Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
11 luglio 2004
Nel mio sito volevo inserire un consiglio vertente un'informativa circa la conciliazione. Questo e' quanto vorrei scrivere, rispecchia la veridicita' dell'istituto:
"Sentiamo molto parlare della conciliazione ma cos'e'? Proviamo, senza offesa per nessuno, a farne una rassegna critica, critica perche' strumento importante ed utilissimo. Se nasce una controversia commerciale la parte che si ritiene lesa puo' attivarsi per produrre domanda di conciliazione (presso l'ufficio preposto in Camera di Commercio). La segreteria dara' comunicazione all'altra parte della richiesta ES: Caro Caio, Tizio chiede una conciliazione risolutiva di una controversia intercorsa bla, bla, bla...
A questo punto Caio puo' accogliere la richiesta ed i due si presenteranno davanti al conciliatore (terzo neutrale) per accordarsi o meno. Se si accordano pagano l'operato del conciliatore che sara' stato veloce ed economico. Altrimenti non pagano nulla. Qualora invece Caio dicesse che non accoglie la richiesta la cosa finisce li'.
Ripeto, con tutto il rispetto, ma la cosa messa in questi termini mi fa sorridere, e' come se si dicesse a due bambini che litigano perche' uno si e' fregato il pallone:
"Guarda Pinco, Pallino dice se gli ridai la palla... Pallino non piangere, ma Pinco dice di no. " Forse sono pessimista e paranoico ma se nasce una controversia ed una parte ritiene di essere nel giusto, beh, l'altra sara' in torto... Se sono in torto potro' mai accettare una conciliazione cosi' di buon grado quando so che i tempi e i costi della giustizia mi possono aiutare a far perdere le staffe e la voglia a chi mi chiede di accordarsi?
Voglio usare una frase detta stamani (8/7/2004) dal Dott. xxx presidente di Adiconsum durante un convegno a Firenze "Se lo strumento e' buono, buonissimo, ma e' difficile da applicare, a cosa serve? ". Ottima allora la strada di inserire nei contratti tra imprenditori e consumatori la famosa clausola conciliativa. Eh si', perche' se c'e' questa clausola e' ovvio che a priori si stabilisce per qualsiasi controversia, anziche' il rugginoso e salassoso foro competente, la snella procedura conciliativa.
Nessuno viene meno ai propri doveri e non esiste quella variante del rifiuto all'accordo." Grazie e buon lavoro!
Antonio
"Sentiamo molto parlare della conciliazione ma cos'e'? Proviamo, senza offesa per nessuno, a farne una rassegna critica, critica perche' strumento importante ed utilissimo. Se nasce una controversia commerciale la parte che si ritiene lesa puo' attivarsi per produrre domanda di conciliazione (presso l'ufficio preposto in Camera di Commercio). La segreteria dara' comunicazione all'altra parte della richiesta ES: Caro Caio, Tizio chiede una conciliazione risolutiva di una controversia intercorsa bla, bla, bla...
A questo punto Caio puo' accogliere la richiesta ed i due si presenteranno davanti al conciliatore (terzo neutrale) per accordarsi o meno. Se si accordano pagano l'operato del conciliatore che sara' stato veloce ed economico. Altrimenti non pagano nulla. Qualora invece Caio dicesse che non accoglie la richiesta la cosa finisce li'.
Ripeto, con tutto il rispetto, ma la cosa messa in questi termini mi fa sorridere, e' come se si dicesse a due bambini che litigano perche' uno si e' fregato il pallone:
"Guarda Pinco, Pallino dice se gli ridai la palla... Pallino non piangere, ma Pinco dice di no. " Forse sono pessimista e paranoico ma se nasce una controversia ed una parte ritiene di essere nel giusto, beh, l'altra sara' in torto... Se sono in torto potro' mai accettare una conciliazione cosi' di buon grado quando so che i tempi e i costi della giustizia mi possono aiutare a far perdere le staffe e la voglia a chi mi chiede di accordarsi?
Voglio usare una frase detta stamani (8/7/2004) dal Dott. xxx presidente di Adiconsum durante un convegno a Firenze "Se lo strumento e' buono, buonissimo, ma e' difficile da applicare, a cosa serve? ". Ottima allora la strada di inserire nei contratti tra imprenditori e consumatori la famosa clausola conciliativa. Eh si', perche' se c'e' questa clausola e' ovvio che a priori si stabilisce per qualsiasi controversia, anziche' il rugginoso e salassoso foro competente, la snella procedura conciliativa.
Nessuno viene meno ai propri doveri e non esiste quella variante del rifiuto all'accordo." Grazie e buon lavoro!
Antonio
Risposta ADUC
che strano ragionamento.. la conciliazione sarebbe inutile, ma inserire la forma conciliativa, imponendola, nei contratti, sarebbe invece cosa buona... Ma se parte dal presupposto -anche corretto- che entrambe le parti ritengano d'essere nel giusto, la clausola serve solo ad IMPORRE di far perdere per forza tempo e rimandare il contenzioso a poi (imporre di trovare un accordo non potra' farlo mai nessuno, ovviamente, quindi rimane un tentativo: obbligatorio e forse piu' dannoso, in quanto nell'altro modo, se proprio non c'e' alcuna intenzione di trovare un accordo da parte dell'altro, lo si sa subito). In ogni caso, e' vero che spesso la conciliazione non serve a nulla: ma e' un tentativo: se la controparte gia' accetta di venire ad una conciliazione cui non e' obbligata, vuol dire che l'intenzione di provare a trovare un accordo c'e'. E se non basta... vorra' dire che le parti andranno in contenzioso (che comporta oneri maggiori), ma almeno un tentativo di provare ad evitarlo ci sara' stato. Anche perche' talvolta quello che una persona arrogante e' disposta a fare in privato, non e' poi disposta a farlo davanti ad altre figure ammantate di una certa ufficialita'.
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