Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 luglio 2004
spett. aduc un giorno sono stata avvicinata da due ragazze, che con la loro gentilezza e rassicurazione, mi proponevano la firma di un piccolo contrattino per un futuro acquisto di 40 riviste, rassicurandomi sul fatto che non avevo nessun obbligo di acquisto e che avrei potuto decidere io con calma se definire ed assolvere a questo contrattino, che a detta di loro dipendeva solo da me. Oggi mi ritrovo ad essere stata contattata da suddetta ditta line rouge s. r. l con sede a Milano in via xxx, sentendomi dire che io sono obbligata ad assolvere all'acquisto di n.40 riviste, dove verra' avviata azione legale in caso in cui io non assolva a tale pezzo di carta da me firmato in buona fede, e che possono anche ad arrivare a farmi trattenere con la cessione del V sulla busta paga cio' che loro dicono che io gli devo. premetto che io non o' mai preso niente da loro, e secondo io nella vita faccio l'operaia, e non possiedo un edicola per decidere l'acquisto di 40 riviste, ma cosa piu' assurda dopo che sono andata a leggere queste postille scritte su quel pezzo di carta che io o firmato, ci sono delle condizioni capestro che obbligano sotto tutte le forme verbali l'acquisto o pena il pagamento di una penale del 30% su una somma di 1650 euro, o l'eventuale azione giudiziaria nei miei confronti. vi chiedo cortesemente un consiglio per come devo comportarmi. distinti saluti Rosa, da Bulciago
Risposta ADUC
la penale del 30% non e' una clausola capestro o vessatoria, ma desumibile dalla legge. Se non puo' piu' esercitare il recesso perche' decorso il termine (7 gg dalla firma) la soluzione piu' immediata e' rescindere anticipatamente pagando la penale indicata (inviando una raccomandata A/R per manifestare la volonta' di rescindere facendo riferimento alla specifica clausola). Un'alternativa, non facile e piuttosto aleatoria, potrebbe essere contestare il vizio di volonta', ossia intentare causa alla ditta riferendosi alla firma e contestando, dimostrando cio' che si sostiene, che verbalmente erano state dette cose diverse da quelle poi risultate sul contratto e che quindi la firma e' stata estorta con l'inganno. Per una causa del genere e' raccomandabile rivolgersi ad un legale e sarebbe opportuno poter usufruire di testimoni, possibilmente non parenti.
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