Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 settembre 2004
Domanda 11 settembre 2004
Spett. le ADUC, salve, come da accordi telefonici Le scrivo per raccontare gli episodi a noi occorsi in occasione della vacanza allo Jonio club di Marina di Mancaversa. Ho telefonato il 15-05-04 allo Jonio Club e mi ha risposto il Sig. xxx che poi ho scoperto essere il Responsabile delle prenotazioni invernali.Dopo aver riferito a xxx che io e altre sei persone avevamo intenzione di soggiornare al villaggio Jonio club, abbiamo parlato dei vari dettagli e ci siamo accordati su vari punti. Dovendo trascorrere due settimane ed essendoci liberi solo pochi appartamenti ci siamo accordati per trascorrere la prima settimana in un quadrilocale da 8 persone e la seconda in un trilocale da 6 con un letto aggiuntivo con l'accordo che questo non ci avrebbe provocato nessun disagio. Inoltre xxx mi ha richiesto un supplemento di 50 ¤ in cambio della possibilita' di avere una veranda e di poter usare il barbecue. xxx aveva inoltre affermato che nel prezzo erano comprese lenzuola e biancheria bagno. Il 26-07-04 ho ritelefonato al villaggio Jonio club e mi ha risposto il Sig. Andrea riconfermandomi le varie condizioni del contratto e la possibilita' di avere gratuitamente la biancheria da letto e bagno. All'arrivo allo Jonio club, il 31-07-04 abbiamo incominciato a vedere i primi segnali di una profonda e evidente disorganizzazione dell'intera struttura. Alla reception del villaggio ci hanno accolto molto male, in quanto il nostro contratto non era derivato da accordi con agenzie di viaggio, ma da un nostro accordo con il Sig. xxx, personaggio malvisto dalle persone in reception che quando hanno visto il nostro contratto hanno affermato: "Ecco, quando fa lui i contratti e' un casino, non si capisce niente, vedrete che problemi ci saranno". E subito sono iniziate le scorrettezze. Mi sono avvicinato al tavolo della reception e, contratto alla mano, mi accingevo a sbrigare le pratiche di check-in. La contabile della struttura, Sig. ra Loredana ha contestato la somma del bonifico con cui avevamo saldato la caparra. L'importo era di 504 ¤, ma la contabile ha imputato la somma di 500 ¤, sostenendo che i 4 ¤ fossero spese bancarie. Il bonifico e' stato effettuato dal Sig. Damiano, che lavorando nella banca in cui e' stato effettuato, non ha sostenuto spese bancarie come avviene per i dipendenti.
Non siamo riusciti a farlo capire alla contabile. Un episodio di poco conto (ci e' costato 4 ¤), ma che e' solo l'inizio di una serie impressionante di disavventure. Nel frattempo abbiamo scoperto che la biancheria era a pagamento, 12 ¤ a persona a settimana.
Come primo giorno non e' stato male! Ci siamo lamentati anche se pensavamo fosse un episodio spiacevole si, ma isolato. Invece non era cosi'. Entrati nell'appartamento, lo abbiamo trovato in condizioni allucinanti. Eravamo in 7 e come da contratto, per la prima settimana, c'erano due bagni a nostra disposizione. Il problema e' che per tutto il periodo ne abbiamo potuto utilizzare uno solo. L'acqua in uno dei bagni e' sempre stata gelida, e nonostante le nostre lamentele non c'e' stato niente da fare e per tutta la settimana la doccia e' stata inutilizzabile. Inoltre all'interno dello stesso bagno, lo scarico non funzionava, cosicche' il wc era inutilizzabile.
