Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 settembre 2004
Abbonato da circa un anno con il provider internet Tiscali, nell'Aprile 2003 comincio a riscontrare pecche enormi nella mia connessione: velocita' ridicole per il 90% del tempo, ampiamente sotto il minimo garantito, spesso impossibilita' a connettersi per giorni interi, disservizi di vario genere.
Faccio presente la cosa piu' e piu' volte al servizio assistenza. mi ritrovo con risposte vaghe, rassicurazioni generiche, spesso passo mezz'ore intere al telefono senza ricevere risposte dal servizio assistenza. Ad Ottobre dello stesso anno, dopo 6 mesi di calvario, la mia abitazione viene raggiunta dalla linea Fastweb: decido di passare a Fastweb.
Il mio contratto scadeva, nel suo iter annuale, il 4 dicembre, e trovandomi al 10 Ottobre cerco di contattare il servizio assistenza per non intercorrere in penali dovute al fatto che ho disdetto il contratto non entro i 60 giorni previsti, seppur di pochissimo. Nel frattempo da Fastweb avevo assicurazioni sul fatto che, staccandomi materialmente dalla rete Telecom, ogni servizio a questa rete correlato, compreso l'abbonamento Adsl di qualsiasi compagnia, sarebbe stato in automatico rescisso per l'impossibilita' di erogarlo (infatti l'adsl e' attivabile esclusivamente sulla rete telefonica Telecom). Scrivo mail e telefono svariate volte senza riuscire a ottenere risposta da Tiscali in tal senso; decido allora di spedire tramite Raccomandata A. R. la mia disdetta di contratto, chiedendo nella stessa lettera anche conferma di cio' che mi era stato detto: dopo qualche giorno ricevo da parte loro la conferma dell'avvenuta ricezione della mia disdetta. Abbastanza tranquillizzato dalla cosa sottoscrivo Fastweb e dopo aver pagato le mensilita' di Novembre e Dicembre fino alla naturale scadenza del contratto blocco il RID con cui retribuivo Tiscali.
Da quel momento inizia il mio calvario: bollette puntuali ogni mese fino ad oggi con riportati tutti gli importi da pagare mese per mese come se usufruissi ancora del servizio.
Mando decine di mail e telefono almeno 5 volte al servizio assistenza per chiarire la mia situazione: ricevo solo risposte confuse e balbettii incomprensibili, oltre alle solite generiche rassicurazioni. Via mail invece non mi rispondono affatto. Nel frattempo a Marzo 2004 la mia linea Adsl viene finalmente (e arbitrariamente) staccata. Stufo delle continue bollette decido di scrivere una lettera raccomandata chiarendo la mia posizione e specificando che non sborsero' un centesimo. Dopo 3 giorni, solertissimi per la prima volta dopo oltre un anno, gli amministratori mi rispondono dicendo che la mia disdetta e' arrivata non 60 ma 50 giorni prima della naturale scadenza del contratto che pertanto non e' rescisso. Mi ingiungono inoltre di pagare le 4 mensilita' fino a Marzo, in cui il servizio adsl era effettivamente attivo, ma quel che e' peggio anche i restanti 8 mesi, addirittura gli ultimi 4 in anticipo, da Aprile a dicembre in cui il servizio non e' stato, e non sara', attivo. E' giusto che io debba pagare per un servizio che non ho utilizzato perche' materialmente impossibilitato a farlo, in quanto non piu' connesso alla rete Telecom?
Francesco, da Roma
Faccio presente la cosa piu' e piu' volte al servizio assistenza. mi ritrovo con risposte vaghe, rassicurazioni generiche, spesso passo mezz'ore intere al telefono senza ricevere risposte dal servizio assistenza. Ad Ottobre dello stesso anno, dopo 6 mesi di calvario, la mia abitazione viene raggiunta dalla linea Fastweb: decido di passare a Fastweb.
Il mio contratto scadeva, nel suo iter annuale, il 4 dicembre, e trovandomi al 10 Ottobre cerco di contattare il servizio assistenza per non intercorrere in penali dovute al fatto che ho disdetto il contratto non entro i 60 giorni previsti, seppur di pochissimo. Nel frattempo da Fastweb avevo assicurazioni sul fatto che, staccandomi materialmente dalla rete Telecom, ogni servizio a questa rete correlato, compreso l'abbonamento Adsl di qualsiasi compagnia, sarebbe stato in automatico rescisso per l'impossibilita' di erogarlo (infatti l'adsl e' attivabile esclusivamente sulla rete telefonica Telecom). Scrivo mail e telefono svariate volte senza riuscire a ottenere risposta da Tiscali in tal senso; decido allora di spedire tramite Raccomandata A. R. la mia disdetta di contratto, chiedendo nella stessa lettera anche conferma di cio' che mi era stato detto: dopo qualche giorno ricevo da parte loro la conferma dell'avvenuta ricezione della mia disdetta. Abbastanza tranquillizzato dalla cosa sottoscrivo Fastweb e dopo aver pagato le mensilita' di Novembre e Dicembre fino alla naturale scadenza del contratto blocco il RID con cui retribuivo Tiscali.
Da quel momento inizia il mio calvario: bollette puntuali ogni mese fino ad oggi con riportati tutti gli importi da pagare mese per mese come se usufruissi ancora del servizio.
Mando decine di mail e telefono almeno 5 volte al servizio assistenza per chiarire la mia situazione: ricevo solo risposte confuse e balbettii incomprensibili, oltre alle solite generiche rassicurazioni. Via mail invece non mi rispondono affatto. Nel frattempo a Marzo 2004 la mia linea Adsl viene finalmente (e arbitrariamente) staccata. Stufo delle continue bollette decido di scrivere una lettera raccomandata chiarendo la mia posizione e specificando che non sborsero' un centesimo. Dopo 3 giorni, solertissimi per la prima volta dopo oltre un anno, gli amministratori mi rispondono dicendo che la mia disdetta e' arrivata non 60 ma 50 giorni prima della naturale scadenza del contratto che pertanto non e' rescisso. Mi ingiungono inoltre di pagare le 4 mensilita' fino a Marzo, in cui il servizio adsl era effettivamente attivo, ma quel che e' peggio anche i restanti 8 mesi, addirittura gli ultimi 4 in anticipo, da Aprile a dicembre in cui il servizio non e' stato, e non sara', attivo. E' giusto che io debba pagare per un servizio che non ho utilizzato perche' materialmente impossibilitato a farlo, in quanto non piu' connesso alla rete Telecom?
Francesco, da Roma
Risposta ADUC
purtroppo noi possiamo dirle solo che in caso di contratto materialmente sottoscritto occorre rispettare il termine di preavviso previsto e che per opporsi sarebbe invece stato necessario rilevare l'inadempienza contrattuale -effettuando una contestazione per raccomandata A/R. Pertanto, questa mancanza puo' esserle opposta. In caso non avesse sottoscritto fisicamente l'atto puo' invece contestare. Il primo passo da farsi (come tentativo) e' comunque inviare una raccomandata A/R di contestazione, facendo presente di aver cessato l'uso del servizio alla scadenza, di non aver -se e' possibile dirlo- sottoscritto fisicamente il contratto e quindi diffidando dal reiterare indebite richieste: con l'avviso che in difetto agira' in giudizio. Il fatto che lei non fosse collegato non e' invece rilevante in quanto il contratto, se valido, era a prescindere dalla possibilita' fisica, ove NON di responsabilita' di Tiscali.
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