Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 luglio 2004
Domanda 31 luglio 2004
Buongiorno, vorrei avere qualche chiarimento riguardo i diritti esercitabili da un acquirente di una casa in costruzione.
Vi racconto in breve la mia storia. Nel Novembre 2003 ho avviato le pratiche per l'acquisto di un appartamento in palazzina in localita' Brembate (BG) con una societa' privata di costruzioni edili. I responsabili della societa' si sono dimostrati da subito molto cordiali e competenti permettendo di instaurare un buon rapporto di fiducia. Nel corso dei mesi successivi i lavori sono continuati e sono state pagate le rate cosi' come previsto dal compromesso stipulato. La consegna e' prevista per la fine di luglio.
Purtroppo qualche giorno fa e' sorto un piccolo problema, non direttamente con la societa' costruttrice ma con uno dei fornitori esterni. Infatti il fornitore dei serramenti ha consegnato il materiale previsto depositandolo in gran parte all'interno del mio appartamento, occupando soggiorno, cucina e parte del bagno. Sottolineo che il materiale comprendeva non solo le finestre previste per il mio appartamento ma anche le finestre necessarie ad altre parti della palazzina. Credo che si tratti di un totale di circa 50/60 pezzi.
Oltre ad avere creato questo "deposito", ho notato che la parte di soggiorno rimasta libera veniva utilizzata come "falegnameria" per l'assemblaggio dei singoli componenti (serrature, guide in ferro, etc). Anche il giardino e' stato adibito allo stesso scopo. E' inutile dire che i locali si sono presto riempiti di residui di legno, schegge di ferro, viti, pezzi di guarnizioni, attrezzi di ogni genere sparsi sul pavimento, etc.
La cosa che da subito ha dato fastidio e' stato il fatto che i locali interessati (giardino incluso) erano stati completamente piastrellati da circa una settimana. Il fornitore dei serramenti non ha badato alle condizioni della casa e non si e' preoccupato di coprire almeno i pavimenti al fine di evitare eventuali danni. Solo un quarto circa del soggiorno e' stato coperto con un paio di teli di moquette.
Ho chiesto spiegazioni alla societa' costruttrice chiedendo che venissero al piu' presto sgomberati i locali e non piu' utilizzati come laboratorio di falegnameria. Ho avuto conferma che la societa' costruttrice ha effettivamente reclamato presso la falegnameria affinche' l'appartamento fosse liberato ma con una certa arroganza i lavori sono continuati fino alla conclusione. Io stesso mi sono recato nell'appartamento chiedendo spiegazioni riguardo quella situazione direttamente al falegname. Mi e' stato risposto che il materiale non poteva essere spostato e/o abbandonato in mezzo alla strada, che non essendo io competente non potevo capire le necessita' di montaggio e che quindi non avevo diritto di lamentela. Con una certa arroganza mi e' stato chiesto di finirla con le lamentele e di andarmene per non intralciare ulteriormente i lavori. Visto l'atteggiamento aggressivo delle persone ho preferito andarmene. In serata ho fatto un sopralluogo sul posto quando gli operai erano gia' andati via. Ho verificato che nell'appartamento era rimasto soltanto il materiale di mia competenza. Tra le altre cose ho costatato che il locale cantina era stato adibito a servizio igienico. Qualcuno si e' sentito in diritto di orinare in un pozzetto di scarico dell'acqua piovana. L'odore era inequivocabile e insopportabile. Non avendo prove non posso accusare nessuno ma credo che anche alla persona piu' ingenua possa venire qualche sospetto su chi possa essere il colpevole.
Ho comunque avvisato la societa' costruttrice affinche' prenda provvedimenti in merito.
Tralasciando questo ultimo episodio di incivilta', vorrei sapere se effettivamente queste persone avevano il diritto di fare quello che volevano nel mio appartamento. Ritengo lecito e indispensabile che i lavori necessari alla mia casa vengano eseguiti all'interno della stessa, ma e' corretto che vengano eseguiti anche i lavori dei restanti 12 appartamenti? Non sarebbe stato piu' corretto eseguirli nelle aree comuni alla palazzina (ad esempio la corsia box coperta!)? In fondo anche gli altri appartamenti sono allo stesso stato di avanzamento dei lavori. L'unica differenza sta forse nel fatto che il mio si trova in una posizione comoda rispetto al resto della palazzina. Almeno non era un preciso dovere del falegname cercare di proteggere il piu' possibile il lavoro eseguito fino a quel momento dagli altri fornitori? Era un mio diritto decidere quali persone potevano stare in casa mia?
Vi faccio notare che l'appartamento e' effettivamente di mia proprieta' in quanto l'atto di rogito e' stato firmato la scorsa settimana, appena prima dell'arrivo del falegname. Inoltre gia' da mesi ho avuto il permesso dal responsabile della societa' costruttrice di entrare di tanto in tanto nell'appartamento per verificare lo stato dei lavori.
Faccio notare che in diversi punti il pavimento e' stato effettivamente rotto e dovra' essere sostituito. La societa' costruttrice si e' presa l'impegno di eseguire i lavori a proprie spese.
Ad ogni modo la mia domanda principale resta la stessa: e' lecito che queste persone si siano arrogate il diritto di gestire casa mia come se fosse la loro ignorando anche i richiami del responsabile della societa' costruttrice?
Grazie.
Alessandro, da Bollate/Milano

Risposta ADUC
pare anche plausibile che vi fosse disponibilita' per effettuare gli interventi necessari al montaggio: quel che e' certo e' che lei possa contestare al costruttore qualsiasi vizio o danno arrecato al suo appartamento: la sua controparte e' il costruttore e costui doveva mettere il falegname in condizione di operare altrimenti, non consentendogli di lavorare dove potesse arrecare danni. Se da questa mancanza dovessero derivarle conseguenze, potra' chiedere al costruttore l'esecuzione di tutti gli interventi necessari, oppure la rifusione dei danni arrecati. A sua volta, tuttavia, se l'appartamento gia' era suo avrebbe dovuto interdirne l'uso improprio, eccedente cioe' gli interventi effettivamente necessari alla montatura.
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