Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 agosto 2004
Domanda 28 agosto 2004
Nelle mani di un fabbro.
E' successo proprio nel piu' classico dei modi: torno da un viaggio (di lavoro) il 26 agosto in una Milano semideserta, sono passate da poco le 7 di sera, sono sola, e la serratura blindata della porta del mio nuovo appartamento, usata per la prima volta, non si apre piu'. Stanca, depressa e incasinata - devo ripartire il giorno dopo per Roma - corro da una vicina e da li' scelgo a caso il numero di uno dei NUMEROSI fabbri di emergenza, disponibili 24 ore su 24. Sulle pagine gialle ce ne sono a dozzine, con inserzioni pubblicitarie da mezza pagina... un business che deve rendere. Ma sono stanca e non ho scelta: chiamo. Mi dice che arrivera' in mezz'ora. Chiedo prudentemente quanto costera'. "50 euro solo la chiamata, poi per la manodopera vediamo quando sono li'".
Arriva dopo 50 minuti, guarda la porta e me, poi dice: "signora, non voglio litigare dopo: le dico subito che, mi ci vogliano 3 minuti o un'ora (e se non devo rompere la porta) sono 200 euro". Mi piego (ho alternative?) pensando che e' un disonesto: poteva dirlo subito. Purtroppo poi si verifica il peggio: la serratura non si apre, bisogna rompere la porta. Il fabbro armeggia con una sega a motore. Il lavoro richiede in tutto, dall'arrivo all'apertura, 45 minuti. Gli dico che mi serve la fattura e chiedo quanto devo. Ovviamente se serve la fattura bisogna aggiungere l'iva... Traccheggia e non mi dice la cifra. Scende a prendere il libretto per le fatture, torna su, butta un occhio alla casa e alla mappa delle mie vacanze, continua a non dirmi la cifra. Io, col libretto degli assegni in mano, aspetto. "Prima faccio la fattura, poi mi fa l'assegno" dice lui. E alla fine lo dice: 350 euro piu' iva: 420 euro. Sono stanca, mi siedo sulla sedia, e' chiaro che paghero' ma chiedo ugualmente: come e' possibile? Neanche un'ora di lavoro, 420 euro? Diciamolo in lire, che suona piu' lugubre: ottocentomila lire, due settimane di stipendio... "Sono le tariffe, signora. Questi soldi mica vanno a me, io sono un dipendente". Ma e' colpevole e lo vedo perche' - sta fumando - si butta la cenere in mano e non chiede un posacenere... Allora mi chiedo io, a parte lo schifo che a volte mi fanno gli esseri umani, possibile che non esista un modo di tutelare i consumatori da queste truffe, che sono certa avvengono ogni volta che siamo in difficolta'? Posso denunciare quest'uomo, la sua societa', oppure anche solo farlo sentire un verme, in qualche modo?
Vi ringrazio molto per l'attenzione e spero in una vostra risposta. Cordiali saluti.
Riccarda, da Milano

Risposta ADUC
ci dispiace, ma, piu' di tanto non possiamo darle soddisfazione in quanto cio' che e' accaduto non contiene reali elementi illeciti (tali da portare addirittura ad una denuncia), ma si e' trattato del concatenarsi di una serie di eventi che si sono svolti a causa di una situazione di particolare urgenza dove sono ventute meno, dalle due parti, rispettivamente la normale cautela e prevenzione e l'attenzione e la chiarezza nel trattamento del cliente. Ora come ora poco potra' fare, mentre, in situazioni di minor urgenza poteva essere fatto molto prima (preventivi, visione dei listini, etc). Pubblichiamo comunque volentieri la sua segnalazione, in forma anonima, sul nostro sito, nella sezione dedicata alla posta di CARA ADUC.
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