Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 settembre 2004
Mi chiamo Emanuele, ho 34 anni, vivo a Bologna e sono qui ad esporre, alla Vostra cortese attenzione, il mio caso.
In data 30 dicembre 2003 ho acquistato, presso una Concessionaria di Brindisi, una vettura VOLKSWAGEN modello POLO VARIANT 1600 con impianto a gas.
Un amico comune mi presenta al Titolare della Concessionaria: la macchina deve essere un'occasione.
Mi sento in buone mani e non mi rimane che scegliere.
Tra le varie vetture scelgo la POLO VARIANT anno 1997; la scelgo in quanto ha l'impianto a gas gia' installato ed e', visto il prezzo di 6000 euro, un buon affare (preciso che, sulla macchina che sostituivo con la POLO VARIANT, avevo installato l'impianto GPL).
Nel parlare col titolare, chiedo il motivo per cui l'ex proprietario vende la sua auto; mi viene risposto che non c'e' un motivo in particolare: probabilmente, come fanno in tanti, acquista un'auto nuova senza aspettare che la vecchia si svaluti eccessivamente.
La macchina, mi viene spiegato, ha un tubo plastico rotto sull'impianto del gas; vedo la rottura: si tratta di un semplice tubo.
Nulla di grave, ma deve essere riparato altrimenti l'auto non si accende.
Mi fido, faccio fare le opportune riparazioni e acquisto l'auto.
(Ricordo, e solo ora do la giusta importanza a questo ricordo, che mi venne detto di far controllare l'impianto GPL; chiesi, a mia volta, ogni quanto tempo l'impianto GPL andava collaudato. Mi fu risposto che il collaudo andava effettuato ogni 10 anni: l'auto era dell'anno 1997 e quindi ritenni di poter rimandare un controllo sul GPL).
Nel dicembre 2003, mentre viaggio sulla mia POLO, avverto un forte scoppio provenire dal cofano, il motore sale di giri e si spegne.
Accosto la macchina sulla strada, apro il cofano e gli do un'occhiata: sembra tutto a posto ma lo stesso tubo plastico che vidi rotto alla Concessionaria e' di nuovo rotto.
Colgo all'istante la situazione, ma mi sforzo di non trarre conclusioni affrettate; porto l'auto presso un'officina meccanica autorizzata alla installazione e riparazione di impianti GPL in Bologna Chiedo l'esame ed un preventivo.
Mi viene detto che l'impianto installato sulla mia POLO VARIANT e' un impianto adatto alle vetture aspirate, mentre la mia auto e' ad iniezione: questa e' la causa del ritorno di fiamma che ha causato lo scoppio e che ha rotto parti anche non visibili dell'impianto a gas e del motore.
Mi viene, inoltre, detto che un iniettore e' mal funzionante; questo fattore puo' aver facilitato lo scoppio.
Il meccanico mi conferma il fatto che diverse persone fanno questo tipo di istallazioni per risparmiare denaro: sono impianti autorizzati, ma soggetti a rottura.
Conclude dicendomi che una buona manutenzione delle cavetterie, delle candele, l'accelerare con gradualita' e la riparazione dell'iniettore puo' diminuire il rischio di rottura; l'unico modo per evitare la rottura e' installare un nuovo impianto adatto al motore a iniezione per un costo di circa 2000/2500 euro.
Spero nel meglio e faccio riparare l'impianto per una spesa di circa 650 euro.
In data 03 settembre 2004, mentre viaggio sulla Bologna - Firenze, nel tratto appenninico, avverto nuovamente lo scoppio; chiamo il soccorso stradale che mi costa, tra le varie cose, circa 500 euro.
Concludo che l'impianto e' assolutamente inefficace e inaffidabile.
Ora, chiedo: 1. se la legge mi accorda rivalsa nei confronti del Concessionario; 2. quali forme di pressione posso esercitare sul Concessionario per concordare un indennizzo nel caso in cui la legge non preveda rivalsa.
Nel ringraziarVi, porgo cordiali saluti.
