Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 settembre 2004
In qualita' di proprietario (in comunione di beni con mia moglie) di un piccolo appartamento affittato ad un cittadino extracomunitario ho inviato, per posta, la "comunicazione di cessione del fabbricato" coi dati previsti dalla legge 18/5/78 n. 191 alla Questura di Reggio Emilia. Alcuni giorni dopo il Responsabile dell'Ufficio Cessione Fabbricati mi contatta segnalandomi che il numero di Permesso di soggiorno da me indicato nello stampato inviato non e' esatto. Chiedo lumi sul numero da indicare (nel Permesso ci sono due codici alfanumerici) ma mi viene risposto che "Lei ha il dovere di inviare il dato corretto mentre io ho quello di ricevere i suoi dati: se vuole informazioni lei deve venire in ufficio da me!". Faccio presente che lavoro in un'altra citta' e che non mi e' possibile e che, comunque, intendo utilizzare l'invio per posta consentito dalla legge. Il mio interlocutore mi comunica che l'ufficio della Questura e' aperto anche il sabato mattina e che in quella giornata posso certamente recarmi da lui e correggere la denuncia!. Dopo avere precisato che non lavoro per la Questura di Reggio invio una seconda raccomandata segnalando i due codici presenti sul "Permesso" e, per maggior sicurezza, allego la copia del permesso di soggiorno. Dopo alcune successive telefonate il mio interlocutore - di fronte al mio diniego a recarmi nel suo ufficio - mi chiede se ho provveduto ad inviare una seconda comunicazione specifica per l'Ufficio Immigrazione come prevede la Legge Bossi/Fini (Dlgs 25/7/1998 n. 286). Ammetto di non avere provveduto all'invio e chiedo lumi su tale incombenza: nuovamente ottengo la risposta "Lei ha il dovere... ecc. ecc." ... io dovro' sanzionarla!. Cerco nel sito della Questura e della Polizia di stato notizie circa questo obbligo e non trovo nulla circa le modalita' di comunicazione. Consulto l'articolo di legge in questione e scopro che e' l'esatta ripetizione di quanto previsto dalla legge 191/78: stessi dati, stessa "Autorita'"!!. Mi sento tranquillo avendo gia' spedito, nei termini previsti, i dati richiesti e ritenendo improponibile che ad un cittadino si chieda di inviare DUE VOLTE la stessa comunicazione con gli STESSI IDENTICI DATI alla STESSA AUTORITA'. Invece non e' cosi'!.
Prima viene convocato in Questura il mio inquilino "per fornire informazioni sul contratto di affitto in essere..." Successivamente ricevo (dalla Questura - Divisione Anticrimine) un "invito" a presentarmi il giorno 11 Settembre u. s. ""per la compilazione dei modelli in modo esatto relativa alla cessione del'immobile... ai Sigg. ri... inoltre dovra' esibire la documentazione prevista dal DLGS 25/7/1998 N. 286 presentata all'Ufficio Immigrazione timbrata..."" In mezzo alla pagina a caratteri cubitali ""SI AVVISA CHE IN CASO DI MANCATA PRESENTAZIONE SARA' DEFERITO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA AI SENSI DELL'ART. 650 DEL CODICE PENALE"". Faccio rispondere al mio Legale e non mi presento essendo l'invito privo dei presupposti di legge. Per tutta risposta al mio legale viene comunicato telefonicamente che la mia posizione si e' complicata dal momento che le varie comunicazioni avrebbero dovuto essere inviate anche da mia moglie (comproprietaria) e che avrei dovuto denunciare alla Questura che il mio inquilino (io ho stipulato il contratto di affitto solo con lui!) vive nell'appartamento con la moglie anche lei extracomunitaria. Per farla breve al mio legale viene segnalato che non verra' dato seguito alla richiesta di conoscere quali siano gli errori a me contestati a norma della legge 241/90 con precisazione che o vado in Questura a regolarizzare la mia posizione o saro' sanzionato!. Io ho detto al mio legale di rispondere che se mi sanzionano (e non ho dubbio che lo faranno!) segnalero' il caso attraverso una lettera aperta al Ministro Pisanu ed ai principali quotidiani nazionali e segnalero' alla Procura della Repubblica che il "convocare" un cittadino onesto limitando la sua liberta' per ottenere dati GIA' IN POSSESSO della stessa Questura e' una circostanza che dovrebbe suonare un campanello di allarme. Si tratta di una vera e propria persecuzione burocratica basata sul convincimento che i cittadini debbano essere sudditi della Pubblica Amministrazione e non, come io ritengo, al loro servizio. In tutti i casi e' gravemente lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti che un qualunque Ispettore di Polizia possa firmare un "invito a presentarsi in Questura" come quello spedito al mio inquilino ed a me senza che ne ricorrano gli estremi di legge. Sono mortificato perche' la comunicazione del mio Legale al Questore di Reggio Emilia che segnala anche questa gravissima anomalia non ha ricevuto, ad oggi, alcun riscontro. Se questa problematica rientra nella sfera della Vs. attivita' gradirei avere un Vs. riscontro. Distinti saluti.
