Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 settembre 2004
Cara ADUC Sono afflitto da un problema.
Nel dicembre 2001 ho dato incarico ad un geometra per degli adempimenti tecnici riguardanti le strutture in cemento armato della mia abitazione, in particolare progettazione, calcolo, elaborati tecnici e collaudo finale della struttura, per poter realizzare un ampliamento con regolare concessione edilizia. Questa persona mi ha fatto un regolare preventivo dove specificava che si appoggiava ad un Ingegnere come firmatario dei calcoli, specificato la lavorazione e il compenso, con timbro dell'albo dei Geometri e firma. Iniziati i lavori, all'atto della costruzione del tetto si riscontra un errore sull'elaborato tecnico, avvertito dell'accaduto si mette d'accordo con la ditta costruttrice per la soluzione, ma la ditta chiede a me i danni per lo smantellamento e la ricostruzione dell'armatura (516,00 ¤). Terminata la costruzione chiamo il geometra per far prelevare i "provini" di cemento armato da far analizzare, ma lui con scuse evidenti si fa negare. Dopo ripetute chiamate ho inviato una raccomandata intimandolo a terminare il lavoro a lui affidato, ma anche questo non ha portato a risultati positivi. Ad oggi ho finito i lavori (comunicando al comune di Roma la data) ma sono impossibilitato a rispettare i termini di legge dei 15 giorni di tempo massimo per richiedere l'abitabilita'. A questo punto chiedo aiuto a Voi, vorrei chiedere l'ultimazione dell'incarico, il pagamento delle more che chiederanno a me per il mancato rispetto dei termini ed un risarcimento a mio parere di 3.500,00 ¤ per danno cagionato, danni morali e spese. Non so se rivolgermi al Giudice di Pace, in quanto, da informazioni avute, non difende cause che richiedano un risarcimento superiore ai 500 ¤, e non vorrei mettere un avvocato per intraprendere una causa (sicuramente lunga e onerosa). Grazie del Vostro servizio.
Massimo, da Roma
Nel dicembre 2001 ho dato incarico ad un geometra per degli adempimenti tecnici riguardanti le strutture in cemento armato della mia abitazione, in particolare progettazione, calcolo, elaborati tecnici e collaudo finale della struttura, per poter realizzare un ampliamento con regolare concessione edilizia. Questa persona mi ha fatto un regolare preventivo dove specificava che si appoggiava ad un Ingegnere come firmatario dei calcoli, specificato la lavorazione e il compenso, con timbro dell'albo dei Geometri e firma. Iniziati i lavori, all'atto della costruzione del tetto si riscontra un errore sull'elaborato tecnico, avvertito dell'accaduto si mette d'accordo con la ditta costruttrice per la soluzione, ma la ditta chiede a me i danni per lo smantellamento e la ricostruzione dell'armatura (516,00 ¤). Terminata la costruzione chiamo il geometra per far prelevare i "provini" di cemento armato da far analizzare, ma lui con scuse evidenti si fa negare. Dopo ripetute chiamate ho inviato una raccomandata intimandolo a terminare il lavoro a lui affidato, ma anche questo non ha portato a risultati positivi. Ad oggi ho finito i lavori (comunicando al comune di Roma la data) ma sono impossibilitato a rispettare i termini di legge dei 15 giorni di tempo massimo per richiedere l'abitabilita'. A questo punto chiedo aiuto a Voi, vorrei chiedere l'ultimazione dell'incarico, il pagamento delle more che chiederanno a me per il mancato rispetto dei termini ed un risarcimento a mio parere di 3.500,00 ¤ per danno cagionato, danni morali e spese. Non so se rivolgermi al Giudice di Pace, in quanto, da informazioni avute, non difende cause che richiedano un risarcimento superiore ai 500 ¤, e non vorrei mettere un avvocato per intraprendere una causa (sicuramente lunga e onerosa). Grazie del Vostro servizio.
Massimo, da Roma
Risposta ADUC
il giudice di pace si puo' adire senza spese e senza legali fino a 500 euro, fino a 1000 il legale e' a discrezione del giudice, fino a 2500 e' obbligatorio. Per importi superiori puo' solo fare causa in tribunale, con
avvocato ovviamente. La questione, in una prima fase, potrebbe cercare di evitarla rivolgendosi al giudice di pace per un tentativo di conciliazione. Ma per l'appunto un tentativo che, se fallisce, visti gli importi, non ha alternative al tribunale.
avvocato ovviamente. La questione, in una prima fase, potrebbe cercare di evitarla rivolgendosi al giudice di pace per un tentativo di conciliazione. Ma per l'appunto un tentativo che, se fallisce, visti gli importi, non ha alternative al tribunale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti