Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 settembre 2004
Sono iscritto all'Ordine dei Medici. Per esserlo pago contributi sia all'Ordine che all'EMPAM, ovviamente oltre che allo stato.
Alcuni giorni addietro mi e' giunta una cartella esattoriale che mi impone di contribuire anche al mantenimento di una Fondazione privata, la ONAOSI. Questa e' una Fondazione sicuramente meritoria, ma non capisco perche' devo sentirmi obbligato, per legge, al suo mantenimento! Infatti il Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia, nella sua visita a questo ente avvenuta il 15 dicembre 2001, e' stato tanto piacevolmente sorpreso dal verificare la grandiosita' dell'Opera che ha voluto inserire nella Legge Finanziaria del 2002, con l'art. 53, comma 23, una norma che, ha reso obbligatoria l'iscrizione all'ONAOSI da parte di tutti i medici, farmacisti, veterinari ed odontoiatri iscritti agli Ordini. L'ONAOSI si ritrova pertanto, da un giorno all'altro, ben 440.000 sostenitori obbligati a devolvergli, per legge, una quota stabilita dal suo consiglio di amministrazione. Quest'anno e' di 204 euro. Il prossimo potrebbe anche essere 500 o mille o piu'!!! Cio' e' in palese contrasto con il Dettato Costituzionale in quanto si vuole imporre un gesto di solidarieta' verso una ben definita istituzione che, seppur lodevole, non e' meglio di molte altre escluse da questo privilegio. Questo atto, che si configuri come violazione della propria liberta' e in particolare dell'art. 3 della Costituzione, e' arbitrario perche' obbliga dei cittadini al sostentamento di una fondazione privata impedendo la libera scelta di sostentamento ad eventuale altro e diverso ente. I rapporti di assistenza e di solidarieta' interni alle categorie professionali non possono essere imposti per legge, ma attengono alla libera determinazione del professionista e alla sensibilita' personale, imporli per legge significa operare atto violento, coercitivo e sicuramente ingiustificato. Grazie per l'attenzione.
Nicola, da Roma
Alcuni giorni addietro mi e' giunta una cartella esattoriale che mi impone di contribuire anche al mantenimento di una Fondazione privata, la ONAOSI. Questa e' una Fondazione sicuramente meritoria, ma non capisco perche' devo sentirmi obbligato, per legge, al suo mantenimento! Infatti il Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia, nella sua visita a questo ente avvenuta il 15 dicembre 2001, e' stato tanto piacevolmente sorpreso dal verificare la grandiosita' dell'Opera che ha voluto inserire nella Legge Finanziaria del 2002, con l'art. 53, comma 23, una norma che, ha reso obbligatoria l'iscrizione all'ONAOSI da parte di tutti i medici, farmacisti, veterinari ed odontoiatri iscritti agli Ordini. L'ONAOSI si ritrova pertanto, da un giorno all'altro, ben 440.000 sostenitori obbligati a devolvergli, per legge, una quota stabilita dal suo consiglio di amministrazione. Quest'anno e' di 204 euro. Il prossimo potrebbe anche essere 500 o mille o piu'!!! Cio' e' in palese contrasto con il Dettato Costituzionale in quanto si vuole imporre un gesto di solidarieta' verso una ben definita istituzione che, seppur lodevole, non e' meglio di molte altre escluse da questo privilegio. Questo atto, che si configuri come violazione della propria liberta' e in particolare dell'art. 3 della Costituzione, e' arbitrario perche' obbliga dei cittadini al sostentamento di una fondazione privata impedendo la libera scelta di sostentamento ad eventuale altro e diverso ente. I rapporti di assistenza e di solidarieta' interni alle categorie professionali non possono essere imposti per legge, ma attengono alla libera determinazione del professionista e alla sensibilita' personale, imporli per legge significa operare atto violento, coercitivo e sicuramente ingiustificato. Grazie per l'attenzione.
Nicola, da Roma
Risposta ADUC
la ringraziamo di questa segnalazione, che conferma l'andazzo dell'obbligo di solidarieta' che lo Stato stabilisce per se' coi soldi dei contribuenti. Pubblichiamo la sua segnalazione sulla rubrica Cara Aduc.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti