Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 giugno 2004
Domanda 25 giugno 2004
Vi scrivo questa mia ormai esasperato da una situazione causata dal costruttore dell'immobile che ho acquistato. Qui di seguito cerchero' di essere esauriente sul fatto per poter avere da parte vostra un consiglio. Nell'agosto del 2001 ho acquistato un appartamento nuovo composto da due camere, due bagni ed una cucina disposti su due piani. Una bella soddisfazione considerando che all'epoca avevo 25 anni ed e' la mia prima casa. L'immobile presenta, sia all'interno che all'esterno, delle rifiniture non eseguite correttamente e che nonostante varie richieste (anche da parte di altri proprietari dei 12 appartamenti costituenti l'immobile) ed alcuni rattoppi, non sono mai stati ultimati e sistemati definitivamente. Se sulle finiture si puo' chiudere un occhio e pazientare, ben piu' grave e' la situazione della cantina e del garage sempre di mia proprieta'. Ma andiamo con ordine.
Descrizione dell'immobile:
Il complesso e' costruito a formare una sorta di "L". Su di un lato di sono 6 appartamenti e sull'altro i rimanenti. Al pian terreno vi sono i mini appartamenti con ogni entrata indipendente (non esiste un vero corridoio comune). Al primo piano, dislocati su due piani (il superiore e' una mansarda abitabile), vi sono i bicamere. Tutti gli appartamenti, 12 in totale, sono abitati. Il tetto del mio garage fa da terrazzo a due mini appartamenti ed e' ripartito fra i due mediante un sapere.
Problemi al garage.
Da piu' di due anni oramai nel mio garage non posso tenere la moto o la macchina scoperta perche' proprio in seguito al montaggio del suddetto separe' (peraltro il montaggio il costruttore l'ha sub-appaltato a due personaggi X), veniva bucata la guaina che coibentava la terrazza e quindi il tetto del mio garage. Il risultato e' che oramai le macchie sono enormi e piove letteralmente dentro (non intendo in senso figurato). Ora insieme all'acqua sta scendendo anche del materiale biancastro (non calcare) che ha formato delle stalagtiti e che ha macchiato in modo irreparabile le forcelle della mia moto nuova acquistata a marzo di quest'anno. Il problema ora si sta espandendo e piove dentro sia dalle giunture fra i pannelli di cemento costituenti il tetto, sia da nuove fratture all'interno dei lastroni. Anche dalle pareti verticali filtra acqua da rattoppi fatti con malta non adatta. L'acqua oltre che nel mio garage, penetra anche nelle scale comuni chiuse e confinati con il terrazzo e che portano dal pian terreno alle cantine-garage del semi-interrato, formando almeno 4 macchie con dimensioni di 30-35cm. La situazione e' veramente oscena per case con neanche 3 anni di vita. Sto anche adesso sollecitando il costruttore ad intervenire ma, pur avendogli lasciato le chiavi del mio garage da 3 anni (e mi definisco buono!), nulla e' stato fatto. La cosa che mi fa incollerire e' che prima del separe' acqua non entrava. Coprire la macchina o la moto all'interno di un garage e' cosa ridicola e fa incollerire non poco.
Problemi alla cantina.
La mia cantina e' situata nella parte semi-interrata dell'immobile e confina per un lato con il terreno su cui sono costruite le case. Vi sono dei cavi elettrici e/o telefonici che il costruttore ha fatto uscire dal suddetto lato della mia cantina nella parte superiore della stanza. Purtroppo il foro non era stato ben sigillato e pertanto gia' entrava in origine acqua in maniera copiosa. Avvisato il costruttore e sollecitando almeno una ventina di volte, ha provveduto a fare la chiusura del foro, solo che non e' stato utilizzato il materiale adatto (a detta anche dell'amministratore che ha fatto insieme a lui un sopralluogo). Il risultato e' che a oggi, ad ogni pioggia, la cantina si allaga completamente.
Risultati ottenuti.
Ad una riunione indetta a gennaio u. s., alla presenza dell'amministratore, abbiamo sollevato i suddetti problemi poiche' anche altri condomini hanno diversi difetti all'immobile. Il sottoscritto ha portato oltre alle varie testimonianze, anche una relazione tecnica suffragata da centinaia di foto. L'amministratore decideva cosi' di convocare il costruttore per verificare i danni e provvedere al piu' presto al ripristino dell'immobile.
