Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 luglio 2004
Domanda 4 luglio 2004
Cara Aduc, ricorro al Vostro prezioso supporto in seguito all'ennesimo, intollerabile disservizio subito a causa delle nostre Ferrovie di Stato. La nostra avventura inizia il giorno 28/06/04, in concomitanza con l'occupazione dei binari nella Stazione di Montecorvino quando, assieme a mia sorella e ad un amico, ci siamo trovati nella inderogabile situazione di dover prendere un treno che da Reggio Calabria ci riportasse a Milano. Eravamo perfettamente a conoscenza che sarebbe stato un viaggio non facile, cio' nonostante nessuno di noi poteva perdere un altro giorno di lavoro per colpa del blocco (il treno notte che avremmo dovuto prendere la sera prima era gia' stato soppresso per lo stesso motivo) cosi' partiamo. Il biglietto prevedeva la partenza da Reggio alle 07.54 con l'Eurostar 9372 ed arrivo a Roma alle 14.16 e da li' un altro Eurostar, il 9444, delle 15.30 per Milano dove saremmo dovuti arrivare per le 20.00. A causa dei disagi, l'arrivo previsto a Roma era stato spostato attorno alle 15.00 ma in ogni caso alla biglietteria di Reggio ci e' stato assicurato che, qualora avessimo perso la coincidenza, avremmo potuto prendere il treno successivo senza pagare gli 8 euro di multa e che il personale di bordo ci avrebbe trovato una sistemazione a sedere (peraltro, sottolineo, il regolamento Eurostar non ammette viaggiatori in piedi). Una volta sul treno veniamo avvisati che alla stazione di Battipaglia saremmo stati trasferiti in pullman fino alla stazione di Salerno dove un altro Eurostar ci avrebbe portato a Roma. Rassegnati ad essere sballottati con tutte le valige e una caviglia gonfia (quella di mia sorella) ci ritroviamo verso le 13.15 alla stazione di Salerno. Da quel momento, l'Eurostar che doveva portarci a Roma ha iniziato ad accumulare ritardi su ritardi: prima per problemi tecnici e poi per una fermata straordinaria a Latina di cui nessuno era a conoscenza nel momento in cui aveva acquistato il biglietto, per far scendere "un solo passeggero abile" dal treno. Rendendoci conto del ritardo noi e altri passeggeri abbiamo avvisato il capotreno della necessita' di dover prendere quantomeno la coincidenza delle 16.30 e lui per tutta risposta ci ha tranquillizzato dicendoci che saremmo arrivati a destinazione alle 16.15. Naturalmente arriviamo a Roma Termini alle 16.28. Il mio amico scende dalla prima vettura di corsa per avvisare il capotreno dell'Eurostar per Milano che una cinquantina di passeggeri stavano raggiungendo quel binario per proseguire il loro viaggio e lui risponde senza troppa convinzione che va bene ma non piu' di un minuto dopo, il tempo che il mio amico si girasse per chiamarci e che noi, cariche di bagagli e la caviglia di mia sorella sempre piu' blu, raggiungessimo la vettura, il signor capotreno aveva gia' chiuso le porte, incurante del mio amico che lo chiamava urlando, delle 50 persone stremate e incredule che si sono attaccate al treno e che se lo sono viste partire davanti, dopo almeno 5 minuti di sosta al binario a porte chiuse.
Morale: abbiamo un'ora di tempo prima del prossimo treno, il tempo di compilare un formale modulo di reclamo di fronte alla totale indifferenza del responsabile "Assistenza Clienti" della stazione di Roma, di parlare con il responsabile del Club Eurostar Roma che ci assicura che sarebbe stata responsabilita' del personale di bordo di trovarci quantomeno un posto a sedere sul prossimo treno e per sentirsi dire invece dal capotreno dell'Eurostar per Milano delle 17.30 che, testuale, "posti non ce ne sono, che non e' compito nostro e che qua, se ancora non si fosse capito, e' tutto uno scarica barile".
Siamo arrivati a Milano stremati alle 22.15 (siamo riusciti ad accumulare ritardo anche da Roma!). Il capotreno alla fine, forse mosso a compassione dalla caviglia di mia sorella, forse spaventato dal nostro "fumo dal naso" non ha opposto resistenza al fatto che viaggiassimo seduti in prima classe. Magra consolazione. Abbiamo avuto tutta la comprensione per le difficolta' in cui ha dovuto lavorare Trenitalia negli ultimi giorni e il massimo rispetto per il lavoro delle persone che si sono trovate a gestire la situazione ma di fronte alle nostre esigenze, alla stanchezza e a problemi risolvibili solo con una piccola dose di buon senso ci siamo visti restituire maleducazione, indifferenza e un'ingiustificabile mancanza di efficienza e servizio. Ci chiedevamo pertanto se possiamo fare qualcosa per farci risarcire. In caso contrario Vi ringrazio ugualmente per aver accolto il mio sfogo. Cordialmente.
Daniela, da Milano

Risposta ADUC
occorre ricordare quale sia l'origine del problema: ossia l'occupazione dei binari. Le altre contestazioni, riguardano -per assurdo- solo il rispetto di orari e condizioni di viaggio da parte degli operatori delle ferrovie: e' un po' anomalo contestare perche' il treno e' partito in orario o perche' non e' stato consentito di derogare al regolamento che non consente viaggio in piedi. Sicuramente, avrebbero potuto meglio gestire la situazione in modo da venire incontro alle esigenze dei passaggeri provenienti da detta linea (bloccata per fatto a loro non imputabile) ma e' anche vero che cosi' facendo avrebbero condizionato tutti gli altri peggiorando il servizio globale: non e' tanto semplice dire chi possa avere ragione o meno, anzi forse la scelta e' comunque stata la migliore dal punto di vista complessivo.
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