Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 settembre 2004
Sono Giuseppe, dottore commercialista e revisore contabile. Vivo a Roma dove a seguito di un incidente domestico ho riportato la frattura scomposta dell'epifisi del radio e dell'ulna del braccio destro. Ricoverato in pronto soccorso presso uno delle principali strutture ospedaliere romane sono stato sottoposto ad intervento per la riduzione della frattura. Ingessato sono rimasto immobilizzato per circa due mesi al termine dei quali mi e' stato comunicato che non essendo riuscito correttamente l'intervento avrei dovuto subire un ulteriore intervento, senza di fatto fornirmi, nonostante le numerose sollecitazioni, alcuna motivazione del "perche' e per come". Di fatto la funzionalita' della mano destra risulta a tutt'oggi fortemente compromessa. Ho rifiutato il ricovero ed il successivo intervento, ed ho avviato diversi (per la precisione 5) consulti di specialisti della mano e del polso per verificare l'effettiva situazione del polso e capirne le relative cause e motivi... Tutti hanno unanimemente confermato:
- la rilevanza e la specificita' della frattura ('brutta e difficile') - la necessita' in tale situazione del ricorso ad uno specialista della mano e del polso.
- la inefficacia dell'intervento effettuato (la frattura non e' mai stata ridotta correttamente) e l'inadeguatezza delle soluzioni adottate per il consolidamento.
- il perseverare dell'errore: in quanto se si fosse intervenuto subito (negli otto giorni successivi all'incidente) e comunque anche dopo il primo intervento non riuscito, le possibilita' di recupero della funzionalita' della mano sarebbero state molto elevate.
- infine se non avessi rifiutato il successivo ricovero ed intervento, il grande rischio che ho di fatto corso, che sarebbe stato quello di compromettere ulteriormente la gia' limitata funzionalita' della mano destra. In sintesi sono stato vittima della incompetenza e della superficialita' del nostro sistema sanitario. A 44 anni con la funzionalita' della mano destra fortemente compromessa, chiedo cosa e' necessario fare per avviare una azione legale nei confronti della struttura sanitaria e dei medici coinvolti. Cosa fare per il riconoscimento dell'invalidita'? Eventualmente segnalarmi professionisti (avvocati e medici legali) che possano accompagnarmi in questa azione legale? Sono a disposizione per eventuali altre informazioni necessarie e ringraziandoVi anticipatamente per quanto riuscirete a fare per aiutarmi ad affrontare questo difficile momento.
Giuseppe, da Roma
- la rilevanza e la specificita' della frattura ('brutta e difficile') - la necessita' in tale situazione del ricorso ad uno specialista della mano e del polso.
- la inefficacia dell'intervento effettuato (la frattura non e' mai stata ridotta correttamente) e l'inadeguatezza delle soluzioni adottate per il consolidamento.
- il perseverare dell'errore: in quanto se si fosse intervenuto subito (negli otto giorni successivi all'incidente) e comunque anche dopo il primo intervento non riuscito, le possibilita' di recupero della funzionalita' della mano sarebbero state molto elevate.
- infine se non avessi rifiutato il successivo ricovero ed intervento, il grande rischio che ho di fatto corso, che sarebbe stato quello di compromettere ulteriormente la gia' limitata funzionalita' della mano destra. In sintesi sono stato vittima della incompetenza e della superficialita' del nostro sistema sanitario. A 44 anni con la funzionalita' della mano destra fortemente compromessa, chiedo cosa e' necessario fare per avviare una azione legale nei confronti della struttura sanitaria e dei medici coinvolti. Cosa fare per il riconoscimento dell'invalidita'? Eventualmente segnalarmi professionisti (avvocati e medici legali) che possano accompagnarmi in questa azione legale? Sono a disposizione per eventuali altre informazioni necessarie e ringraziandoVi anticipatamente per quanto riuscirete a fare per aiutarmi ad affrontare questo difficile momento.
Giuseppe, da Roma
Risposta ADUC
la situazione e' abbastanza articolata e non e' sufficiente un consiglio di "Cara Aduc", che' occorre un avvocato che studi attentamente il tutto e verifichi le possibilita' di richiesta e di successo. Se vuole, potremmo indicarle il nostro studio di riferimento per la sua citta'.
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