Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 giugno 2004
Spett. le ADUC 28/05/2004 Ho letto un sacco di VS. risposte ed ho deciso di importunarVi con queste quattro righe, ringraziandoVi anticipatamente per il tempo rubatoVi.
Il problema non esiste, o meglio, esiste ma non lo vogliamo vedere. Io abito in un paese (Cellole prov. Caserta) da poco piu' di trenta anni comune, (prima era una delle trentasei frazioni del comune di Sessa Aurunca sempre Caserta), contiamo una popolazione fissa di ca. 9000 anime, (durante l'estate, datosi che del comune fa parte anche un pezzo di Baia Domitia) arriviamo a 20-30000 persone.
Come potete immaginare un comune fatto da poco e di gente abituata a lavorare e con la speranza di cercare di fare sempre qualcosa di piu' per il benestare comune.
Veniamo alle dolenti note, abbiamo in questo ridente paese un ufficio postale, che non soddisfa in nessun modo i fabbisogni di detto paese.
1°) Dopo sette mesi di ristrutturazione, (aprile 2003-ottobre2003) ci siamo visti ripresentare lo stesso ufficio, piu' bello, ma con in meno i portalettere.
2°) Con tutto quello che reclamizza Poste Italiane dei loro prodotti, a Cellole alla richiesta di un Cash Dispenser, (quei cosi per prendere i soldi dall'esterno) ci hanno risposto che per il volume d'affari non rientravamo negli uffici da dotare di detto attrezzo.
3°) Se entravamo nella cerchia degli uffici piu' moderni e all'avanguardia della provincia di Caserta perche' non il Cash Dispenser.
4°) Se non rientriamo per volume di affari, dipende da noi o dalle persone che sono impiegate e pagate per vendere i prodotti Poste Italiane dell'ufficio di Cellole.
5°) Visto che prima parlavamo di volume di affari in verita' quello che conta e' il numero di conti correnti in possesso dell'ufficio.
Perche' Una frazione del suddetto comune di Sessa Aurunca, (S. Castrese, 2000 anime ca.) ha un portafoglio di 300 c. c. e noi 200 c. c.
Non e' che dipende esclusivamente dalle persone incaricate di vendere tali prodotti?
Perche' Per quattro impiegati che ancora si sentono Dio in terra ne deve pagare lo scotto tutto un paese? Abbiamo provato a contattare la direzione provinciale, ma le cose stanno cosi e loro non possono o non vogliono fare niente. Saluto molto cordialmente.
Luigi, da Cellole CE
Il problema non esiste, o meglio, esiste ma non lo vogliamo vedere. Io abito in un paese (Cellole prov. Caserta) da poco piu' di trenta anni comune, (prima era una delle trentasei frazioni del comune di Sessa Aurunca sempre Caserta), contiamo una popolazione fissa di ca. 9000 anime, (durante l'estate, datosi che del comune fa parte anche un pezzo di Baia Domitia) arriviamo a 20-30000 persone.
Come potete immaginare un comune fatto da poco e di gente abituata a lavorare e con la speranza di cercare di fare sempre qualcosa di piu' per il benestare comune.
Veniamo alle dolenti note, abbiamo in questo ridente paese un ufficio postale, che non soddisfa in nessun modo i fabbisogni di detto paese.
1°) Dopo sette mesi di ristrutturazione, (aprile 2003-ottobre2003) ci siamo visti ripresentare lo stesso ufficio, piu' bello, ma con in meno i portalettere.
2°) Con tutto quello che reclamizza Poste Italiane dei loro prodotti, a Cellole alla richiesta di un Cash Dispenser, (quei cosi per prendere i soldi dall'esterno) ci hanno risposto che per il volume d'affari non rientravamo negli uffici da dotare di detto attrezzo.
3°) Se entravamo nella cerchia degli uffici piu' moderni e all'avanguardia della provincia di Caserta perche' non il Cash Dispenser.
4°) Se non rientriamo per volume di affari, dipende da noi o dalle persone che sono impiegate e pagate per vendere i prodotti Poste Italiane dell'ufficio di Cellole.
5°) Visto che prima parlavamo di volume di affari in verita' quello che conta e' il numero di conti correnti in possesso dell'ufficio.
Perche' Una frazione del suddetto comune di Sessa Aurunca, (S. Castrese, 2000 anime ca.) ha un portafoglio di 300 c. c. e noi 200 c. c.
Non e' che dipende esclusivamente dalle persone incaricate di vendere tali prodotti?
Perche' Per quattro impiegati che ancora si sentono Dio in terra ne deve pagare lo scotto tutto un paese? Abbiamo provato a contattare la direzione provinciale, ma le cose stanno cosi e loro non possono o non vogliono fare niente. Saluto molto cordialmente.
Luigi, da Cellole CE
Risposta ADUC
non ci pare ci siano disservizi tali da poter ipotizzare l'interruzione di pubblico servizio presentanto quindi esposti in Procura della Repubblica. Pertanto, se non c'e' modo di trovare un accordo dialogando, interpellando anche il Ministero delle Comunicazioni, etc.. non rimane che intentare causa per danni ogni singola volta che c'e' un qualche disservizio.
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