Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 giugno 2004
Domanda 5 giugno 2004
Salve.
Nel mese di Aprile 2003 ho acquistato presso la Philips di Monza un televisore 32 pollici. Tale televisore nel mese di maggio 2004 si e' guastato. Portato in un centro assistenza Philips mi viene diagnosticato il guasto al tubo catodico con la sua necessaria sostituzione. Visto la somma da spendere (635 euro esclusa manodopera) ho contattato philips italia per sapere se tale prodotto poteva usufruire della garanzia di due anni o come da legge n°24 del febbraio 2002. La risposta di Philips Italia e' stata che il televisore non e' piu' in garanzia in quanto la garanzia di due anni su tale prodotto si applica se nei primi sei mesi di vita della Tv l'avessi portato in riparazione. Mi viene detto che questa e' la politica di Philips e pertanto non si puo' fare nulla. L'unica cosa che Philips Italia puo' fare e' quella di farmi avere uno sconto sulla riparazione.
Vorrei sapere se tale presa di posizione e' corretta oppure posso (e mi servirebbe sapere in che modo) far valere le mie ragioni?
Considerato il fatto che la parte guasta non e' una parte secondaria ma " L'Anima " del prodotto sono molto scettico che Philips possa decidere di applicare una propria politica a scapito di una legge nazionale.
In attesa di un vostro gentile riscontro.
Gianluca, da Milano

Risposta ADUC
il produttore PUO' applicare una propria politica a scapito della legge in quanto detta legge (d.lgs.24/2002) prevede che a rispondere del vizio di produzione, comunque da dimostrare, e' il VENDITORE. Lei si sta rivolgendo ai centri di assistenza che le stanno rispondendo in merito alla garanzia Philips e NON a quella di legge, per questo si e' creata confusione. Il produttore ha come unico obbligo di legge quello di dare una garanzia per minimo sei mesi, per il resto (eventuali prolungamenti, condizioni particolari, spese, etc.) e' del tutto libero di fissare le clausole. Capira' facilmente che quindi sui beni di consumo acquistati da soggetti consumatori le garanzie normalmente sono due, alternative e indipendenti l'una dall'altra. Visto che nel suo caso la garanzia del produttore e' scaduta, le resta l'alternativa, ossia la garanzia di legge di due anni, da far valere pero' sul venditore, senza piu' coinvolgere il produttore, almeno non direttamente. Questa stabilisce quanto segue (sinteticamente):
- il vizio deve essere contestato entro due mesi da quando viene rilevato;
- se il vizio si manifesta dopo i primi sei mesi dall'acquisto, e' a carico del consumatore la prova a sostegno, viceversa il vizio si presume. Questo vuol dire che si dovra' procedere con una perizia tecnica o perlomeno (visto che arrivando in giudizio la perizia puo' anche essere ordinata dal giudice) con una relazione scritta di un tecnico di fiducia;
- il venditore deve rispondere con una riparazione o una sostituzione (senza alcun onere per il cliente) oppure, se AMBEDUE risultassero impossibili, non risolutive o causa di eccessivi disagi per il consumatore, con la risoluzione del contratto e conseguente restituzione di quanto pagato.
Appurato il vizio, se non riesce a trovare un accordo per via verbale, al venditore deve essere inviata una messa in mora, ossia una raccomandata A/R con la contestazione del vizio, la richiesta (riparazione o sostituzione), dettando un termine di 15gg per provvedere e minacciando, in difetto, di adire le vie legali. Successivamente, nulla ottenendo in tal modo, dovra' procedere con una conciliazione (come primo passo) presso il giudice di pace. Le alleghiamo, per maggior chiarezza, il link del testo completo di detta legge
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