Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 luglio 2004
Salve. Un direttore di banca della BPL (Popolare di Lodi) sostiene che nel pagarmi un assegno a me intestato emesso da un suo correntista presso la sua filiale mi sta facendo "una cortesia" perche' non sono un suo correntista! E' vero? Io non ho mai avuto problemi ad incassare un assegno a me intestato (dietro presentazione di un documento d'identita') in qualunque banca purche' mi recassi nella filiale della banca dove l'emittente ha il conto corrente. E non mi e' parso che mi facessero una "cortesia"... Qual'e' la verita'?
Grazie e buon lavoro.
Aldo, da Roma
Grazie e buon lavoro.
Aldo, da Roma
Risposta ADUC
e' la verita', le sta realmente facendo un favore. Il fatto che non abbia mai avuto problemi (forse erano assegni di importi limitati, forse lei era conosciuto, forse il cassiere era temerario) e' semplicemente una fortuna. La verita' e' che la banca e' obbligata al pagamento, ma solo in caso non vi siano dubbi sull'identita'. E per questo, il documento d'identita' NON basta. L'unico modo per ottenere un pagamento e': la certificazione dell'identita' da parte di un notaio (esempio solo di scuola, ovviamente, almeno nella quotidianita') o l'essere conosciuto da un impiegato, o da altro correntista -solvibile, che garantisca per lei- ovvero versare il titolo in conto (in quanto in quel caso non ci sono rischi essendo rintracciabile la persona). La cortesia consiste nel fatto che la persona si assume un rischio: e ci rimette di tasca sua, se dovesse sbagliare.
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