Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 agosto 2004
Buongiorno cara aduc, scrivo questa storia perche' portato all'esasperazione dal cattivo costume di alcuni commercianti.
Nel mese di marzo 2004, mio cognato, acquistava una cucina presso "dippiu'" arredamenti, negozio situato in via W. Fillak 111-113 a Genova. Con contratto e 2 anticipi per un totale di 600 euro, l'azienda fissava la data di consegna, riportandola anche su contratto, al 27/05/04. Il giorno prima, e precisamente al mattino, prima di ricevere la consegna della cucina, mio cognato, telefonava in azienda per chiedere se erano nei tempi previsti di consegna e per avvisare che avrebbe predisposto gli spazi per l'installazione della nuova cucina, buttando via la vecchia. Alle 19 di quello stesso giorno, l'azienda telefona dicendo di aver avuto un contrattempo e senza stabilire una nuova data certa. Dopo aver continuato a telefonare e a presentarsi di persona per avere ragguagli e chiarimenti, si scopriva che il loro magazzino era andato a fuoco e che la cucina non era piu' disponibile. Aloora a mio cognato fanno scegliere un modello piu' costoso, volendo addebitare qualche spesa extra, alche', mio cognato diceva che l'errore era a carico loro e che dovevano loro rimediare a questo. (per sapere questo passo' 1 mese e diverse impiegate). Ad oggi la cucina non e' stata consegnata e di recente, dopo l'ennesima visita in azienda, gli veniva assicurato che nel giro di una settimana il disagio sarebbe rientrato. La telefonata, tra l'altro promessa dal titolare, e' stata disattesa.
La situazione e' di disagio massimo, dato che mio cognato e mia sorella hanno 4 figli piccoli piu' 1 in arrivo, e vivono come dei rifugiati tra cartoni e disordine, a causa dello sgombero della cucina vecchia. Manciano a turno su un tavolo di sala e cucinano su un fornello malandato e con un lavello pericolante!
Abbiamo preparato una missiva a mezzo raccomandata che se entro 10 gg. dal recapito non veniva consegnata la cucina, erano dichiarati morosi e inadempienti, per cui citabili a norma di legge.
Con che formula sono citabili? A questo punto sono passati i termini, senza mai aver ricevuto notizia alcuna. Come dobbiamo agire per avere giustizia? Ci sono avvocati vostri o specialisti in questo? Le spese processuali sono a carico ns? Nel caso in cui perdessimo la causa dobbiamo pagare tutto?
Avevamo pensato di citarli per danno morale e costringerli a restituire la caparra versata, se esiste qualche altro danno che ci hanno procurato, fatecelo sapere.
Amedeo, da Genova per sua sorella e suo cognato
Nel mese di marzo 2004, mio cognato, acquistava una cucina presso "dippiu'" arredamenti, negozio situato in via W. Fillak 111-113 a Genova. Con contratto e 2 anticipi per un totale di 600 euro, l'azienda fissava la data di consegna, riportandola anche su contratto, al 27/05/04. Il giorno prima, e precisamente al mattino, prima di ricevere la consegna della cucina, mio cognato, telefonava in azienda per chiedere se erano nei tempi previsti di consegna e per avvisare che avrebbe predisposto gli spazi per l'installazione della nuova cucina, buttando via la vecchia. Alle 19 di quello stesso giorno, l'azienda telefona dicendo di aver avuto un contrattempo e senza stabilire una nuova data certa. Dopo aver continuato a telefonare e a presentarsi di persona per avere ragguagli e chiarimenti, si scopriva che il loro magazzino era andato a fuoco e che la cucina non era piu' disponibile. Aloora a mio cognato fanno scegliere un modello piu' costoso, volendo addebitare qualche spesa extra, alche', mio cognato diceva che l'errore era a carico loro e che dovevano loro rimediare a questo. (per sapere questo passo' 1 mese e diverse impiegate). Ad oggi la cucina non e' stata consegnata e di recente, dopo l'ennesima visita in azienda, gli veniva assicurato che nel giro di una settimana il disagio sarebbe rientrato. La telefonata, tra l'altro promessa dal titolare, e' stata disattesa.
La situazione e' di disagio massimo, dato che mio cognato e mia sorella hanno 4 figli piccoli piu' 1 in arrivo, e vivono come dei rifugiati tra cartoni e disordine, a causa dello sgombero della cucina vecchia. Manciano a turno su un tavolo di sala e cucinano su un fornello malandato e con un lavello pericolante!
Abbiamo preparato una missiva a mezzo raccomandata che se entro 10 gg. dal recapito non veniva consegnata la cucina, erano dichiarati morosi e inadempienti, per cui citabili a norma di legge.
Con che formula sono citabili? A questo punto sono passati i termini, senza mai aver ricevuto notizia alcuna. Come dobbiamo agire per avere giustizia? Ci sono avvocati vostri o specialisti in questo? Le spese processuali sono a carico ns? Nel caso in cui perdessimo la causa dobbiamo pagare tutto?
Avevamo pensato di citarli per danno morale e costringerli a restituire la caparra versata, se esiste qualche altro danno che ci hanno procurato, fatecelo sapere.
Amedeo, da Genova per sua sorella e suo cognato
Risposta ADUC
ci limitiamo alla consulenza riguardo alla fase successiva all'invio della raccomandata, poiche' ci risulta che un primo consiglio, in base ai fatti da lei riportati, sia stato gia' inviato verso il 20/7/04. Comunque, se la raccomandata e' stata inviata e sono decorsi i termini per ritenerli inadempienti, formalmente siete liberi da impegni nei loro confronti. Siccome pero' si tratta di ricevere anche una liberatoria scritta, e il rimborso di quanto pagato in acconto, se cio' non sara' fatto da parte della controparte dovrete agire in giudizio. Inizialmente consigliamo di tentare una conciliazione presso il giudice di pace o la locale camera di commercio. Successivamente, non risolvendo anche in tal modo, dovrete intentare causa, rivolgendovi questa volta esclusivamente al giudice di pace. La necessita' o meno di avere un avvocato dipende dal valore della causa. Nel vostro caso, dovendo chiedere a rimborso un acconto di euro 600, sara' necessario chiedere autorizzazione al giudice di poter agire da soli, poiche' sopra 500 euro l'avvocato ci vorrebbe. Tenga comunque presente che ormai, per rivolgervi al giudice di pace, dovrete attendere il 16/9, giorno di riapertura degli uffici dopo la pausa estiva.
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