Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 settembre 2004
Mi rivolgo a codesta spettabile associazione per segnalare un inammissibile comportamento realizzato dalla principale compagnia di telefonia mobile italiana TIM, in totale dispregio di tutti i basilari principi di correttezza e rispetto del consumatore.
Torno da un breve periodo di vacanze trascorse in Grecia, dove avendo necessita' di tenermi in contatto con la famiglia e l'azienda per la quale lavoro, ho portato con me il telefono cellulare munito di scheda telefonica TIM.
Non appena giunto entro le acque territoriali greche sono stato raggiunto da un messaggio (ed e' gia' deprecabile in quanto in violazione dei principi di riservatezza che l'operatore in questione "avvicini" i suoi clienti per "suggerimenti commerciali") con il quale mi si informava che effettuare la ricarica del credito telefonico in Grecia sarebbe stato semplicissimo: sarebbe bastato acquistare una ricarica presso edicole o esercizi convenzionati...
Lo stesso accadeva a tutti i miei compagni di viaggio muniti di scheda TIM.
In Corfu', abbiamo incrociato una tabaccheria che esponeva all'esterno il logo TIM (assolutamente il medesimo conosciuto in Italia).
Avendo necessita' di effettuare una ricarica abbiamo proceduto all'acquisto di varie schede di importo variabile tra i 9 ed i 15 ¤.
Seguendo le istruzioni contenute sulla carta abbiamo grattato la parte della scheda contenente il codice per la ricarica. Tutti gli estenuanti tentativi di effettuare la ricarica sono risultati vani (numero non disponibile, codice non riconosciuto, linea interrotta, etc...).
Tornati in Italia, quasi tutti si sono rassegnati a rinunciare e considerare persi i soldi spesi, in considerazione della loro esiguita'.
Il sottoscritto, invece, si e' rivolto al 119 per chiedere spiegazioni. Dopo aver inoltrato formale reclamo a mezzo fax con copia della carta in questione, l'operatrice (per la verita', molto disponibile) mi ha comunicato di essere costernata, ma di non poter procedere al rimborso in quanto la carta in questione sarebbe una ricarica telefonica della TIM Grecia, diversa (seppur appartenente allo stesso gruppo e contraddistinte dall'identico marchio) dalla TIM Italia.
Per effettuare la ricarica desiderata avrei dovuto acquistare un altro tipo di carta (in realta', introvabile!).
Lascio all'intelligenza di chi legge dedurre come, con questo sistema, le due compagnie telefoniche hanno facilmente lucrato denaro a migliaia di turisti italiani in Grecia...
Ovviamente, il mio intento non e' quello di recuperare il denaro perso (effettivamente d'importo trascurabile...), ma di dare il dovuto risalto a queste disdicevoli pratiche (diciamo oppure, fregature) messe in piedi da grandi aziende ai danni della massa dei consumatori, sempre di piu' quotidianamente vessati.
Sicuro di un Vostro utile interessamento e nel riservarmi di rendere pubblico l'accaduto in ogni forma consentita.
Invio cordiali saluti.
Cesare, da Torino
Torno da un breve periodo di vacanze trascorse in Grecia, dove avendo necessita' di tenermi in contatto con la famiglia e l'azienda per la quale lavoro, ho portato con me il telefono cellulare munito di scheda telefonica TIM.
Non appena giunto entro le acque territoriali greche sono stato raggiunto da un messaggio (ed e' gia' deprecabile in quanto in violazione dei principi di riservatezza che l'operatore in questione "avvicini" i suoi clienti per "suggerimenti commerciali") con il quale mi si informava che effettuare la ricarica del credito telefonico in Grecia sarebbe stato semplicissimo: sarebbe bastato acquistare una ricarica presso edicole o esercizi convenzionati...
Lo stesso accadeva a tutti i miei compagni di viaggio muniti di scheda TIM.
