Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 luglio 2004
Domanda 22 luglio 2004
Pregevolissima Direzione Le scrivo per raccontarLe cio' che e' successo con la Telecom Italia (linea residenziale).
La bolletta relativa al periodo marzo-aprile non mi e' mai arrivata a casa. Poco dopo la scadenza chiamo il 187 x chiedere il perche' di questo mancato recapito. La signorina del call center mi dice che la fattura e' stata inviata regolarmente e, visto che non l'ho mai ricevuta me ne avrebbe mandata un'altra. Dopo poco ritelefono x sapere quanto ammonta la fattura(euro 48, 00) relativa al periodo sopra indicato e mi dicono(dopo avere interrogato i loro terminali in sez. amministrazione) che ho un credito di circa 120 euro e che la bolletta risulta pagata; anzi avrei dovuto ritelefonare x mettermi d'accordo per il restante credito residuo. Dopo aver tel. x 4 volte dicendo che era impossibile (e aver ricevuto 4 conferme di questo credito virtuale con il conseguente pagamento della fattura sopra indicata effettuato!) ricevo la fattura relativa al periodo maggio-giugno con scadenza il 15/07 (che ho pagato il 07/07) con l'indicazione che i miei pagamenti regolari risultano regolari!
A questo punto mi ritengo fortunato e con i pagamenti effettuati. Ma non e' cosi'. Il giorno 16/07 mi staccano la linea dicendo che non e' stata pagata la fattura di marzo-aprile e che devo pagare la bolletta x riavere la linea. E che gli interessi di mora mi saranno addebitati con la prossima scadenza!! Oltre al danno la beffa. Secondo il Vs parere che cosa dovrei fare??? Grazie e saluti.
Francesca, da Spinea

Risposta ADUC
e' evidente che ci sia stato un errore: ma ha fatto tutto al telefono, e' un po' difficile che possa dimostrarlo. Se lei sapeva ed era cosciente di essere in debito e questo supposto credito virtuale non esisteva, doveva comunque pagare tramite bollettino in bianco quella fattura di 48 euro che comunque loro avevano emesso -e se l'hanno emessa, vuol dire che era un credito per loro esigibile e contabilizzato come in pagamento. Comprendiamo perfettamente che l'abbiano indotta in errore sostenendo l'esistenza di un credito inesistente; ma nondimeno anche lei era in grado di rendersi conto che se non aveva mai pagato nulla era impossibile e che quindi non era il caso di fidarsi di quanto dettole a voce. Puo' provare a fare una contestazione dicendo la verita' e chiedendo di confermarle entro 15 gg il rimborso della mora, con l'avviso che in difetto si riserva di agire in giudizio (tuttavia al massimo tenti una conciliazione, in quanto i fatti, seppur veri, non sono credibili per un giudice in assenza di elementi probatori di supporto).
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