Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 luglio 2004
Egregi Signori, necessito del Vostro parere su un'incredibile vicenda di cui mi trovo mio malgrado ad essere protagonista.
Il giorno 30.3.1996 acquistavo l'immobile di residenza (prima casa) con atto pubblico notarile; tale atto veniva quindi trascritto (presso la Conservatoria RR. II. di Savona) in data 2.4.1996. L'immobile all'atto dell'acquisto risultava libero da ipoteche come esplicitamente dichiarato anche nell'atto notarile. La parte venditrice risulta, sempre dall'atto notarile, di professione casalinga.
In data 13.7.2004 vengo contattata da un Perito del Tribunale di Savona che mi comunica che, a seguito di una causa del 1996 intentata dalla curatela di un fallimento contro la persona che mi aveva venduto la casa, doveva periziare la mia abitazione per la sua successiva messa all'asta.
Superato lo chock iniziale, mi reco dal notaio che mi aveva fatto l'atto e, con il suo aiuto, determiniamo che in effetti risulta un atto di pignoramento ai danni della parte venditrice, riguardante vari immobili di sua proprieta', tra cui la mia casa. Tale atto di pignoramento tuttavia risulta da un atto giudiziario del 16.4.1996, poi trascritto in data 4.5.1996.
Con questi elementi, chiedo di poter convenire con il Giudice del Tribunale che segue la causa; egli mi dice che l'unica strada e' quella di incaricare un legale e di fare 'opposizione di terzo'. Cio' e' quanto mi sto accingendo a fare. Ma Vi chiedo parere in proposito. La vicenda mi toglie il sonno ed il pensiero di perdere la casa in cui viviamo, dopo 8 anni, con tutti i lavori di ristrutturazione fatti e l'incredibile crescita del mercato immobiliare avvenuta in questi anni, e' per me e mio marito motivo di enorme preoccupazione che stiamo pericolosamente somatizzando.
grazie cordialmente.
Elisabetta, da Savona
Il giorno 30.3.1996 acquistavo l'immobile di residenza (prima casa) con atto pubblico notarile; tale atto veniva quindi trascritto (presso la Conservatoria RR. II. di Savona) in data 2.4.1996. L'immobile all'atto dell'acquisto risultava libero da ipoteche come esplicitamente dichiarato anche nell'atto notarile. La parte venditrice risulta, sempre dall'atto notarile, di professione casalinga.
In data 13.7.2004 vengo contattata da un Perito del Tribunale di Savona che mi comunica che, a seguito di una causa del 1996 intentata dalla curatela di un fallimento contro la persona che mi aveva venduto la casa, doveva periziare la mia abitazione per la sua successiva messa all'asta.
Superato lo chock iniziale, mi reco dal notaio che mi aveva fatto l'atto e, con il suo aiuto, determiniamo che in effetti risulta un atto di pignoramento ai danni della parte venditrice, riguardante vari immobili di sua proprieta', tra cui la mia casa. Tale atto di pignoramento tuttavia risulta da un atto giudiziario del 16.4.1996, poi trascritto in data 4.5.1996.
Con questi elementi, chiedo di poter convenire con il Giudice del Tribunale che segue la causa; egli mi dice che l'unica strada e' quella di incaricare un legale e di fare 'opposizione di terzo'. Cio' e' quanto mi sto accingendo a fare. Ma Vi chiedo parere in proposito. La vicenda mi toglie il sonno ed il pensiero di perdere la casa in cui viviamo, dopo 8 anni, con tutti i lavori di ristrutturazione fatti e l'incredibile crescita del mercato immobiliare avvenuta in questi anni, e' per me e mio marito motivo di enorme preoccupazione che stiamo pericolosamente somatizzando.
grazie cordialmente.
Elisabetta, da Savona
Risposta ADUC
ci spiace, ma le occorre un legale. La sua trascrizione e' antecedente all'iscrizione dell'ipoteca e non ci sono i termini per poter ritenere lei connivente nel fallimento; pertanto, di rischi non dovrebbe correrne pero' deve muoversi come consigliatole -sinceramente, salvi altri elementi da voi non adeguatamente rilevati per adesso, senza particolari timori.
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