In Corfu', abbiamo incrociato una tabaccheria che esponeva all'esterno il logo TIM (assolutamente il medesimo conosciuto in Italia).
Avendo necessita' di effettuare una ricarica abbiamo proceduto all'acquisto di varie schede di importo variabile tra i 9 ed i 15 ¤.
Seguendo le istruzioni contenute sulla carta abbiamo grattato la parte della scheda contenente il codice per la ricarica. Tutti gli estenuanti tentativi di effettuare la ricarica sono risultati vani (numero non disponibile, codice non riconosciuto, linea interrotta, etc...).
Tornati in Italia, quasi tutti si sono rassegnati a rinunciare e considerare persi i soldi spesi, in considerazione della loro esiguita'.
Il sottoscritto, invece, si e' rivolto al 119 per chiedere spiegazioni. Dopo aver inoltrato formale reclamo a mezzo fax con copia della carta in questione, l'operatrice (per la verita', molto disponibile) mi ha comunicato di essere costernata, ma di non poter procedere al rimborso in quanto la carta in questione sarebbe una ricarica telefonica della TIM Grecia, diversa (seppur appartenente allo stesso gruppo e contraddistinte dall'identico marchio) dalla TIM Italia.
Per effettuare la ricarica desiderata avrei dovuto acquistare un altro tipo di carta (in realta', introvabile!).
Lascio all'intelligenza di chi legge dedurre come, con questo sistema, le due compagnie telefoniche hanno facilmente lucrato denaro a migliaia di turisti italiani in Grecia...
Ovviamente, il mio intento non e' quello di recuperare il denaro perso (effettivamente d'importo trascurabile...), ma di dare il dovuto risalto a queste disdicevoli pratiche (diciamo oppure, fregature) messe in piedi da grandi aziende ai danni della massa dei consumatori, sempre di piu' quotidianamente vessati.
Sicuro di un Vostro utile interessamento e nel riservarmi di rendere pubblico l'accaduto in ogni forma consentita.
Invio cordiali saluti.
Cesare, da Torino
Risposta ADUC
giuridicamente -e lei lo sapra' bene- non possiamo che confermare che un'azienda greca NON e' l'azienda italiana e che innegabilmente si tratti di due aziende distinte. Se non ci sono convenzioni tra questi due soggetti totalmente estranei, non c'e' veramente modo di vedersi riconosciuto il credito.
Quello che pertanto ci pare opportuno e' che inoltri la documentazione, riportando il testo del messaggio ricevuto e comunque anche la scheda in questione in fotocopia, al Garante per le Comunicazioni (Isola B 5, 80143 Na): affinche' possa intervenire su Tim per far correggere il messaggio di avviso. Cio', in quanto ci pare necessario, a fronte della presenza di un diverso operatore, che venga meglio dettagliata la necessita' di acquistare schede di Tim Italia. Il che, e' sicuramente ovvio e pleonastico: ma sta di fatto che la presenza di altre aziende dello stesso gruppo che non forniscono l'identico servizio rende necessario -nel momento in cui inviano un messaggio informativo- che l'informazione sia data in modo completo in quanto nei termini in cui e' stata posta e' stata essa fuorviante e causa del danno.
Quello che pertanto ci pare opportuno e' che inoltri la documentazione, riportando il testo del messaggio ricevuto e comunque anche la scheda in questione in fotocopia, al Garante per le Comunicazioni (Isola B 5, 80143 Na): affinche' possa intervenire su Tim per far correggere il messaggio di avviso. Cio', in quanto ci pare necessario, a fronte della presenza di un diverso operatore, che venga meglio dettagliata la necessita' di acquistare schede di Tim Italia. Il che, e' sicuramente ovvio e pleonastico: ma sta di fatto che la presenza di altre aziende dello stesso gruppo che non forniscono l'identico servizio rende necessario -nel momento in cui inviano un messaggio informativo- che l'informazione sia data in modo completo in quanto nei termini in cui e' stata posta e' stata essa fuorviante e causa del danno.
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