I primi giorni di febbraio ho potuto incontrare il costruttore alla presenza dell'amministratore e di alcuni condomini per constatare tutti i danni al mio immobili (ma anche agli altri). Il costruttore ha verificato cosi' le innumerevoli e grosse infiltrazioni d'acqua nel mio garage e nella cantina (aveva piovuto da poco). Di sua iniziativa prometteva di risolvere tutti i problemi entro il 30 aprile 2004. Peraltro e' stato pregato di non promettere se non poteva mantenere. Ma ci ha rassicurato e ha confermato di non preoccuparci (sue testuali parole!).
Conclusione.
Oggi che scrivo, 22 giugno, del costruttore non si e' vista traccia (figurarsi dei lavori che dovevano essere ultimati per il 30 aprile) e a nulla valgono le sollecitazioni e pressioni (sempre educate peraltro) all'amministratore. Quest'ultimo sembra che presi i soldi spettanti se ne stra-freghi (legge le mail ma non risponde o non si fa trovare al telefono). Il giorno dell'incontro invece sembrava molto risoluto e ha pressato correttamente il costruttore per risolvere i problemi. Credo di aver dimostrato una pazienza fuori dal comune in questi anni.
Richieste.
A questo punto vorrei chiedere gentilmente, se e' possibile avere una direttiva da seguire per far valere i propri diritti di acquirente, magari con riferimenti alle leggi da citare e leggere. Non avrei problemi a rivolgermi anche ad un avvocato. Come dovrei inoltre comportarmi con l'amministratore? Non avrei voglia neanche di interpellarlo perche' assente gia' in partenza come piu' volte dimostrato. Inoltre non e' chiaro se la ditta a conduzione familiare sia stata chiusa e riaperta con un altro nome, ma comunque sono ancora operanti di certo anche perche' sono a pochi chilometro dal mio immobile.
Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento, vi ringrazio anticipatamente per la risposta che mi darete e se fosse necessario posso fornivi anche delle foto dei problemi dell'immobile.
Distinti saluti
Luca, da Povoletto

Risposta ADUC
i fatti sono importanti, ma rimane tutto relativo se non dice cio' che veramente conta, ossia che contestazioni formali abbia fatto sino adesso. Cio', in quanto sono ormai passati 3 anni ed i vizi si contestano entro uno o due anni dall'acquisto o dalla commissione di esecuzione (a seconda del tipo di contratto). Questo, per dirle che potrebbe anche non essere piu' in condizione di fare alcunche' per decorso dei termini, se non e' possibile dimostrare di aver effettuato precise contestazioni in precedenza, tali da interrompere i termini e farli eventualmente ridecorrere. In ogni caso, non e' neanche chiaro se abbia senso un'azione da parte del condominio, in quanto i vizi indicati ci paiono personali e quindi da contestarsi essenzialmente in modo individuale (e quindi, non servirebbe neanche l'amministratore: il quale, in ogni caso, fa solo quello che dice l'assemblea ma in questo caso non ha particolarmente titolo per agire individualmente, anche ammesso che di problemi comuni si trattasse -ci pare di rilevare che vi siano dei problemi anche alle coperture comuni, in questo caso specifico il problema sarebbe condominiale: semmai, sarebbe in questo caso poco provvido, nel non convocare un'assemblea ulteriore chiedendo all'assemblea cosa voglia fare).
Il fatto che si possa dimostrare quantomeno che il costruttore sia stato interessato puo' essere utile: ma non e' sufficiente poiche' anche la disponibilita' fisica a visionare i luoghi non toglie il fatto che ci sono dei termini di legge per le contestazioni, che in questo caso pare siano dimasti disattesi. A meno che, nella conoscenza dei vizi al momento della vendita, non si possa ipotizzare un illecito, il termine sarebbe di cinque anni. In sintesi, il concetto che e' importante capisca (anche per il futuro) e' che non basta che ci siano dei danni, occorre anche muoversi tempestivamente, non aspettare tre anni. La voglia improvvisa che le e' venuta adesso di risolvere tutto, rischia di andare sprecata visti i tempi decorsi in assenza di passi formali: mentre sarebbe stata risolutiva se messa in atto immediatamente.
Quello che puo' fare lei e' inviare una raccomandata A/R di messa in mora, facendo riferimento alle reiterate richieste d'intervento ed intimando di voler provvedere in via definitiva alla risoluzione dei vizi, entro un termine di giorni specifico (ad esempio 30) dando avviso che in difetto agira' in giudizio (al che, si consultera' con un legale per cercare di capire se possa agire sul costruttore o debba invece agire ormai sul condominio o sui condomini, a seconda dell'origine del danno).
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