Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 luglio 2004
in data 25 giugno 2004 tramite bancomat ho ricaricato di 60 euro il telefonino wind di mia moglie (non ricordo se e' intestato a me o a lei). solo il 29 giugno si e' resa conto che la ricarica non era andata a buon fine. ho verificato la ricevuta bancomat ed effettivamente ho appurato che anziche' caricare sul xxx (il nostro) avevo ricaricato il xxx. ho chiamato la wind (155) la quale - dopo avermi confermato che il numero con il prefisso 328 e' attivo - mi ha fatto capire che l'unico modo di riavere il credito sarebbe stato quello di contattare personalmente il cliente. da quando possiedo il telefonino - essendomi capitato diverse volte di invertire il prefisso - questo numero risulta pero' sempre irraggiungibile, in particolare questi due giorni. ho richiamato la wind e ho sottolineato questa possibilita', cioe' che il numero con prefisso 328 non sia utilizzato, quantunque risulti attivo. la risposta, molto laconica, e stata che la wind non e' obbligata a conoscere l'uso che ogni utente fa del suo telefonino. peraltro ho soltanto chiesto non di sapere chi e' l'utente (conosco perfettamente per lavoro la legge sulla privacy), ma di provare un contatto con il cliente per un accordo amichevole.
la costante delle risposte da parte di wind e': non possiamo farci niente.
vi chiedo: e' possibile???
Salvatore, Oliena
la costante delle risposte da parte di wind e': non possiamo farci niente.
vi chiedo: e' possibile???
Salvatore, Oliena
Risposta ADUC
effettivamente in questi frangenti la soluzione si deve trovare con la persona che ha ricevuto l'accredito, se necessario minacciandola di denunciarla per appropriazione indebita (se proprio non volesse saperne di aiutarla). Non e' infatti difficile dimostrare l'errore (il prelievo avvenuto sulla la sua carta a favore di un'altra persona con la quale non ha e non ha mai avuto alcun rapporto). Il gestore da parte sua non puo' stabilire autonomamente cio', e quindi decidere di effettuare lo storno, senza appurare per certo che tra voi non esista alcun rapporto e che lei non avesse incarico di effettuare la ricarica per conto altrui. Tutto cio', ovviamente, se il numero risulta assegnato e attivo, come in effetti sembra risultare nel suo caso.
Se l'utente sembra non utilizzare mai il telefono, per poterlo contattare in altro modo e' necessario farsi dare i dati anagrafici e l'indirizzo dal gestore. Cio' non lo otterra' molto facilmente, dovra' procedere ricorrendo al giudice di pace. Invii intanto una raccomandata A/R al gestore facendo presente la difficolta' a contattare l'utente e richiedendone i dati. Intimi che provvedano entro 15gg minacciando, in difetto, di adire le vie legali. Successivamente, presso il giudice, cerchi di ottenere, oltre ai dati, anche il rimborso da parte del gestore. Non e' detto che il giudice lo conceda (strettamente parlando dovrebbe ottenerlo dall'utente accreditato), ma le eviterebbe un secondo -eventuale- ricorso verso la persona accreditata erroneamente. Ricordiamo che il ricorso al giuidce di pace, per contenziosi di tale importo, e' gratuito e non necessita dell'appoggio di un legale.
Se l'utente sembra non utilizzare mai il telefono, per poterlo contattare in altro modo e' necessario farsi dare i dati anagrafici e l'indirizzo dal gestore. Cio' non lo otterra' molto facilmente, dovra' procedere ricorrendo al giudice di pace. Invii intanto una raccomandata A/R al gestore facendo presente la difficolta' a contattare l'utente e richiedendone i dati. Intimi che provvedano entro 15gg minacciando, in difetto, di adire le vie legali. Successivamente, presso il giudice, cerchi di ottenere, oltre ai dati, anche il rimborso da parte del gestore. Non e' detto che il giudice lo conceda (strettamente parlando dovrebbe ottenerlo dall'utente accreditato), ma le eviterebbe un secondo -eventuale- ricorso verso la persona accreditata erroneamente. Ricordiamo che il ricorso al giuidce di pace, per contenziosi di tale importo, e' gratuito e non necessita dell'appoggio di un legale.
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