Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 agosto 2004
Buongiorno, scrivo per chiedere il vostro parere esperto riguardo a questo incidente.
Il 10 Luglio di quest'anno mi sono sposato e per tale occasione mia mamma, come tutti i componenti della mia famiglia, ha acquistato un vestito firmato per un valore poco inferiore ai 500 euro, di cui conserviamo gli scontrini. Un acquisto di questa entita' ha richiesto non pochi sacrifici, ma si sa, quando si sposa un figlio si cerca di fare l'impossibile.
La settimana dopo la cerimonia, mia mamma ha portato questo vestito presso una lavanderia, scegliendo una lavanderia che NON FOSSE a gettoni, proprio perche', considerato il valore del vestito voleva essere sicura dei risultati del lavaggio. Si e' quindi recata presso una lavanderia vicino casa parecchio frequentata e per questo ci ha ispirato fiducia.
La settimana ancora successiva, si reca in lavanderia per ritirare i capi (tra i vestiti c'era anche il mio abito da sposo) e a primo colpo d'occhio, a parte qualche lieve stropicciatura (strana...) sembra tutto a posto.
Arrivata a casa, alla luce del sole, verifica i capi: il mio abito e' a posto, lo misuro e verifico che e' tale e quale all'abito acquistato. L'abito di mia mamma invece si e' notevolmente ristretto ed accorciato e presenta uno strano alone violaceo sul velo che ricopre i pantaloni.
Immediatamente si reca nuovamente dalla lavanderia la quale tutta arrabbiata e stranita ribadisce che non vede alcun alone e che secondo lei il vestito non si e' ristretto, ma che comunque lo avrebbe nuovamente lavato e che il velo, se opportunamente trattato, si sarebbe potuto allungare. Lasciamo nuovamente il capo in lavanderia e la settimana successiva torniamo incuriositi, per verificare come avesse potuto ridare la dimensione originale al vestito.
Il vestito risulta sempre essere stretto e quindi assolutamente NON riutilizzabile, il velo risulta un po' allungato, ma tutto scantierato, senza forma.
Ritiriamo solo i pantaloni e ci rechiamo da chi ci ha venduto il vestito per chiedere a chi ci ha venduto il capo cosa ne pensa (ci saremo ammattiti noi o mia mamma sara' ingrassata e cresciuta improvvisamente dopo la cerimonia???). La signora, responsabile del negozio si mette le mani nei capelli e si dichiara pronta a farci una dichiarazione scritta che l'abito e' completamente rovinato.
Premesso che non e' assolutamente nostra intenzione creare problemi o grane a nessuno, ma considerato il grande sacrificio che la mia famiglia ha dovuto fare per acquistare l'abito in oggetto vorremmo sapere quale strada occorre seguire e soprattutto, considerato che l'abito e' stato usato una sola volta, qual'e' il giusto valore che potremmo pretendere come rimborso per il danno subito. Non voglio ottenere il massimo da questo incidente, ma vorrei un risarcimento giusto. Non si capisce bene, tra l'altro se la signora della lavanderia sia assicurata... ha fatto parecchie storie... prima dicendo che non era assicurata, poi improvvisamente chiedendoci i dati per poterli trasmettere alla sua assicurazione. Nel caso un perito dovesse avanzarci un offerta economica per il risarcimento del danno, quale sarebbe la giusta somma che dovremmo ricevere???
Vi ringrazio anticipatamente.
Andrea, da Cuneo
Il 10 Luglio di quest'anno mi sono sposato e per tale occasione mia mamma, come tutti i componenti della mia famiglia, ha acquistato un vestito firmato per un valore poco inferiore ai 500 euro, di cui conserviamo gli scontrini. Un acquisto di questa entita' ha richiesto non pochi sacrifici, ma si sa, quando si sposa un figlio si cerca di fare l'impossibile.
