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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 settembre 2004
Domanda 18 settembre 2004
Mi rivolgo a Voi, anche se parto da una posizione abbastanza scomoda e il fatto che poi possa fallire non pregiudica quello che penso del Vostro operato. Mi chiamo, come si puo' evincere dall'intestazione Biagio, di solito attento osservatore nel mio tempo libero della continua evoluzione dal punto di vista telefonico/internet, e la motivazione che mi ha spinto a scrivervi e' che mi sono venuto a trovare oramai a combattere contro un colosso come la WIND, e avendo secondo la mia opinione ragione dal punto di vista morale, purtroppo mi scontro contro quello legale della mia controparte. Vi scrivo per cercare di avere quella piccola possibilita' che a noi cittadini non viene data e con la speranza che possa averla forse da Voi. Vi racconto cercando di essere abbastanza conciso, i momenti salienti della mia vicenda. Nel lontano 2002, usufruivo dell'abbonamento per connessione internet LIBERO@SOGNO della societa' WIND, adesso non sto qui a parlare del servizio che comunque era di mio gradimento, infatti avendolo avuto per 2 anni circa non posso che parlarne bene; tutto comincia nel giugno 2002 quando arriva a casa una lettera della WIND che mi avverte che le condizioni del contratto cambieranno dalla data del 15 luglio 2002, cioe' pagando un fisso di circa euro 21 al mese, la societa' garantiva una connessione senza ulteriori spese a patto che ci si connettesse dalle 18 alle 8 del giorno dopo dal lunedi' al venerdi' mentre il sabato e la domenica garantiva una connessione senza pagamento per tutta la giornata. Con le nuove condizioni che garantiva la WIND, si passava mio malgrado, a potermi connettere mantenendo lo stesso costo dell'abbonamento a potermi connettere invece che dalle 18 alle 21 fino alle 8 mentre sabato e domenica non tutta la giornata ma dalle ore 16. Il mio problema pero' non e' questo in quanto una persona e' libera di scegliere con chi connettersi e quindi se l'offerta non era di mio gradimento potevo anche cambiare, ma sono rimasto con la stessa societa' perche' comunque non c'era niente di meglio sul mercato. Il problema nasce quando dal 15 luglio ad Agosto inoltrato mi connetto con i nuovi orari, arrivo verso il 25 agosto 2002 ed all'improvviso navigando nella rete, trovo una notizia che mi lascia sconcertato; leggo a mia insaputa che dagli inizi di luglio era cominciata una battaglia legale tra l'Associazione Consumatori e la WIND che discuteva sia dell'aumento qualche tempo prima dell'offerta e del successivo cambio di orari e che tutto era sfociato in uno slittamento dell'inizio dei nuovi orari dal 15 luglio al 1 settembre 2002. Mettetevi nei miei panni, per piu' di un mese mi sono collegato dalle 21 anche se potevo farlo dalle 18 mentre sabato e domenica invece di tutta la giornata cominciavo dalle 16; infuriato come non mai chiamo subito la WIND per sapere come mai non ero stato avvertito dello slittamento degli orari, ma dopo aver superato il primo scoglio che riguardava l'ignoranza del personale del call center, mi sono imbattuti nella piccola fascia di persone un po' piu' intelligenti che mi consigliava di mandare un fax per protestare con il loro servizio amministrativo. Non Vi dico quanti ne ho spediti, e mai ho avuto risposta, pero' comunque di quelle lettere oramai non c'e' piu' prova nel caso potesse servire a qualcosa comunque ho i tabulati degli orari della connessione in cui si vede che appunto ho usato i nuovi orari anziche' quelli vecchi. Non potendo competere con la WIND decido di pagare il periodo incriminato pero' covando la vendetta appena possibile. Infatti poi verso giugno 2003, la mia zona venne cablata con l'ADSL e cosi' decisi di disdire subito il mio vecchio abbonamento analogico non pagando le ultime 3 bollette. Ora nell'Agosto 2004 si e' fatta viva una societa' di recupero crediti incaricata dalla WIND, di riscuotere l'importo non pagato e dopo diverse telefonate andate a vuoto da parte loro, vedendomi irremovibile sulle mie idee, mi hanno intimato comunque di saldare le bollette perche' la pratica sarebbe passata ai loro legali e che comunque non avrei avuto scampo. L'importo delle bollette ammonta a circe 100 euro se non ricordo male e secondo la mia onesta opinione e' stato l'unico modo per farmi notare da loro ma comunque credo di averlo fatto ma le mie speranze di averla vinta si assottigliano. Spero di essere stato abbastanza chiaro e nel caso vorreste prendere a cuore la mia situazione potete contattarmi ai numeri e all'indirizzo sopracitati. In tutto questo chiedo solo che tra gli importi che io debba pagare venga decurtata la somma di euro 21 che sarebbe quella pari ad un mese di connessione cioe' il periodo in cui sono stato danneggiato. Sicuri della Vostra attenzione alla mia richiesta, Vi porgo i miei distinti saluti.
Biagio, da Grosseto

Risposta ADUC
sicuramente avra' capito che le contestazioni si fanno per raccomandata, in ogni caso, effettivamente non si vede che cosa possa fare. Non ha prove per dimostrare di non essere stato a conoscenza della variazione e comunque contrattualmente la variazione era operante ed accettata a prescindere dalla deroga. Noi, ci spiace, ma non le diamo ragione: e' stato piu' scorretto lei a non pagare le fatture che loro a non comunicare la temporanea estensione del contratto. Non le e' mai stato causato un danno rispetto al contratto: ha solo omesso di usufruire di un vantaggio extra. Ci perdoni, ma noi la valutiamo solo giuridicamente, la questione. E giuridicamente, lei non ha subito, secondo contratto, NESSUN DANNO. Ci farebbe piacere che lo capisse, in quanto non ci pare utile avere visioni distorte rispetto a cosa effettivamente abbia rilevanza. Cio' premesso, se la richiesta le giunge per lettera semplice puo' anche evitarla del tutto e porsi il problema solo quando eventualmente le giungera' una raccomandata.
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