Giuseppe, da Reggio Emilia
Prima viene convocato in Questura il mio inquilino "per fornire informazioni sul contratto di affitto in essere..." Successivamente ricevo (dalla Questura - Divisione Anticrimine) un "invito" a presentarmi il giorno 11 Settembre u. s. ""per la compilazione dei modelli in modo esatto relativa alla cessione del'immobile... ai Sigg. ri... inoltre dovra' esibire la documentazione prevista dal DLGS 25/7/1998 N. 286 presentata all'Ufficio Immigrazione timbrata..."" In mezzo alla pagina a caratteri cubitali ""SI AVVISA CHE IN CASO DI MANCATA PRESENTAZIONE SARA' DEFERITO ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA AI SENSI DELL'ART. 650 DEL CODICE PENALE"". Faccio rispondere al mio Legale e non mi presento essendo l'invito privo dei presupposti di legge. Per tutta risposta al mio legale viene comunicato telefonicamente che la mia posizione si e' complicata dal momento che le varie comunicazioni avrebbero dovuto essere inviate anche da mia moglie (comproprietaria) e che avrei dovuto denunciare alla Questura che il mio inquilino (io ho stipulato il contratto di affitto solo con lui!) vive nell'appartamento con la moglie anche lei extracomunitaria. Per farla breve al mio legale viene segnalato che non verra' dato seguito alla richiesta di conoscere quali siano gli errori a me contestati a norma della legge 241/90 con precisazione che o vado in Questura a regolarizzare la mia posizione o saro' sanzionato!. Io ho detto al mio legale di rispondere che se mi sanzionano (e non ho dubbio che lo faranno!) segnalero' il caso attraverso una lettera aperta al Ministro Pisanu ed ai principali quotidiani nazionali e segnalero' alla Procura della Repubblica che il "convocare" un cittadino onesto limitando la sua liberta' per ottenere dati GIA' IN POSSESSO della stessa Questura e' una circostanza che dovrebbe suonare un campanello di allarme. Si tratta di una vera e propria persecuzione burocratica basata sul convincimento che i cittadini debbano essere sudditi della Pubblica Amministrazione e non, come io ritengo, al loro servizio. In tutti i casi e' gravemente lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti che un qualunque Ispettore di Polizia possa firmare un "invito a presentarsi in Questura" come quello spedito al mio inquilino ed a me senza che ne ricorrano gli estremi di legge. Sono mortificato perche' la comunicazione del mio Legale al Questore di Reggio Emilia che segnala anche questa gravissima anomalia non ha ricevuto, ad oggi, alcun riscontro. Se questa problematica rientra nella sfera della Vs. attivita' gradirei avere un Vs. riscontro. Distinti saluti.
Giuseppe, da Reggio Emilia
Risposta ADUC
occorre precisare che le prime obiezioni mosse e quindi che da parte sua sarebbe stato opportuno rettificare immediatamente recandosi in Questura, potremmo anche concordare, in quanto l'onere e' a suo carico. Tuttavia, e' anche evidente che si tratti di un puntiglio in quanto non v'era motivo di non consentire la rettifica per raccomandata, con un minimo di disponibilita'. Deve tener conto del fatto che questa e' una questione di sicurezza, non meramente amministrativa. Pertanto, se l'autorita' giudiziaria ritiene di voler verificare i dati se abbia un dubbio fondato, ne avrebbe il diritto. Cio', fermo restando il fatto che sicuramente era possibile risolvere la questione in modo civile, senza indurirsi nella posizione, in quanto sicuramente non ve ne erano i presupposti. Ma nondimeno, poiche' la prova non e' facile da raggiungere basandosi solo sugli atti, forse era meglio se il suo legale le avesse suggerito di presentarsi (probabilmente non e' un penalista).
Ci rendiamo perfettamente conto che questo agente si stia comportando, anche in malafede, nel modo piu' duro ed impersonale: ma valutiamo anche i rischi di un'azione penale che non ci pare il caso di rischiare, anche perche' oggettivamente non abbiamo neanche tutti gli elementi per garantirle con assoluta sicurezza che tutto finirebbe nel nulla.
Ci rendiamo perfettamente conto che questo agente si stia comportando, anche in malafede, nel modo piu' duro ed impersonale: ma valutiamo anche i rischi di un'azione penale che non ci pare il caso di rischiare, anche perche' oggettivamente non abbiamo neanche tutti gli elementi per garantirle con assoluta sicurezza che tutto finirebbe nel nulla.
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