Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 ottobre 2004
Sono il titolare di una piccola attivita' commerciale. Nel GIUGNO del 2002 ho trasferito il mio negozio in un altro quartiere e avendo 2 linee telefoniche ISDN ho chiesto telefonicamente il trasloco delle stesse nel nuovo locale. L'Operatrice che ha effettuato l'operazione telefonicamente mi ha riferito che avrei dovuto cambiare i numeri in quanto cambiava la centrale. Dopo pochi giorni mi hanno attivato due nuove linee con due nuovi numeri facendomi pagare in bolletta oneri di trasloco che allora erano di lire 100.000. A distanza di un anno ricevevo addebiti sul conto corrente per pagamenti di fatture Telecom di importo molto alto e insospettitomi ho scoperto che in pratica stavo ancora pagando il canone di una delle vecchie linee traslocate in quanto l'operatrice erroneamente nel fare il trasloco non aveva cessato la vecchia linea. Al che' ho subito fatto presente alla Telecom la situazione e dopo varie raccomandate sono riuscito ad ottenere la cessazione della linea solo nel GIUGNO 2003. Invano ho chiesto il rimborso di quanto pagato ingiustamente per un anno. (circa mille euro!!!!). Ma questo non basta, perche' nonostante sono riuscito ad ottenere la cessazione mi sono visto addebitare sulla fattura di AGOSTO 2004 della nuova utenza un importo pari a 716, 00 euro senza spiegazione. Chiamo subito il 191 per avere spiegazioni e mi dicono che si riferiscono ai canoni non pagati della vecchia utenza da LUGLIO A DICEMBRE 2003. E che devo pagare per evitare mi stacchino la linea. HO FATTO CIRCA 10 RECLAMI AL 191. MA NESSUNO MI HA MAI CHIAMATO. INSOMMA NON MI RESTA CHE RIVOLGERMI AD UN LEGALE? COSA DEVO FARE?
Carmine
Carmine
Risposta ADUC
smetta di usare telefono e fax e passi ad esercitare le sue richieste solo con raccomandata A/R, dando tempo 15 giorni per darle soddisfazione e minacciando in alternativa le vie legali. Trascorso il tempo dato senza soddisfazione, se nella sua regione non e' gia' attivo l'ufficio conciliazione obbligatoria del Corecon, si rivolga al giudice di pace della sua citta', a cui comunque dovra' rivolgersi se la conciliazione Corecon non avesse funzionato.
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