La settimana dopo la cerimonia, mia mamma ha portato questo vestito presso una lavanderia, scegliendo una lavanderia che NON FOSSE a gettoni, proprio perche', considerato il valore del vestito voleva essere sicura dei risultati del lavaggio. Si e' quindi recata presso una lavanderia vicino casa parecchio frequentata e per questo ci ha ispirato fiducia.
La settimana ancora successiva, si reca in lavanderia per ritirare i capi (tra i vestiti c'era anche il mio abito da sposo) e a primo colpo d'occhio, a parte qualche lieve stropicciatura (strana...) sembra tutto a posto.
Arrivata a casa, alla luce del sole, verifica i capi: il mio abito e' a posto, lo misuro e verifico che e' tale e quale all'abito acquistato. L'abito di mia mamma invece si e' notevolmente ristretto ed accorciato e presenta uno strano alone violaceo sul velo che ricopre i pantaloni.
Immediatamente si reca nuovamente dalla lavanderia la quale tutta arrabbiata e stranita ribadisce che non vede alcun alone e che secondo lei il vestito non si e' ristretto, ma che comunque lo avrebbe nuovamente lavato e che il velo, se opportunamente trattato, si sarebbe potuto allungare. Lasciamo nuovamente il capo in lavanderia e la settimana successiva torniamo incuriositi, per verificare come avesse potuto ridare la dimensione originale al vestito.
Il vestito risulta sempre essere stretto e quindi assolutamente NON riutilizzabile, il velo risulta un po' allungato, ma tutto scantierato, senza forma.
Ritiriamo solo i pantaloni e ci rechiamo da chi ci ha venduto il vestito per chiedere a chi ci ha venduto il capo cosa ne pensa (ci saremo ammattiti noi o mia mamma sara' ingrassata e cresciuta improvvisamente dopo la cerimonia???). La signora, responsabile del negozio si mette le mani nei capelli e si dichiara pronta a farci una dichiarazione scritta che l'abito e' completamente rovinato.
Premesso che non e' assolutamente nostra intenzione creare problemi o grane a nessuno, ma considerato il grande sacrificio che la mia famiglia ha dovuto fare per acquistare l'abito in oggetto vorremmo sapere quale strada occorre seguire e soprattutto, considerato che l'abito e' stato usato una sola volta, qual'e' il giusto valore che potremmo pretendere come rimborso per il danno subito. Non voglio ottenere il massimo da questo incidente, ma vorrei un risarcimento giusto. Non si capisce bene, tra l'altro se la signora della lavanderia sia assicurata... ha fatto parecchie storie... prima dicendo che non era assicurata, poi improvvisamente chiedendoci i dati per poterli trasmettere alla sua assicurazione. Nel caso un perito dovesse avanzarci un offerta economica per il risarcimento del danno, quale sarebbe la giusta somma che dovremmo ricevere???
Vi ringrazio anticipatamente.
Andrea, da Cuneo
Risposta ADUC
che sia o meno assicurata non ha importanza: la vostra controparte e' lei, la lavanderia (a prescindere da chi sia poi a pagare su suo mandato). Determinare il valore non e' facile: forse potrebbe provare a richiedere un 80% circa. Devono essere valutate le condizioni, dimostrata la data recente di acquisto e il poco uso: e la valutazione puo' comunque variare a seconda di chi la esegue.
Come primo passo occorre sicuramente inviare una raccomandata A/R di messa in mora, entro 8 gg, contestando il danno arrecato e dettando un termine di 15 gg entro cui effettuare il rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio. A seconda dell'offerta, valutera' poi se proseguire in giudizio o meno (avanti al giudice di pace).
Come primo passo occorre sicuramente inviare una raccomandata A/R di messa in mora, entro 8 gg, contestando il danno arrecato e dettando un termine di 15 gg entro cui effettuare il rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio. A seconda dell'offerta, valutera' poi se proseguire in giudizio o meno (avanti al giudice di pace).
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