In data 30 dicembre 2003 ho acquistato, presso una Concessionaria di Brindisi, una vettura VOLKSWAGEN modello POLO VARIANT 1600 con impianto a gas.
Un amico comune mi presenta al Titolare della Concessionaria: la macchina deve essere un'occasione.
Mi sento in buone mani e non mi rimane che scegliere.
Tra le varie vetture scelgo la POLO VARIANT anno 1997; la scelgo in quanto ha l'impianto a gas gia' installato ed e', visto il prezzo di 6000 euro, un buon affare (preciso che, sulla macchina che sostituivo con la POLO VARIANT, avevo installato l'impianto GPL).
Nel parlare col titolare, chiedo il motivo per cui l'ex proprietario vende la sua auto; mi viene risposto che non c'e' un motivo in particolare: probabilmente, come fanno in tanti, acquista un'auto nuova senza aspettare che la vecchia si svaluti eccessivamente.
La macchina, mi viene spiegato, ha un tubo plastico rotto sull'impianto del gas; vedo la rottura: si tratta di un semplice tubo.
Nulla di grave, ma deve essere riparato altrimenti l'auto non si accende.
Mi fido, faccio fare le opportune riparazioni e acquisto l'auto.
(Ricordo, e solo ora do la giusta importanza a questo ricordo, che mi venne detto di far controllare l'impianto GPL; chiesi, a mia volta, ogni quanto tempo l'impianto GPL andava collaudato. Mi fu risposto che il collaudo andava effettuato ogni 10 anni: l'auto era dell'anno 1997 e quindi ritenni di poter rimandare un controllo sul GPL).
Nel dicembre 2003, mentre viaggio sulla mia POLO, avverto un forte scoppio provenire dal cofano, il motore sale di giri e si spegne.
Accosto la macchina sulla strada, apro il cofano e gli do un'occhiata: sembra tutto a posto ma lo stesso tubo plastico che vidi rotto alla Concessionaria e' di nuovo rotto.
Colgo all'istante la situazione, ma mi sforzo di non trarre conclusioni affrettate; porto l'auto presso un'officina meccanica autorizzata alla installazione e riparazione di impianti GPL in Bologna Chiedo l'esame ed un preventivo.
Mi viene detto che l'impianto installato sulla mia POLO VARIANT e' un impianto adatto alle vetture aspirate, mentre la mia auto e' ad iniezione: questa e' la causa del ritorno di fiamma che ha causato lo scoppio e che ha rotto parti anche non visibili dell'impianto a gas e del motore.
Mi viene, inoltre, detto che un iniettore e' mal funzionante; questo fattore puo' aver facilitato lo scoppio.
Il meccanico mi conferma il fatto che diverse persone fanno questo tipo di istallazioni per risparmiare denaro: sono impianti autorizzati, ma soggetti a rottura.
Conclude dicendomi che una buona manutenzione delle cavetterie, delle candele, l'accelerare con gradualita' e la riparazione dell'iniettore puo' diminuire il rischio di rottura; l'unico modo per evitare la rottura e' installare un nuovo impianto adatto al motore a iniezione per un costo di circa 2000/2500 euro.
Spero nel meglio e faccio riparare l'impianto per una spesa di circa 650 euro.
In data 03 settembre 2004, mentre viaggio sulla Bologna - Firenze, nel tratto appenninico, avverto nuovamente lo scoppio; chiamo il soccorso stradale che mi costa, tra le varie cose, circa 500 euro.
Concludo che l'impianto e' assolutamente inefficace e inaffidabile.
Ora, chiedo: 1. se la legge mi accorda rivalsa nei confronti del Concessionario; 2. quali forme di pressione posso esercitare sul Concessionario per concordare un indennizzo nel caso in cui la legge non preveda rivalsa.
Nel ringraziarVi, porgo cordiali saluti.
Risposta ADUC
in primo luogo le occorre una perizia tecnica che affermi che il vizio in questione e' un difetto occulto. Se e' possibile affermarlo, ha titolo per agire in giudizio sul rivenditore. Questo e' quanto le necessita e contestualmente le consente di agire.
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