata dalla Fondazione Agarini a Narni (Terni). Ora il ricercatore spagnolo si appresta a condurre uno studio analogo sulle scimmie.
Silvia
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Un'equipe di chirurghi a Brisbane ha impiantato nella colonna vertebrale di un ragazzo che aveva perso l'uso degli arti inferiori, cellule prelevate dai bulbi olfattivi, le Oeg (Olfactory Ensheating Glia). L'intervento e' stato eseguito un mese fa al Princess Alexandra Hospital di Brisbane, in Australia. Gli stessi medici invitano ad evitare un eccessivo ottimismo. "Al momento non ci aspettiamo troppo - spiega il chirurgo Tim Geraghty-. Per ora vogliamo solo provare che il nostro intervento non provoca danni: questo e', infatti, lo scopo di questa fase della sperimentazione". Potrebbero essere necessari mesi prima di notare qualche cambiamento nel paziente, sottolinea ancora il medico. Un esperimento simile era stato fino ad ora tentato solo nei topi. Di questi ultimi esperimenti ha riferito Almudena Ramon Cueto, direttore del Laboratorio di Rigenerazione Neuronale dell'Istituto di Biomedicina di Valencia (Spagna), presentando i risultati del suo al Congresso internazionale sulle "Nuove frontiere della Neurochirurgia" organizzata dalla Fondazione Agarini a Narni (Terni). Ora il ricercatore spagnolo si appresta a condurre uno studio analogo sulle scimmie.
Risposta ADUC
sinceramente noi non abbiamo trovato altre notizie in merito al dott. Geraghty, per questo le suggeriamo di fare qualche ricerca in Internet. In merito pero' alle cellule della mucosa olfattiva trapiantate nel midollo nel tentativo di rigenerare lesioni abbiamo avuto notizie dell'équipe di Carlos Lima, neurologo dell'Ospedale di Egas Moniz a Lisbona, Portogallo. Portogallo. Cellule della mucosa olfattiva per le lesioni del midollo clicca qui In merito al dott. Carlos Lima abbiamo saputo di una sua visita a Firenze al Centro di Riabilitazione Giusti (clicca qui), di seguito le riportiamo un articolo del quotidiano La Nazione. Nel frattempo le forniamo i recapiti e l'indirizzo del Dr Carlos Lima, Dipartimento di Neurologia Ospedale Egas Moniz:
Hospital Egas Moniz
Dept. Neurology
Rua da Jungueira 126
P-1300 Lisboa, Portugal
Tel.: +351-1-362.00.50 / 362.23.10
Fax: +351-1-363.34.09
***********************************
clicca qui<"Farò camminare il parà ferito in Somalia"
FIRENZE - Ha voluto visitare il tenente Gianfranco Paglia, il giovane parà medaglia d'oro al valor militare, teatraplegico in seguito alle ferite riportare durante la missione di pace in Somalia. E deciderà presto se operarlo o meno perché, spiega, "s'intravede una luce alla fine del tunnel per tutti coloro che, come lui, hanno subito una lesione al midollo spinale". Carlos Lima, portoghese, giovane neurologo dell'ospedale Egas Moniz a Lisbona, fa parte dell'équipe che ha ideato un intervento di microchirurgia che dà risultati insperati. Lima è a Firenze, nel centro Giusti per la terapia fisica e la riabilitazione, per spiegare, con l'aiuto di proiezioni, la tecnica del "miracolo": si tratta di un'operazione per l'autotrapianto di cellule olfattive prelevate dal naso e non ancora completamente maturate e specializzate: inserite tra le vertebre, queste cellule si trasformano in tessuto nervoso in grado di ristabilire i contatti in lesioni fino a tre centimetri e di avviare al recupero di sensibilità e movimento nelle parti del corpo paralizzate. Al centro Giusti, diretto da Carlo Alberto Arcangeli, il tenente Paglia c'era già stato, per un periodo di riabilitazione dopo l'episodio di Mogadiscio. Dottor Lima, dove e da quanto tempo sono eseguiti questi autotrapianti? "Dal luglio 2001, nell'ospedale Egas Moniz di Lisbona, dopo che per quindici anni avevo fatto ricerche sui ratti. Il primo esperimento è stato fatto su una ragazza di 21 anni che aveva riportato una lesione da contusione cistica cervicale. Un mese dopo ha cominciato ad avere un recupero della sensibilità, e dopo due mesi il controllo volontario dei muscoli addominali e quindi quello dei muscoli dei glutei e degli adduttori della gamba sinistra; ora riesce a stare in piedi. La risonanza magnetica ha rivelato il riempimento della lesione e la continuità dell'innesto". E l'olfatto? "La ragazza lo ha recuperato completamente. Dopo di lei sono stati eseguiti altri dieci autotrapianti. Indispensabili, sempre, fisioterapia e riabilitazione. Solo in un caso non si sono avuti risultati, perché non era stata rilevata una lesione anche più in basso". Come viene eseguito l'intervento? "Io partecipo in qualità di neurologo, insieme con il neurochirurgo Pratas Vilas e l'otorinolaringoiatra Pedro Escada. Si aprono le vertebre; si mette a nudo il midollo nel tratto della lesione nella quale s'inserisce la mucosa olfattiva prelevata dal naso. Si richiude tutto. L'intervento, anche con il microscopio elettronico, richiede per lo meno cinque ore; occorre un neurochirurgo di grande capacità". Ci sono controindicazioni? "No, ma le cellule olfattive, inserite nel nuovo ambiente, hanno la capacità di diventare tessuto nervoso del midollo soltanto in pazienti entro i 40 o 45 anni".