Abbiamo pagato due bagni potendone utilizzare solo uno. E nonostante le nostre proteste, nessuno ha rimediato all'errore. Inoltre le pentole presentavano varie incrostazioni e molte erano arrugginite. Per fortuna ce le hanno sostituite due giorni dopo, ma per questi due giorni non ci e' stato permesso di mangiare in casa, costringendoci a mangiare nel ristorante del villaggio e arrecandoci un danno economico in quanto il ristorante era molto costoso e la qualita' del cibo molto scarsa. A tutto questo c'e' da aggiungere la maleducazione, l'arroganza e la disorganizzazione degli addetti della reception, in particolare il sig. Andrea, la contabile Loredana e i vari addetti. Ci avevano riferito che il campo da tennis non era utilizzabile durante la sera per la mancanza di illuminazione. Una sera, vedendo il campo illuminato, abbiamo chiesto se era possibile prenotare il campo per una sera. Il direttore, ha risposto che non era possibile perche' non c'erano le luci. Abbiamo risposto che il campo era illuminato. "Non e' possibile, io ho le chiavi, nessuno puo' riparare le luci senza che io lo sappia". Io l'ho invitato a raggiungere il campo e quando ha visto che era illuminato, invece di scusarsi e di permetterci di giocare ha detto: "Tanto ormai e' tardi, e' lo stesso, vi arrangiate". Siamo rimasti esterrefatti dal comportamento del responsabile della reception. Dopo la prima settimana, ci siamo recati in reception per accordarci sulle modalita' di trasferimento dal quadrilocale al trilocale. Il sig. Andrea ci ha detto che Sabato 07/08/04 avremmo dovuto lasciare il quadrilocale entro le ore 10.00, portare le valigie in reception e risistemarci nel trilocale alle ore 14! In questo modo non ci sarebbe stato fornito il servizio pattuito in quanto il sabato non avremmo avuto a disposizione l'appartamento pagato. Per fortuna, dietro la nostra minaccia di non pagare la seconda settimana, ci e' stato consentito di trasferirci nel trilocale subito dopo aver abbandonato il quadrilocale. Ma la sorpresa era in agguato. La veranda e l'angolo barbecue, che ci erano stati promessi, in realta' si riducevano ad un piccolissimo balcone e non c'era traccia del barbecue.
Davanti alle nostre proteste, gli addetti alla reception hanno risposto che e' vietato l'uso del barbecue! Le stesse persone che hanno preannunciato la possibilita' dell'uso del barbecue in modo da invogliarci a pagare il supplemento di 50 ¤, hanno poi ritirato tutto sostenendo che il barbecue fosse vietato.
Ma allo stesso tempo non mi hanno dato spiegazione sul perche' molti appartamenti ai piani inferiori avessero in dotazione il barbecue e lo utilizzassero normalmente.
E a queste nostre rimostranze, hanno risposto con il classico gioco dello scaricabarile. Andrea, Loredana e il Direttore accusavano il sig. xxx che a sua volta accusava gli addetti della reception. Insomma, una gran confusione di cui le vittime siamo stati noi.
L'episodio piu' grave e' accaduto la sera di lunedi' 9 agosto 2004. Durante l'ora di cena l'animatrice Rosanna, scherzando con noi, ci ha lanciato dell'acqua addosso e noi in modo scherzoso le avevamo detto che ci saremmo "vendicati". Cosi, verso le 0.30, "armati" di bottiglie e pentole ci siamo diretti verso l'anfiteatro. Abbiamo visto Rosanna e le abbiamo lanciato l'acqua con le nostre bottiglie. Non so se alcuni schizzi d'acqua abbiamo colpito altre persone, non credo, visto che Rosanna era da sola. Fatto sta che lei e' scappata e all'improvviso una ventina di ragazzi e molti dei loro genitori si sono accaniti contro di noi. Ci hanno minacciato, ci hanno tolto le bottiglie con la forza, hanno fatto cadere un mio amico, e una persona mi ha messo le mani al collo. Siamo riusciti a divincolarci e tra urla, spintoni e gomitate siamo scappati in appartamento. L'episodio e' grave, ma e' ancora piu' incredibile cio' che e' accaduto dopo. Il vigilante del villaggio, arrivato sul posto, ha detto che la colpa era nostra, perche' "e' normale che poi si finisca in rissa"!!!!! Il giorno dopo siamo andati a riferire l'episodio alla direzione che ci ha detto che la colpa poteva in un certo modo ricadere sull'animatrice Rosanna, che avrebbe "istigato" la reazione delle persone sul luogo. Ovviamente non crediamo a questa versione e pensiamo che si sia voluto scaricare la colpa su una ragazzina di 19 anni che non poteva difendersi da queste accuse.
