Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 settembre 2000
Domanda 12 settembre 2000
Gentile associazione,
in data 6 settembre, per recarmi nell'isola di Ponza, imbarco la mia autovettura su una nave della "CAREMAR" nel porto di Formia. All'arrivo a Ponza mi rendo conto che durante il viaggio l'auto, all'interno del garage, aveva subito danni alla carrozzeria(una grossa incisione su tutto un fianco).
Ancora nel garage chiamo un ufficiale di bordo e poi anche il comandante per render noto l'accaduto:a nche loro dichiarano che era un danno recente fatto da poco tempo, nonostante tutto declinano ogni responsabilita'. Posso a questo punto pretendere un risarcimeto dalla "CAREMAR" dato che durante il viaggio loro non permettono ai passeggeri di poter sorvegliare le proprie auto?
Dopo aver trascorso 1 giorno sull'isola, venerdi' 8 settembre mi reco in biglietteria della stessa compagnia per poter ripartire lo stesso giorno con il traghetto delle ore 13.30.
Pero' causa maltempo la compagnia aveva interrotto i collegamenti. Dato che altre compagnie effettuavano regolarmente il servizio posso chiedere il rimborso delle spese sopportate per il pernottamento dato che sono riuscita a partire solamente la sera dopo.(grazie all'intervento delle forze dell'ordine da me chiamate).Tengo a precisare che il ritardo della mia partenza e' dovuto a una mancanza di precisione e professionalita' dei dipendenti della compagnia.

Risposta ADUC
La richiesta relativa al danno ci sembra proponibile: e' difficoltoso dimostrare che lo stesso si sia verificato proprio all'interno della nave -e comunque non per colpa del guidatore che l'ha collocata li'- pero' vale sicuramente la pena tentare chiedendo il rimborso (potesse avere delle testimonianze a suo favore sarebbe meglio). Invii una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui racconta il fatto, dettando un termine di 15 gg entro cui rimborsarle il danno -tenendo l'auto a disposizione per loro perizia, ma presso la sua abitazione- e specificando che in caso contrario si vedra' costretta ad adire le vie legali (rivolgendosi alla Camera di Commercio per una conciliazione e poi da un Giudice di pace).
Per cio' che concerne l'interruzione dei collegamenti, occorrerebbe verificare se vi fossero o meno gli estremi di legittimita'. Se -nonostante le altre compagnie facessero partire i traghetti- le condizioni del mare potessero essere considerate rischiose, la prudenza della societa' potrebbe essere ammissibile. Per cui la richiesta di rimborso sara' vincolata a questo.
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