Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 luglio 2004
Domanda 20 luglio 2004
Circa due anni fa mi sono rivolto ad un avvocato della provincia di Lecce per una sentenza di divorzio. premetto che tale avvocato e' un amico di famiglia e che mi sono rivolto a lui spinto da mio padre. Dato che da qualche mese avevo avuto la notifica dell'annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota(pratica sostenuta completamente dalla mia ex moglie), ho chiesto a questo avvocato che ero intenzionato a presentare anche la richiesta di divorzio se questa non comportava una spesa eccessiva, dato che mi trovavo in una situazione finanziaria un po' precaria in quel momento. L'avvocato mi disse che era una cosa giusta da fare in quanto non avrebbe comportato una grossa spesa(mi disse che era una spesa "irrisoria"), io gli spiegai anche che la spesa sarebbe stata tutta a mio carico in quanto la mia ex moglie aveva pagato l'annullamento. Inizio tutto l'iter per il divorzio, ci presentiamo al giudice di Lecce e otteniamo il divorzio. Dato che io lavoro e vivo in provincia di Milano mi sono tenuto in contatto con l'avvocato telefonicamente il quale mi assicurava che tutto procedeva bene, che si stava interessando per accelerare la notifica al comune, (in quanto a me serviva perche' dovevo sposarmi con l'attuale compagna) e che per la parcella ne avremmo parlato piu' in la. Dopo circa un anno mi sono recato personalmente al tribunale di Lecce(sobbarcandomi le spese di viaggio!), dove mi riferiscono che la mia pratica e' accatastata con altre pratiche e che nessun avvocato aveva mai chiesto di quella pratica!! Fortuna che l'impiegata addetta e' stata gentilissima e davanti a me ha trascritto la sentenza sul registro. Dopo circa sei mesi mi sono recato, ancora a mie spese, al comune in provincia di Lecce dove mi hanno dato una raccomandata a mano da presentare al comune della provincia di Milano per la trascrizione. Finalmente dopo circa sei mesi ho potuto contrarre matrimonio. Una settimana prima del matrimonio(aprile 2004), ricevo una telefonata da parte dell'avvocato che col suo fare galante mi dice che non aveva avuto occasione di sentirmi prima, e mi comunica che la sua parcella per la pratica di divorzio ammonta a 2000 euro!!! come prezzo di favore essendo amico di mio padre. Rimasto completamente sconvolto da una simile richiesta, lo informo che stavo per sposarmi e che al momento non avevo quella cifra a disposizione. Rimaniamo d'accordo che gli davo un anticipo(tramite mio padre 500 euro), e il resto lo avrei saldato ad agosto in concomitanza delle mie ferie al paese. Mio padre gli consegna i 500 euro e ovviamente tutto a nero, senza nessuna ricevuta di pagamento, per amicizia visto il " prezzo di favore ". Ora due settimane fa vengo chiamato al telefono dalla mia ex moglie, la quale mi riferisce(abbastanza incavolata) che il mio avvocato gli ha recapitato una raccomandata dove le chiede il pagamento di 2000¤ come parcella, motivando il fatto di non essere riuscito ad avere i soldi da me!!
Ora come mi devo comportare? E l'anticipo dato da mio padre che fine ha fatto?
Io non ho nessuna documentazione, nessuna ricevuta, niente di niente. Posso anche sostenere di averlo saldato? E' la mia parola contro la sua? E il rispetto della privacy?
Ammetto di aver sbagliato tutto fin dall'inizio, purtroppo mi son fidato, ma secondo Lei cosa posso fare? rivolgermi ad un avvocato serio? La ringrazio anticipatamente per un eventuale consiglio.
Milco, da Cinisello Balsamo

Risposta ADUC
senza ricevuta, nessuno credera' a lei: puo' segnalare il fatto all'Ordine di competenza, facendo presente anche la dimenticanza dell'avvocato in merito all'acconto versato tramite suo padre e richiedendo comunque una valutazione in merito alla cifra richiesta, evidenziando quanto risulti eseguito direttamente da parte sua (si limiti a menzionare i fatti, omettendo giudizi, per evitare complicazioni).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →