Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 agosto 2004
Spett. le redazione dell'Aduc vorrei sottoporvi un quesito che credo sia di interesse generale. A volte capita che alcuni call center siano l'unica possibilita' d'interazione tra i clienti e le aziende, come nel caso di sky. I rivenditori dei decoder rimandano i clienti sempre verso i call center, rendendo difficili le proteste per disservizi e costosissime anche delle semplici informazioni. In tal modo bisogna pagare anche solo per chiamare il numero commerciale che da le informazioni sui pacchetti esistenti. Un po' come se quando entrate in un ristorante il cameriere vi chiedesse 1 euro per farvi leggere il menu, vi chiedesse 10 euro per "attivare" la cena e quindi alla fine vi presentasse il conto quando avete finito. Capisco la riduzione dei costi del personale in perfetto stile IKEA, ma almeno li' si puo' interagire con un essere umano che non ti fa pagare solo perche' ti permetti di rivolgergli la parola. Eppure... anche li', per semplici informazioni anche commerciali, il call center e' a pagamento. Quello che mi chiedo e' se da un punto di vista giuridico, l'impossibilita' di fatto di interagire a costi normali con un operatore commerciale, anche se solo per informazioni commerciali e chiarimenti, non diventi un comportamento lesivo dei diritti dei consumatori. Gia' e' discutibile la divisione tra gli aspetti di assistenza tecnica a pagamento e quelli gratuiti per le informazioni commerciali, come fanno le compagnie telefoniche, ma addirittura rendere difficile reclamare diventa addirittura un sopruso. Gia' ci facciamo carico del costo della telefonata, "normale" ma addirittura lucrare sulle informazioni su come usare un servizio appena venduto diventa un prepotenza. Altra cosa e' la riparazione di un guasto. Li', se non c'e' piu' la garanzia sulla corretta esecuzione del lavoro, e' giusto che si paghi (es: garanzia scaduta). E bisogna ricorrere sempre al giudice per stabilire se la "perizia" adottata dagli operatori e' quella di prestazioni ad "opera d'arte"? E come e' dimostrabile tutto cio'? Che facciamo, ci registriamo le telefonate? E come facciamo quando non possiamo nemmeno sapere con chi stiamo parlando per "motivi di privacy" come dicono loro? Lasciare che "sia il mercato" a punire questi comportamenti non mi sembra nemmeno una risposta possibile, proprio in quanto si tratta di spesso proprio di grandi organizzazioni che lavorano su contratti di adesione non negoziabili e con procedure standardizzate. Cosa possiamo fare contro questa sempre crescente abitudine di ricorrere ad artifici anti-reclamo? Fino a che punto la cosa e' legale? La comunita' europea cosa dice? Saluti.
Marco, da Caserta
Marco, da Caserta
Risposta ADUC
sicuramente e' un comportamento deprecabile, ma occorre anche precisare che si tratta di un servizio aggiuntivo. Per quanto concerne le contestazioni, si sconsiglia nettamente di utilizzare i call center: ogni contestazione deve avvenire a mezzo raccomandata A/R (in quanto in caso diverso non avrebbe neanche valenza, con conseguente difficolta' di proseguire formalmente anche in giudizio) sempre intimando un termine entro cui rispondere od eseguire quanto si richiede, dando avviso che in difetto si proseguira' in sede legale.
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