Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 giugno 2004
Mia mamma, anni 61, vive in un appartamento in affitto a Milano. Abita in questo appart. da circa 38 anni ed e' separata da mio padre dal 1986. Unico suo supporto economico e' l'assegno di mantenimento che mio padre le da ogni mese dal 1986 per una cifra di circa euro 850. In questo appart. era in affitto ad equo canone fino a quando e' stato adeguato al patti in deroga. La proprieta' e' padrona dell'intero condominio nel quale e' sito l'appartamento. A marzo del 2005 le scade il contratto e la proprieta' le ha proposto di rinnovarlo ad una cifra "doppia" di cio' che paga ora altrimenti la sfrattano (attualmente paga euro 3750/anno + euro 2000 spese condom. - Proposto per nuovo contratto, euro 6000). Mia mamma ha sempre pagato regolarmente l'affitto e le spese condominiali. Non puo' permettersi di pagare la cifra proposta; ha scritto alla proprieta' spiegando le piu' valide ragioni, anche di salute, proponendo un massimo di ¤4000 all'anno, che difficilmente accetteranno. Puo' esserci qualche soluzione affinche' mia mamma non debba abbandonare la casa nella quale ha vissuto per tanti anni?
Ringrazio.
Stefano, da Badalasco (BG)
Ringrazio.
Stefano, da Badalasco (BG)
Risposta ADUC
sua madre non ha diritti di rimanere nell'appartamento, la proprietaria ha pieno titolo per risolvere il contratto. E come tipologia di canone 4+4 il corrispettivo e' libero. Puo' provare a proporre un affitto 3+2 -in cambio di una durata inferiore il canone e' calmierato- ma se la proprietaria non accetta, non potete fare assolutamente niente in quanto l'affitto e' questo: abitare una casa in cambio di una somma per un periodo ben definito, rinnovabile ma solo se entrambe le parti sono d'accordo. Ed in questo caso, evidentemente l'accordo non c'e'. Provate ad insistere per trovare un accomodamento e concordare una cifra intermedia, ma se non c'e' verso con le buone non c'e' altro da fare, perche' non puo' imporre ad un'altra persona cosa debba fare con la propria abitazione.
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