E i fatti che mi accingo a riferire testimoniano questa nostra convinzione.
La sera di martedi' 10 agosto 2004 abbiamo parlato con il vigilante, che era insieme ad un giovane collega, ricostruendo la dinamica dell'episodio. Il collega ha pronunciato le seguenti parole "diteci chi sono le persone che vi hanno aggredito che le vado a picchiare"; "Voi siete di Reggio Emilia, siete abituati a risolvere i fatti legalmente, ma qui non funziona cosi': qui si usa la legge delle botte, della violenza"; "non preoccupatevi, ci penso io, anche se sono in trenta daro' loro una severa lezione". Intimoriti da queste frasi e dal clima di violenza che si era diffuso nel villaggio, ci siamo limitati a fornire alcuni sospetti che avevamo circa l'identita' delle persone che ci hanno aggredito. Sapevamo bene chi fossero, ma abbiamo evitato di fornire precise segnalazioni per evitare che le parole del giovane vigilante si trasformassero in realta' e potessero portare ad altra violenza, con il rischio che la situazione si ripercuotesse su di noi. Dopo questo colloquio, la sera stessa, ci accingevamo ad andare al "Sangria Party", tradizionale festa che gli animatori del villaggio organizzavano ogni martedi' sera in spiaggia, a 450 metri dal villaggio stesso.
Mentre ci stavamo incamminando verso la spiaggia, un'animatrice, Marta, ci e' venuta incontro dicendoci: "Ragazzi, non andate alla festa in spiaggia. E' a rischio la vostra incolumita'. Se volete evitare problemi state a casa"! Abbiamo chiesto a Marta perche' eravamo a rischio, visto che eravamo stati noi le vittime degli spiacevoli episodi della sera prima. Parlando con lei abbiamo capito che il personale del villaggio non era in grado di garantire la sicurezza ai propri clienti.
Ci sentivamo minacciati e insicuri, l'organizzazione si dimostrava assolutamente inefficiente. Nel frattempo ci eravamo prenotati per l'escursione ad Ostuni e Alberobello di Giovedi' 12 agosto e per la serata in discoteca al "Quartiere Latino", prevista sempre per giovedi' sera. Mercoledi' sera un'altra animatrice ha chiesto di parlarci. Ci siamo messi in disparte e la ragazza sembrava turbata. Ci ho confessato che la Direzione le aveva intimato di non farci partecipare ne' all'escursione del giovedi' ne' alla serata in discoteca per motivi di ordine pubblico. L'animatrice era dispiaciuta e ha subito chiarito di non aver nulla a che fare con questa decisione che era stata presa dalla direzione. Noi eravamo inferociti. A causa della disorganizzazione, della paura e della mancanza di buonsenso della direzione non abbiamo potuto partecipare ai tre eventi chiave che caratterizzavano la nostra seconda settimana di permanenza al villaggio, cioe' il Sangria Party di martedi' sera, la gita ad Ostuni e Alberobello di giovedi' e la serata in discoteca al "Quartiere Latino", giovedi' sera. Siamo state vittime di un'aggressione e per tutta risposta l'organizzazione ci ha escluso dalla vite del villaggio, costringendoci a stare sempre fuori di casa negli ultimi 4 giorni con la paura di essere aggrediti da un momento all'altro!! Non siamo stati assolutamente tutelati, la direzione e la vigilanza avevamo paura delle 25-30 persone napoletane e per questo hanno deciso di isolare noi, di escluderci dalla vita del villaggio, dalle gite e dalle serate per le quali siamo andati li' in vacanza!
