Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 luglio 2004
Domanda 30 luglio 2004
Gli eventi sono stati i seguenti:.
- Stazione di Mirandola, ore 18 circa. Le 2 macchine emettitrici di biglietti sono fuori servizio e non e' possibile acquistare altrimenti il biglietto. Il capostazione rassicura i clienti dicendo che la disfunzione e' nota ai ferrovieri in servizio sui treni di linea, (poiche' ladri hanno rubato e danneggiato gli apparecchi diversi giorni prima), essendo stata anche diffusa una circolare (M 40, mi pare) per cui tutti i controllori ammettono che i passeggeri che si presentano facciano il biglietto direttamente sul treno senza alcuna sovrattassa, come ammette anche il Regolamento delle Ferrovie.
- Arriva il treno (Regionale 6405 che ferma a Mirandola alle ore 18.37), e, insieme ad altri passeggeri aspettiamo di veder scendere il controllore, ma questi non solo non scende, ma nemmeno si sporge dai vagoni. Percorrendo rapidamente i 3 vagoni di cui e' composto il treno appare evidente che il controllore non c'e'.
- Saliamo sul treno aspettandoci che il controllore passi. Non passa nessuno fino a Crevalcore, dove il treno sosta circa 20 minuti, quando il controllore esce dalla cabina del macchinista, chiede subito a me il biglietto, gli rispondo che lo devo fare, spiegando che la stazione di Mirandola ha le macchine guaste, - Mi chiede 5 Euro; rispondo chiedendo il perche' della maggiorazione (avendo fatto il biglietto di andata da Bologna alla mattina sapevo che il biglietto doveva costare 2, 80 Euro). Egli risponde che e' cosi' e non si discute. Avendo io il libretto ufficiale dell'orario dei treni, gli mostro la norma del Regolamento in cui si dice che "Il sovrapprezzo non e' dovuto se siete in partenza da stazioni con servizio di biglietteria inattivo al momento della partenza, avvisando il personale" ed io, pur avendolo cercato, non avevo visto nessun controllore. Senza controbattere all'obiezione il controllore continua ad esigere 5 euro 'perche' non puo' fare diversamente'.
- Senza insistere, pur non condividendo, gli fornisco 50 euro per pagare il biglietto di 5 euro maggiorato.
- Egli dice di non avere il resto, pertanto si tratterra' l'intera somma, e mi inviera' ad un ufficio della stazione di Bologna in cui mi daranno il resto.
- Non avendo io il tempo di andare per imprecisati uffici, e dato l'orario tardo della sera per aggirarmi in stazione, chiedo, piuttosto, di inviarmi l'addebito a casa, che provvedero' a saldare. Il controllore, con disappunto, mi chiede il documento, che io gli fornisco. Nel frattempo, il controllore viene chiamato per radio dal macchinista, che lo richiama in cabina per l'imminente partenza del treno.
- Il controllore corre nella cabina del macchinista, con i miei 50 euro e la mia carta di identita'. Io lo seguo aspettando che esca dalla cabina o mi dica qualcosa. Dopo qualche minuto, il controllore esce dicendomi di firmare in calce ad un verbale (un modulo verde). Leggo il verbale che riporta un addebito di circa 29, 50 Euro motivato dal fatto che io sarei 'stata sorpresa sprovvista di biglietto'. Insiste perche' io lo firmi in calce;
- Io prima di firmarlo, intendo esporre le mie osservazioni (che sono previste in un'apposita sezione del modulo); egli insiste affinche' io mi limiti a firmare, ma avendo io il modulo in mano, incomincio a scrivere le mie ragioni. Il treno, ripartito, oscilla molto e la mia scrittura non e' molto ordinata, seppure chiara e leggibile.
- Ad un certo punto, mentre io scrivo, il controllore mi strappa di mano il verbale, dicendomi che io faccio apposta a scrivere male, e che fara' un nuovo verbale dicendo che io mi 'rifiuto di firmare'. Rispondo che io intendo firmare, ma non prima di avere espresso le mie obiezioni (intendevo scrivere che: le macchinette erano guaste e il controllore non era reperibile sul treno).
- Il controllore ritorna in cabina altri 5 minuti ed esce dicendomi letteralmente ' SEI UNA SCOSTUMATA'. Io rimango attonita e gli chiedo cosa stia dicendo: egli, alla presenza anche di altri passeggeri ripete la frase aggiungendo che io sarei una scostumata perche' voglio viaggiare gratis. A quel punto gli dico che io i soldi glieli ho dati, ed e' lui, semmai, a non avere il resto di 45 euro da darmi. E' comprensibile il mio disagio dinnanzi a tanta arroganza oltretutto davanti agli altri passeggeri.
- A quel punto, su tutte le furie mi risponde: 'va bene, vedrai che il resto te lo trovo'. Rientra in cabina (sempre con i miei 50 euro e la carta d'identita'), e per altri 10 minuti, non riappare.
- Esce il controllore (siamo in ingresso alla stazione di Bologna), con un nuovo modulo giallo che riporta la somma di 23, 45 euro comprensivi di sanzioni e sovrattasse, senza la previsione di osservazioni da parte del sanzionato, e mi butta sul sedile il resto dei miei 50 meno 23, 45 euro, la carta di identita' e il biglietto giallo e rientra, senza dire una parola, nella cabina del macchinista. Io rimango attonita, anche perche' mi aspettavo il resto degli originari 5 euro.
COME VALUTATE LE VARIE PRETESE DEL CONTROLLORE? CHE DIRITTI HO? COME POSSO FARLI VALERE?
GRAZIE E GENTILI SALUTI.
Erika, da Rimini

Risposta ADUC
specie se lei ha testimoni, puo' -e deve- sicuramente contestare (i termini sono indicati sul modulo) ricorrendo in opposizione avanti al giudice di pace. Potrebbe anche fare un tentativo di risolvere informalmente la questione con la societa', ma piu' semplice e piu' sensato e' sicuramente il ricorso in sede giudiziaria, in quanto anche l'impatto sara' maggiore per le ferrovie che non potranno cosi' ignorare il caso.
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