Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 ottobre 2004
Domanda 4 ottobre 2004
L'anno scorso ho sottoscritto un contratto, con doppia firma, per effettuare una serie di prestazioni estetiche dell'importo complessivo di 3.000 euro. Il contratto mi e' stato posto davanti ed in fretta e furia mi e' stato fatto firmare. Tornata a casa, prima di iniziare qualsiasi prestazione estetica, resomi conto dell'esborso eccessivo rispetto alle mie possibilita', ho telefonato al centro benessere (una ditta leader in Italia) dicendo che volevo annullare il contratto; non fidandomi delle assicurazioni della titolare del centro che mi invitava a non preoccuparmi ho inviato comunque entro cinque giorni una raccomandata A. R. in cui comunicavo la disdetta. A distanza di un anno, dopo una lettera con cui il legale della ditta mi invitava al pagamento di quanto pattuito in quanto una delle clausole del contratto prevedeva l'intero pagamento anche in caso di mancate prestazione, mi sono visto notificare giorni fa l'atto di precetto. Come posso difendermi? Esistono delle sentenze in proposito? A chi posso rivolgermi per l'opposizione e che possibilita' ho di successo?
Marco, da Chieti

Risposta ADUC
di fronte all'atto di precetto, su una questione in cui lei aveva torto (da un contratto fimato presso l'esercizio, in caso di assenza di clausole specifiche, si recede pagando una penale e, in assenza di questa previsione, bisogna accordarsi con la controparte), puo' solo mettersi d'accordo per un pagamento dilazionato.
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