Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 settembre 2004
Domanda 8 settembre 2004
Spett. le ADUC, non so se questo e' lo spazio giusto, ma volevo avere un consiglio su come comportarmi in merito a un fatto accadutomi recentemente. Mi trovavo in vacanza a Cesenatico con il mio fidanzato il quale aveva portato in una lavanderia del posto alcune magliette ed alcune camicie. Al ritiro, la maggior parte delle magliette era diventata rosa la' dove erano bianche ed alcune colorate completamente sbiadite. Di fronte alle ns. lamentele la padrona della tintoria affermava che probabilmente si era per sbaglio infilato un calzino durante il lavaggio (a secco??? un calzino in tintoria???) allora ci dice di lasciargliele che avrebbe sistemato tutto. La seconda volta la signora ci riconsegna le magliette ancora piu' sbiadite, ristrette e con tutti i colletti ricuciti a mano da lei. Si perche' la furbona ha pensato bene di scucire tutte le parti diventate rosa, metterle in candeggina e poi ricucirle "alla casalinga" in modo da farle sembrare tornate come nuove! Il punto e' che la signora in malafede non ha voluto riconoscere il danno arrecatoci dicendo che lei non rimborsa nessuno. Faccio presente che si trattava di magliette nuove e di una certa qualita'. Ci siamo rivolti alle autorita' del luogo (vigili e carabinieri) ma non sono stati di grande aiuto ci hanno solo consigliate di rivolgerci alla Unione Commercianti di Cesenatico. Ora mi chiedo: ma le lavanderie non hanno un'assicurazione che copre questi rischi? Come posso muovermi per ottenere un minimo di risarcimento? Devo rivolgermi a tale associazione?
Grazie in anticipo per qualsiasi interessamento da parte Vostra.
Simona, da Tribiano (Mi)

Risposta ADUC
il commento non e' rivolto a lei nello specifico ma in generale a chi legge: non sarebbe male che si iniziasse a distinguere meglio tra penale e civile, in quanto a rivolgersi con troppa leggerezza ai carabinieri ed a denunciare reati che non si puo' dimostrare siano tali, si rischia controquerela: il che vuol dire che il responsabile del danno non rischia nulla e chi ha presentato superficialmente denuncia si vede invece richiedere rimborsi danni per le calunnie. Buttarsi sul penale non e' un atto di forza, e' un comportamento rischioso.
Cio' premesso, a prescindere dall'assicurazione che la lavanderia possa o meno avere (guardi che le assicurazioni tendono a riconoscere dei rimborsi ridicoli; e' meglio agire in giudizio sul responsabile direttamente, di solito) quanto deve fare e' inviare immediatamente (andrebbe fatto entro 8 gg dal rilievo del danno) una raccomandata A/R, reiterando la contestazione del danno arrecato, intimando alla lavanderia di effettuare il rimborso dello stesso entro e non oltre un termine di 15 giorni dal ricevimento, decorso il quale agira' in giudizio e procedendo quindi in tal senso.
Ricordi che il valore richiedibile comunque non e' a nuovo: nell'usato non vetusto ma abbastanza recente, di solito viene decurtato un 30% circa del valore commerciale a nuovo dimostrabile.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →