Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 ottobre 2004
Domanda 4 ottobre 2004
Cara Aduc, nel marzo del 2001 una persona di mia conoscenza mi ha convinto a sottoscrivere un contratto con la Wind per l'utenza di casa. Gli avevo espressamente chiesto di adottare la formula del pagamento con il sistema del prepagato (ovvero attraverso le ricariche). Poiche' mi fidavo di questa persona non ho verificato l'esistenza di quanto da me richiesto. Mi sono ritrovato invece ad avere un contratto del tipo post pagato (ovvero con i bollettini di c/c postale) che a me non andava bene. Ho chiesto al numero di assistenza Wind 155 cosa fare e mi e' stato detto che potevo inviare loro un fax al n. 800915844 nel quale chiedevo di modificare il contratto da post pagato a prepagato allegando alla richiesta copia di documento d'identita', codice fiscale ed ultima fattura. In data 22/09/2001 ho quindi inviato un fax (da un apparecchio che non rilascia ricevuta) quanto indicatomi dall'operatore del 155. Convinto che tutto fosse risolto sono rimasto in attesa di avere indicazioni per poter iniziare a pagare col sistema del prepagato la bolletta di lire 34.000 emessa il 02/07/2001 scadente il 01/08/2001 nonche' il traffico telefonico successivo. La Wind invece ignorando le indicazioni che danno i suoi operatori ed il mio conseguente fax ha continuato ad inviarmi ulteriori bollette sospendendo nel frattempo il servizi o e chiedendo ugualmente il canone. Nel luglio 2003 mi ha inviato un estratto conto per un ammontare di euro 305, 27 (di cui circa 250 euro relativi a canoni di un servizio reso inattivo) facendo presente che se entro cinque giorni non fosse pervenuto il pagamento sarebbe stata costretta a sospendere il servizio telefonico. Sospensione che invece aveva gia' messo in atto parecchi mesi prima.
In questi giorni ho ricevuto una lettera (non raccomandata e senza firma) dalla Recus di Treviso, societa' di recupero crediti, la quale sostiene che il suo cliente (Wind Telecomunicazioni Spa) vanta un credito nei miei confronti e per il cui recupero ha conferito loro mandato. Sostiene che il mio debito originario e' di euro 356, 70 oltre interessi di mora e rivalutazioni pari a euro 50, 40 e ad oneri di recupero pari a euro 35, 93 per un ammontare complessivo di euro 443, 03. Mi viene anche preannunciato che se non pago entro sette giorni dal ricevimento della stessa la Wind ricorrera' senza ulteriore avviso alla competente autorita' giudiziaria con ulteriore aggravio di spese. Da un successivo colloquio, con un funzionario della societa' di recupero, nel quale ho fatto presente del fax da me inviato alla Wind di cui vi ho detto sopra, il funzionario mi ha detto che la comunicazione alla Wind l'avrei dovuta fare con raccomandata A. R. e che comunque se avessi pagato subito avrei potuto pagare soltanto l'importo di euro 356, 70. Siamo rimasti che ci saremmo sentiti giorno 5 ottobre pomeriggio per sapere la mia decisione e dopo che io avrei contattato la Wind per ulteriori spiegazioni. Ho contattato il 155 da un altro telefono con abbonamento Wind. Ho chiesto cosa fare per disdire l'abbonamento dell'utenza dalla quale chiamavo e mi hanno detto anche stavolta (dopo tre anni) che era sufficiente fare un fax e dopo trenta giorni la disdetta avrebbe avuto efficacia. Ho fatto presente la situazione del mio telefono di casa e mi hanno detto che non hanno mai ricevuto il fax del 22/09/2001. (Un fax di 4 pagine: lettera + 3 allegati). Vi chiedo se potete darmi un consiglio sul comportamento da seguire. Pagare quanto richiesto dal funzionario della Recus? Pagare soltanto le bollette fino a 30 giorni dopo l'invio del mio fax? Aspettare di essere contattato dall'autorita' giudiziaria (a proposito e' forse il giudice di pace della mia localita')? Oppure? Rimango in attesa di Vostri consigli e vi ringrazio anticipatamente.
Salvatore, da Lipari

Risposta ADUC
per dimostrare, senza tema di smentita, che lei ha comunicato qualunque cosa a un terzo, la raccomandata A/R e' sempre utile se non indispensabile, a prescindere da cosa dicono i vari operatori dei call center.
Ora, visto che l'errore era stato "suo" (ma chi era la persona di sua fiducia a cui ha delegato l'attivazione del contratto?), doveva comunque verificare se, al di la' delle rassicurazioni del call center, poteva effettuare il cambio del contratto. In ogni caso lei ora risulta inadempiente, non avendo contestato "ufficialmente" tramite la raccomandata A/R. Quindi, le consigliamo di non effettuare pagamenti solo di parte del debito (ingarbuglierebbero oltremodo una situazione ormai complicata). A questo punto contestare a Wind ha poco senso, quindi la miglior cosa probabilmente è attendere la convocazione da parte dell'autorita' giudiziaria a cui adira' la societa' di recupero crediti e contestare in sede di procedimento: l'addebito dei canoni nel periodo in cui la sua linea era gia' staccata; le rassicurazioni verbali del 155. Nel caso sia convocato da un foro diverso da quello di sua residenza puo' provare a eccepire l'illegittimita' della scelta, perche' in questi casi la legge prescrive che di competenza sia quello della residenza del consumatore.
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