Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 settembre 2000
Domanda 21 settembre 2000
Cara Aduc....
sono un artigiano di 35 anni, la mia azienda (che in questo caso da perseguibile ora e' perseguitata) ha pubblicato per il secondo anno consecutivo la pubblicita' sulle Pagine Gialle Seat di Torino.Il primo anno e' stato sbagliato l'indirizzo e il numero di telefono della mia azienda; allorche' ho sospeso i pagamenti dei bollettini che mi arrivavano per il rimborso di quella pubblicita';dopo innumerevoli intimidazioni da parte del colosso pubblicitario e devo ammetterlo, dopo il rapporto quasi amichevole instaurato con un loro funzionario, ho accettato di pagare l'intero importo.
Quest'anno e' accaduto molto peggio. Sulla pubblicazione della pubblicita' della mia azienda(alquanto minuta visto il costo che ha questo servizio),mi accorgo che il marchio e'assente, anzi per dire la verita', e' stata stampata una gamba della prima lettera che compone il nome.
Lo stesso giorno scrivo una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Seat Pagine Gialle intimando di bloccare i pagamenti dei bollettini postali finche' non si fosse fatta luce su questa questione.
Dopo svariate telefonate ricevute dal recupero crediti, oggi finalmente vengo interpellato da un loro funzionario il quale ammettendo l'errore da parte loro,mi riconosce £. 300.000 sullo spazio pubblicitario pagato £. 1.650.000.
E' stata tale la mia ammarezza nel sentirmi dire che il pesce grande mangia sempre quello piccolo da rispondere che questa volta sono disposto ad andare fino in fondo.
Credo che da onesto cittadino italiano, una volta tanto posso far valere i miei diritti verso questi enti che a loro dire sono "pesci grossi" e se non riusciro' a cavare un ragno dal buco alzero' un polverone talmente grande che per lo meno potra' salvaguardare degli altri cittadini in futuro.
Quello che Vi chiedo e' se volete darmi una mano a soffiare su questa polvere, da solo, per quanta rabbia ho dentro, non c'e' la farei mai.
Sono disposto ad associarmi alla ADUC e prometto sin d'ora che qualunque importo di denaro riuscissi a riprendere lo devolvero' in beneficenza(questo per dimostrare che non e' il denaro la mia questione).

Risposta ADUC
Relativamente allo scorso anno, ha fatto bene a pagare l'importo del servizio, se cosi' facendo si sentiva piu' sicuro e le era piu' semplice agire (e' sempre meglio mettersi in una posizione di forza, quando possibile). Pero', cio' non toglie che potesse agire per ottenere il rimborso del danno, se fosse possibile dimostrare che la responsabilita' dello stesso non era sua. Danno che sicuramente c'e' stato: piu' che servizio le e' stato offerto un disservizio.
Per cio' che concerne il corrente anno, pur non essendo chiarissimo il danno ricevuto (un numero di telefono sbagliato ci sembrerebbe piu' grave di un timbro mancante, pero' non abbiamo presente, figurativamente, l'immagine) puo' intentare causa per danni. Essendo lei di Torino, non le conviene appoggiarsi a noi (ammesso che poi fosse necessario) poiche' la distanza e' tale da vanificare ogni possibile risparmio che potesse derivarne.
Tuttavia, riteniamo che non necessiti di un avvocato, ma solo di un giudice che stabilisca quale sia l'importo da riconoscerle.
Per prima cosa, invii una raccomandata A/R di contestazione alla Seat, dettagliando il danno (menzionando anche il precedente, anche se ormai sara' passato un anno e dunque non sarebbe piu' contestabile) e chiedendo il rimborso dello stesso, specificando che nel caso in cui non la rimborsassero entro un termine di giorni dal ricevimento, gli fara' causa per danni; in alternativa, se non volesse pagare le rate, dovra' allora specificare che e' costretto a sospendere il pagamento e a richiedere una loro comunicazione ufficiale di liberatoria, specificando che se non le perverra' entro 15 gg dal ricevimento, si vedra' costretto ad adire le vie legali. Intesti p.c. la raccomandata anche a noi in quanto associazione di consumatori, specificando che si vedra' costretto ad agire come sopra indicato secondo il nostro consiglio.
Dovra' poi rivolgersi al giudice di pace (provando prima una conciliazione).
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