Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 agosto 2004
Domanda 14 agosto 2004
A proposito dell'aumento dei prezzi si sente dire che l'inflazione e' ferma o addirittura scesa nel mese di luglio. A Ischia un tappo di plastica per il lavello della cucina e' costa 2 euro e una granita di limone in un comune bar (di scarsa qualita') costa 3, 5 euro e un piccolo moschettone (circa 4 cm) costa 4, 4 euro. Tre anni fa tutto cio' aveva ben altri costi. Una coppa di gelato (composta da tre palline) a Lipari costa 10 euro e due pesche (una e due contate) costano 2 euro. Ci si puo' difendere da tutto cio' non comprando ma si puo' vivere sempre rifiutandosi e rinunciando?
Inoltre quante volte l'amara sorpresa di un conto ad un bar o di un incauto acquisto non si puo' piu' contestare perche' ormai si e' gia' pagato senza pensarci troppo (o si e' gia' consumato). La trasparenza in Italia e' un opzional e quando si chiede il prezzo di qual cosa si e' considerati subito cattivi clienti e trattati male.
Francesca, da Napoli

Risposta ADUC
in realta' non ci sono abbastanza rinunce e non c'e' predilezione per i rivenditori piu' economici: altrimenti i negozi chiuderebbero od abbasserebbero i prezzi. L'"incauto" acquisto puo' accadere; ma il problema non sono queste situazioni sporadiche, bensi' la mancanza di scelte ottimali nel quotidiano. Non e' IL gelato di UNA sera, ma gli acquisti quotidiani che per rassegnazione si subiscono maggiorati, invece di migrare verso altri negozi -anche solo perche' si ha poco tempo: i motivi legittimi ci sono sicuramente, ma il problema rimane.
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