Hospital Egas Moniz
Dept. Neurology
Rua da Jungueira 126
P-1300 Lisboa, Portugal
Tel.: +351-1-362.00.50 / 362.23.10
Fax: +351-1-363.34.09
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clicca qui<"Farò camminare il parà ferito in Somalia"
FIRENZE - Ha voluto visitare il tenente Gianfranco Paglia, il giovane parà medaglia d'oro al valor militare, teatraplegico in seguito alle ferite riportare durante la missione di pace in Somalia. E deciderà presto se operarlo o meno perché, spiega, "s'intravede una luce alla fine del tunnel per tutti coloro che, come lui, hanno subito una lesione al midollo spinale". Carlos Lima, portoghese, giovane neurologo dell'ospedale Egas Moniz a Lisbona, fa parte dell'équipe che ha ideato un intervento di microchirurgia che dà risultati insperati. Lima è a Firenze, nel centro Giusti per la terapia fisica e la riabilitazione, per spiegare, con l'aiuto di proiezioni, la tecnica del "miracolo": si tratta di un'operazione per l'autotrapianto di cellule olfattive prelevate dal naso e non ancora completamente maturate e specializzate: inserite tra le vertebre, queste cellule si trasformano in tessuto nervoso in grado di ristabilire i contatti in lesioni fino a tre centimetri e di avviare al recupero di sensibilità e movimento nelle parti del corpo paralizzate. Al centro Giusti, diretto da Carlo Alberto Arcangeli, il tenente Paglia c'era già stato, per un periodo di riabilitazione dopo l'episodio di Mogadiscio. Dottor Lima, dove e da quanto tempo sono eseguiti questi autotrapianti? "Dal luglio 2001, nell'ospedale Egas Moniz di Lisbona, dopo che per quindici anni avevo fatto ricerche sui ratti. Il primo esperimento è stato fatto su una ragazza di 21 anni che aveva riportato una lesione da contusione cistica cervicale. Un mese dopo ha cominciato ad avere un recupero della sensibilità, e dopo due mesi il controllo volontario dei muscoli addominali e quindi quello dei muscoli dei glutei e degli adduttori della gamba sinistra; ora riesce a stare in piedi. La risonanza magnetica ha rivelato il riempimento della lesione e la continuità dell'innesto". E l'olfatto? "La ragazza lo ha recuperato completamente. Dopo di lei sono stati eseguiti altri dieci autotrapianti. Indispensabili, sempre, fisioterapia e riabilitazione. Solo in un caso non si sono avuti risultati, perché non era stata rilevata una lesione anche più in basso". Come viene eseguito l'intervento? "Io partecipo in qualità di neurologo, insieme con il neurochirurgo Pratas Vilas e l'otorinolaringoiatra Pedro Escada. Si aprono le vertebre; si mette a nudo il midollo nel tratto della lesione nella quale s'inserisce la mucosa olfattiva prelevata dal naso. Si richiude tutto. L'intervento, anche con il microscopio elettronico, richiede per lo meno cinque ore; occorre un neurochirurgo di grande capacità". Ci sono controindicazioni? "No, ma le cellule olfattive, inserite nel nuovo ambiente, hanno la capacità di diventare tessuto nervoso del midollo soltanto in pazienti entro i 40 o 45 anni".
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