Un comportamento inaccettabile, che deve essere punito! C'e' da aggiungere che durante i 15 giorni di permanenza nella struttura pugliese, abbiamo visto con i nostri occhi molti episodi allucinanti: quasi ogni sera c'erano persone che facevano il bagno di notte in piscina (quando c'era l'assoluto divieto di entrare in acqua dopo le 19.30), e spesso dopo aver fatto il bagno queste persone davano vita ad atti teppistici e vandalici di ogni tipo.
Sedie rotte, sdrai divelti, ombrelloni spezzati, tavoli distrutti, pietre divelte e frantumate, danni al bar della piscina...
E tutto questo accadeva quasi ogni sera, sotto gli occhi dei vigilanti della struttura.
Tutti sapevano chi erano i responsabili, e sarebbe stato facile coglierli sul fatto, ma anche questa situazione testimonia la clamorosa carenza organizzativa del villaggio.
Una famiglia ci ha confidato che aveva bisogno del medico del villaggio e dalla reception hanno risposto che era in ferie!!!
Il medico di una struttura turistica in ferie in agosto! Allucinante!
Inoltre, come si puo' evincere confrontando il contratto (Allegato 1) e la ricevuta (Allegato 2), noi avremmo dovuto pagare 1.722 ¤ (saldo) + 196 ¤ (consumi) + 420 ¤ (Tessera Club) + 100 ¤ (pulizia finale) + 50 ¤ (Letto aggiunto) = 2.488 ¤. Invece ci hanno fatto pagare 2.520 ¤. La differenze e' esigua, ma perche' dopo tutto quello che e' successo, hanno voluto rubarci 32 ¤? Visto i comportamenti precedenti degli addetti alla reception, sul posto abbiamo preferito lasciar perdere, ma in questa sede ci sembra giusto ricordare anche questo episodio. Per concludere, la descrizione di tutti gli episodi sopraccitati testimonia tre aspetti fondamentali.
-Il non rispetto del contratto da parte della direzione dello Jonio Club.
-La mancanza assoluta di organizzazione della struttura.
-La carenza clamorosa delle condizioni minime di sicurezza durante il periodo della nostra permanenza nel villaggio.
Inoltre, non abbiamo potuto usufruire di molte attivita' della struttura (feste, escursioni, serate in discoteca), a causa della paura e della non professionalita' degli addetti alla direzione e alla sicurezza del villaggio.
Per tutti questi motivi chiediamo la risoluzione del contratto, la restituzione di quanto versato e il risarcimento per i danni subiti (aggressione, paura, impossibilita' di muoversi liberamente a causa delle minacce rivolte contro di noi). Siamo stati danneggiati e chiediamo solo di ottenere un parziale risarcimento alle ingiustizie subite.
Resta inteso che se, entro una decina di giorni non si ricevera' nessuna risposta, prenderemo in considerazione la possibilita' di intraprendere un'azione di risarcimento nei confronti della struttura. Distinti Saluti.
Riccardo, da Guastalla/Reggio Emilia

Risposta ADUC
non abbiamo capito se lei ha gia' inviato la lettera al villaggio turistico o no. In ogni caso, sappi che la forma non e' appropriata ad ottenere un risarcimento danni. Un fac simile utile allo scopo lo trova a questo link
clicca qui
lo modifichi alla sua situazione. Purtroppo, da quello che ci racconta, e' fuori dai termini di legge (10 giorni dal ritorno), in ogni caso puo' provare a inviare una raccomandata A/R: la legge prende in considerazioni solo situazioni verificabili e certe, quindi sottolinei le discrepanze che ha riscontrato tra cio' che e' scritto in contratto (depliant compresi) e cio' che e' stata la realta', riportando i fatti in modo piu' succinto, in modo che le sue ragioni non perdano mordente.
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