Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 maggio 2004
Domanda 29 maggio 2004
Cara ADUC, con la presente vi segnalo un brutto episodio del quale sono stato vittima a causa della TELECOM Italia: in data 9 giugno 2003 ho richiesto, tramite il 187, la sospensione della mia utenza telefonica, avendo messo in vendita la mia abitazione.
Il 9 ottobre 2003, sempre tramite il 187, ho richiesto che la suddetta utenza venisse "traslocata" presso la mia nuova ed attuale abitazione. Da questo momento e' cominciata la mia odissea di telefonate di richieste al 187 per sollecitare il trasloco della linea (personalmente ho preso nota di almeno una decina di reclami, ma sono sicuro che nei computer del 187 ce ne siano molti altri).
Siccome non riuscivo ad ottenere risposte concrete, a dicembre, ho inviato un reclamo scritto chiedendo esplicitamente il rimborso previsto da contratto per questo disservizio. Finalmente in data 7/1/04, dopo ben tre mesi, sono riuscito ad avere una normalissima linea telefonica. Purtroppo, pero' dalla data di allaccio, a tutt'oggi pur pagando regolarmente la bolletta telefonica, tramite addebito su c/c bancario, non ho mai ricevuto le relative fatture, pertanto ho nuovamente chiamato il 187 e in questa occasione mi e' stato riferito:
1) le fatture mi vengono ancora inviate al vecchio indirizzo;
2) per il disagio subito, non ho diritto al rimborso da me richiesto, perche' a dire della Telecom, la responsabilita' del loro inadempimento contrattuale e' come al solito del consumatore, in quanto non sono riusciti a contattarmi. Premesso che ho sempre pagato le fatture, anche quando il telefono era sospeso e che non sono mai stato contattato dal personale della TELECOM al recapito telefonico da me rilasciato (cellulare perfettamente funzionante, dotato di segreteria telefonica attiva e del servizio "Chiamami" (avviso, tramite SMS, di tentativo di chiamata), cosa posso fare per ottenere tale rimborso?
In attesa di una cortese risposta, restando a disposizione per qualsiasi chiarimento, porgo Cordiali saluti.
Sandro, da Anguillara Sabazia

Risposta ADUC
il punto cruciale, e' la mancanza di un'adeguata messa in mora da parte sua, al momento originario della richiesta. In ogni caso provi ugualmente (richiedendo cosi' anche la variazione del contratto) inviando una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg entro cui effettuare il rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace -iniziando almeno con una conciliazione.
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