Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 giugno 2004
Cara ADUC, ad ottobre 2003 mi sono trasferita per ragioni di lavoro in Sardegna e ho preso in affitto con regolare contratto annuale un appartamento al 2° piano di uno stabile appena costruito. Ho da sempre avuto problemi con l'erogazione dell'acqua visto che, fino alla fine di maggio, l'ho ricevuta solo nelle ore notturne e sono riuscita a cavarmela solo grazie alla presenza di un autoclave di 300 litri. Purtroppo dal 5 giugno la situazione e' nettamente peggiorata. Da allora ricevo acqua solo ogni 3/4 giorni, cioe' quando il Comune, dopo reiterate sollecitazioni verbali in questo senso, decide di aumentare la pressione dell'acqua. Il fatto grave e' che questa situazione non e' determinata da un guasto ma, parole degli impiegati del Comune, dal fatto che d'estate aumenta il consumo d'acqua, per cui la "normale" pressione diventa insufficiente a raggiungere il mio appartamento che si trova in una zona leggermente collinare del paese. Il Comune sostiene, inoltre, di essere tenuto a garantire l'afflusso d'acqua "al contatore" e non anche all'appartamento per giunta (sempre parole loro) sito al 2° piano. La soluzione prospettata e' che il proprietario sposti la riserva idrica dal balcone al cortile, cioe' a livello del contatore. Il proprietario, invece, ritiene troppo costoso effettuare questo spostamento che comporta interventi sulle tubature che sono interrate e murate e ha "invitato", tramite avvocato, il Comune ad aumentare la pressione dell'acqua per ripristinare lo stato di "abitabilita'" della casa. In definitiva il mio problema permane in tutta la sua gravita' e questo rimpallo di responsabilita' mi preoccupa molto perche' non mi lascia sperare in una rapida soluzione. Cosa dovrei fare? Come posso comportarmi di fronte all'ostinazione ad intervenire del Comune? Se la situazione dovesse perdurare a lungo avrei il diritto di recedere dal contratto di affitto immediatamente (la scadenza e' ad ottobre e il contratto prevede l'obbligo di disdetta un bimestre prima), senza perdere l'anticipo versato? Spero che possiate aiutarmi, vi ringrazio anticipatamente.
Norma, da Capoterra
Norma, da Capoterra
Risposta ADUC
una possibilita' e' quella di trovare maggiore disponibilita' da parte del Comune facendo intervenire il Difensore Civico; altrimenti, puo' presentare un esposto in Procura della Repubblica, chiedendo di valutare se nei fatti esposti siano o meno rilevabili gli estremi di un illecito. E' in ogni caso vero, che gli obblighi del Comune sono limitati al contatore, pero' deve trattarsi di una potenza effettiva e non solo apparente: dipende cioe' anche come ci arriva, al contatore, poiche' l'acqua deve comunque essere anche utilizzabile. L'impossibilita' di avere la fornitura d'acqua, puo' essere motivo di risoluzione del rapporto, a prescindere da chi sia responsabile (anzi, la dichiarazione del proprietario relativa alla "vivibilita'" della casa, fatta al Comune, non fa che confermare la legittimita' della richiesta).
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