Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 maggio 2004
Buongiorno Gentili Signori, mi rivolgo a Voi per porVi un quesito molto semplice a cui, però, nessuno riesce a dare una risposta precisa. Forse Voi potete aiutarmi. In un palazzo di 9 appartamenti, tutti di proprietà di una sola persona ma locati a 9 diverse famiglie, è OBBLIGATORIA la nomina dell'Amministratore Condominiale oppure essendo unico il locatore, è sufficiente che un inquilino volonteroso si occupi dell'ordinaria amministrazione e della suddivisione delle spese di pertinenza dei conduttori? Sono 30 anni che nel palazzo dove vivo in affitto le cose vengono gestite nel modo più semplice: il mio dirimpettaio, persona onesta e disponibile, si presta a tenere i conti e a gestire i fondi che trimestralmente versiamo. Qualche tempo fa, di fronte ad una citazione in giudizio del proprietario dell'intero stabile per una questione di lesioni riportate da una signora mentre saliva il gradino d'ingresso del nostro palazzo, l'avvocato ci ha fatto sapere che rischiamo una sanzione in quanto nel nostro palazzo non esiste la figura formale dell'Amministratore prevista per legge essendo in più di 5 famiglie residenti. A me risulta che l'obbligo sia per i condomini dove ci sono più di cinque proprietari ma, cosciente della mia ignoranza in materia, vorrei sapere con esattezza cosa rispondere all'avvocato. Vi ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.
Franco, da Abbiategrasso
Franco, da Abbiategrasso
Risposta ADUC
il palazzo non ha parti comuni condominiali: e' un'unica proprieta' suddivisa in appartamenti, si suppone (e quindi le parti "comuni" sono invece di proprieta'). Questo, concluderebbe la questione.
Ad ogni modo, nell'ipotesi che il palazzo sia propriamente stato costituito come condominio, occorre in primo luogo precisare che voi l'amministratore l'avete in quanto nulla prevede che debba essere affidato il compito ad un professionista (e quindi, semmai, il problema e' se vi siano assemblee regolari, etc..), ed in secondo luogo cio' che conta e' se vi siano o meno piu' proprietari, che in questo caso non ci sono. E' vero che in alcuni ambiti e' l'affittuario che puo' avere titolo d'intervenire alle assemblee, e questo lascia ipotizzare che la gestione debba avere una certa regolarita', in un condominio, dal punto di vista decisionale; ma nondimeno tutto rimane condizionato dalla sussistenza di piu' proprietari. In assenza dei quali la regolamentazione della gestione deve avere una rilevanza contrattuale, ma all'interno appunto del contratto di affitto.
Ad ogni modo, nell'ipotesi che il palazzo sia propriamente stato costituito come condominio, occorre in primo luogo precisare che voi l'amministratore l'avete in quanto nulla prevede che debba essere affidato il compito ad un professionista (e quindi, semmai, il problema e' se vi siano assemblee regolari, etc..), ed in secondo luogo cio' che conta e' se vi siano o meno piu' proprietari, che in questo caso non ci sono. E' vero che in alcuni ambiti e' l'affittuario che puo' avere titolo d'intervenire alle assemblee, e questo lascia ipotizzare che la gestione debba avere una certa regolarita', in un condominio, dal punto di vista decisionale; ma nondimeno tutto rimane condizionato dalla sussistenza di piu' proprietari. In assenza dei quali la regolamentazione della gestione deve avere una rilevanza contrattuale, ma all'interno appunto del contratto di affitto.
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